Apriamo oggi con due notizie molto interessanti che ci arrivano da p.i.
Ha un senso la censura di Google?
News - Secondo i suoi dirigenti ne ha eccome. Ecco come hanno risposto alle accuse cadute sull'azienda per le omissioni nei link proposti dal motore di ricerca agli utenti cinesi
Con Linspire l'ADSL costa meno
Telefonia e C. - Grazie a un accordo fra Questar e NGI, gli utenti del sistema operativo Linspire possono accedere ad un'offerta ADSL scontata
Un browser per google?? Vediamo che ci dice repubblica.it
Il NY Post: "Pronta la sfida a Microsoft nel campo dei navigatori"
"Voci infondate" secondo il motore, che intanto, però, si attrezza
Un browser targato Google?
Non ancora, ma in futuro...
ROMA - Google sta per varare un suo browser? L'ipotesi, in giro da tempo, è stata rilanciata ieri con grande evidenza da un articolo apparso sul New York Post. Il quotidiano della famiglia Murdoch sottolinea la recente campagna acquisti di Google tra gli ingegneri di giganti come Microsoft e Sun Microsystems, ricorda che la compagnia di Mountain View ha ospitato il mese scorso una conferenza degli sviluppatori di Mozilla (principale concorrente di Internet Explorer), mette insieme i puntini e giunge a una conclusione: tutto è pronto perché Google, dopo aver lanciato il suo servizio di posta elettronica Gmail, fornisca anche un programma per navigare sul web.
"Sono teorie che per ora non hanno fondamento", fanno sapere da Google a Repubblica.it. E, a proposito delle nuove assunzioni a Mountain View, spiegano che "le migliori intelligenze nel campo dell'ingegneria informatica sono normale linfa vitale" per la compagnia.
Intanto, però, l'idea di un browser targato Google solletica la fantasia dei navigatori. Su Slashdot, punto di ritrovo preferito dai patiti di tecnologia, qualcuno ha cercato a chi fosse intestato il dominio Gbrowser.com. Alla Google Inc., ovviamente. Dunque, Google non ha per ora intenzione di sfidare Microsoft nel settore dei browser. Ma si sta dotando di tutti gli strumenti per farlo.
Repubblica.it pubblica un interessantissimo articolo sulla dipendenza da internet
Per uno studio oltre mille persone si sono private
per due settimane del web. "Impossibile rinunciarci"
Soli, depressi, in crisi di astinenza
Ecco la vita senza internet
La Rete è entrata nella vita quotidiana di molti per questioni pratiche. Ma la sua assenza porta a conseguenze emotive
di ALESSANDRA RETICO
UNA specie di coperta di Linus, che quando ti manca non senti solo freddo, ma ne hai nostalgia. Difficile rinunciarci, perché non solo risolve problemi, velocizza e snellisce le mille cose da fare in una giornata, ma ti fa stare "nel giro" e anzi ti aiuta ad allargarlo sentendoti al centro delle cose. Insomma, una presenza così pervasiva nella vita quotidiana e nelle abitudini che con lei abbiamo ormai instaurato un rapporto di tipo emotivo. Così profondo che se ce la tolgono reagiamo come se venisse meno un affetto.
Questa è diventata Internet secondo uno studio congiunto di Yahoo!, il provider più famoso e trafficato al mondo, e OMD, agenzia leader di comunicazione, che hanno sottoposto un gruppo di persone a un esperimento che molti hanno ritenuto insopportabile: stare senza connessione al web per due settimane.
Il risultato dell'Internet Deprivation study - come è stato chiamato l'esperimento su un campione di 1000 utenti e 13 famiglie per 28 componenti in totale - è che molti dei partecipanti hanno sopportato con grandi sforzi l'astinenza, raccontando di aver resistito con molta fatica alla tentazione di connettersi e scoprendo, in tanta difficoltà, una così profonda familiarità, se non dipendenza, che non sospettavano di avere prima di dover fare senza. Il fatto è che per molti prenotare viaggi, controllare i risultati dello sport preferito, comunicare con amici e famiglia o pagare le bollette sono pratiche che si consumano ormai sul web.
Per l'esperimento, hanno detto i partecipanti, due settimane sono state una concessione alla scienza ma sarebbero improponibili in condizioni normali: se proprio uno è costretto a stare offline, il tempo medio sostenibile è di non più di cinque giorni.
"Si tratta di uno studio meramente indicativo delle miriadi di maniere in cui internet, in appena dieci anni, abbia irrevocabilmente cambiato la vita quotidiana dei consumatori", ha spiegato il capo ufficio vendite di Yahoo! Wenda Harris Millard, per la quale è già molto significativo "come sia stato difficile trovare cavie da sottoporre alla deprivazione da internet". Uno studio "profondamente etnografico" per il provider californiano, il che vuol dire non tanto e non solo osservare le tendenze di consumo, "ma accendere una rara luce sul motivo per cui la gente fà le scelte che fà e in che modo vi sia emotivamente coinvolta".
Obiettivo alto e certamente persuasivo, ma certo è che i soggetti coinvolti nello studio neutri non sono: Yahoo! infatti non lo nega ("aiutiamo il marketing ad applicare questi risultati per raggiungere il loro pubblico") e il contesto in cui lo studio è stato presentato, la settimana della pubblicità in corso a New York, lo è tanto meno. Fatto sta che, indipendentemente dall'età, reddito o cultura, i 'deprivati' dello studio hanno tutti lamentato astinenza e un senso di perdita, frustrazione e disconnessione dal mondo.
Per motivi pratici: usare Internet significa trovare prezzi più bassi, avere servizi più veloci, che sia trovare un numero di telefono o guardare il "tutto città" per cercare una strada. Così utile in questo senso, che quasi nessuno più usa il telefono o le pagine gialle. Prima di comprare qualsiasi cosa nel mondo reale chi usa il Web è solito navigare molto in cerca delle offerte migliori ma anche per conoscere in dettaglio le caratteristiche del prodotto che sta per acquistare. Dalla parte delle aziende, ciò significa che chi meglio descrive la propria merce su Internet ha più opportunità di veder varcare la soglia del proprio negozio.
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Ma alle ragioni di utilità se ne aggiungono altre più intangibili e quasi pulviscolari, e che hanno a che fare col ruolo che internet ha assunto in questo secolo. I per forza astinenti se hanno tutto sommato superato il trauma di non poter conoscere, prenotare, spedire, pagare, hanno invece più duramente affrontato il veto alla comunicazione. Scrivere mail o partecipare a chat, stare in contatto coi familiari o allargare il cerchio della propria socialità, creare insomma comunità, è uso e quasi 'sentimento' cui nessuno vuol rinunciare.
"Sentirsi fuori dal giro" è stata infatti l'obiezione più comune, un giro di privato e intimo che chi usa il web riesce a mantenere e coltivare anche quando il pubblico invade. Per esempio in ufficio: amare o lasciare per e-mail, mentre il capoufficio si aggira tra i tavoli, è abitudine che molti denunciano come conveniente e a riparo da inevitabili indiscrezioni. Se tu gliela togli, certo che viene la depressione: i sentimenti va a finire che tocca affrontarli faccia a faccia.
Consiglio a tutti, inoltre di leggere questo interessantissimo articolo tratto dal mitico punto-informatico riguardante la psicologia di chi utilizza sistemi p2p... con una sorpresa! (cliccare sul titolo per leggere tutto l'articolo!)
La psicologia dell'utente P2P
News - Prova a delinearla il File Sharing Experiment che fa i conti in tasca a chi usa sistemi di sharing, scoprendo perché chi condivide spesso e volentieri vuole comprare, e come le major hanno da guadagnare dallo sharing
Apriamo con una notizia da repubblica.it riguardante un sito per mandare messaggi dopo la morte.
Dalla Spagna un sito lancia un servizio online
per mandare messaggi dopo la morte
Una mail dall'oltretomba
On line i saluti del caro estinto
di ALESSANDRO OPPES
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| La homepage del sito |
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MADRID - Una e-mail dall'oltretomba. C'è già chi la definisce un'iniziativa di cattivo gusto, ma gli affari sono affari. E comunque l'imprenditore spagnolo che ha lanciato quest'idea cerca di farla passare come un nobile progetto, che avrebbe lo scopo di dare "conforto" a familiari e amici di un defunto nelle tragiche ore del lutto. Se pensate che la vostra morte sia vicina, potete consegnare il vostro ultimo pensiero, quello "definitivo", a una nuova pagina web (
www. elultimoemail.com o www.thelastemail. com) che lo custodirà fino a decesso avvenuto per poi trasmetterlo - via e-mail - alle persone che voi stessi avrete indicato. "Se amate i vostri cari e volete che la vostra morte sia più facile per loro, è vitale che i vostri desideri, decisioni e istruzioni siano annotati e messi a loro disposizione dopo la vostra morte", si legge nella home page del sito, in una presentazione che suona come un raggelante tentativo di vendere questo nuovo, originale prodotto.
A seconda della quantità e qualità delle informazioni che vorrete trasmettere ai vostri cari, potrete scegliere tra diverse proposte: "Vi offriamo due modalità di pagamento: sottoscrizione annuale o pagamento unico (membro per tutta la vita)". Il piano più completo e più caro è il "master", che vi consente di inviare un numero illimitato di e-mail, immagini, registrazioni audio e video. Con 200 euro vi toglierete il pensiero, per sempre. A scalare troveremo poi il piano "premium" e l'"essential", più a buon prezzo ma ancora di buona qualità. Se invece le vostre finanze sono in rosso, con l'opzione "free" vi verrà concessa la possibilità di inviare un solo messaggio, alla persona che vi sta più a cuore. Di immagini e registrazioni, in questo caso, neanche a parlarne.
L'impegno della "Global Spectrum" (è questo il nome della società che ha lanciato l'iniziativa) nel convincere i morituri di tutto il mondo ad affidarsi alle loro cure è commovente: "Potrete far sapere a coloro che restano tutto ciò che sempre avreste voluto dire ma non avete potuto; potrete dire quello che avete sempre cercato di dire, ma non lo avete fatto; potrete dire tutto ciò che sentite per loro, per l'ultima volta. O potete semplicemente congedarvi da loro".
Il vostro pensiero "definitivo" può ovviamente cambiare col tempo, se la salute vi assiste: potrete così accedere attraverso una "password" ogni volta che lo vorrete alla vostra pagina personale sul sito www. elultimoemail. com e modificare idee, pensieri, ultime volontà, parole di congedo. Ma chi comunicherà ai responsabili della pagina web la notizia del vostro decesso? Sarete voi stessi a indicare il nome della persona che avrà l'ingrato compito. Il vostro rappresentante legalmente autorizzato dovrà premurarsi di inviare il certificato di morte. E dall'oltretomba, le vostre parole raggiungeranno vostri cari.
Vediamo repubblica.it che bella notizia ci da riguardo ad una nuova versione di playstation 2
Più piccola e leggera, costerà quanto la versione precedente
Nessuna novità tecnica, punta tutto sullo stile e il design
A novembre la nuova PlayStation
"Diventerà uno status symbol"
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Ken Kutaragi, Ceo di Sony, con la nuova PlayStation2 |
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TOKYO - Sarà lanciata entro l'anno la nuova versione della PlayStation2, la console più venduta nel mondo. Lo ha comunicato il produttore Sony, precisando come la nuova console sarà più leggera e meno voluminosa della precedente.
Secondo i programmi del colosso giapponese, la nuova versione sarà lanciata all'inizio di novembre in Europa, nel Nord America e in Giappone. La caratteristica principale della console rinnovata saranno le dimensioni ridottissime: il 75 per cento in meno rispetto alla versione precendente, per un peso di soli 900 grammi. La console poggerà su una base girevole in plexiglas e potrà essere collegata in rete per giocare con altri utenti. Il tutto allo stesso prezzo della vecchia PlayStation2: meno di 150 euro.
Sony, dunque, punta tutto sullo stile. Dal punto di vista tecnico, infatti, la nuova console sarà uguale alla vecchia. Ma, nelle intenzioni della casa giapponese, le dimensioni ridotte e il nuovo design dovrebbero renderla uno status symbol.
A Natale, la nuova Ps2 sarà affiancata dal modello Dsx, che integrerà un lettore dvd e un masterizzatore, per lanciare la sua sfida al mondo dell'home theater. Una strategia di "puntellamento" del mercato in attesa del boom previsto per la prossima primavera: il lancio della
PlayStation portatile, che sfiderà i prodotti di Nintendo e Nokia. In vista della nuova PlayStation3, per la quale però bisognerà attendere ancora un paio d'anni.
Passiamo ora ad una notizia meno allegra riguardante la microsoft e le sue nuove azioni anti-pirateria (e sicuramente contro la privacy. sempre meno libertà all'orizzone?) (fonte p.i.)
Windows, al via test di autenticità on-line
News - Microsoft ha introdotto in una delle sezioni più trafficate del proprio sito un controllo facoltativo con cui gli utenti possono verificare l'autenticità della propria copia di Windows. In futuro potrebbe divenire un check-in obbligatorio
Iniziamo con una buona notizia riguardante il mondo di half life 2! uscirà a breve... pronti a scaldare la scheda 3d??
News/ Half-Life 2 in arrivo
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Le epiche vicissitudini che hanno segnato il cammino del seguito più atteso nella storia dei FPS stanno volgendo al termine: Valve ha iniziato le fasi finali dello sviluppo e VUG si appresta alla produzione |
Valve ha consegnato a Vivendi Universal Games il disco con la release candidate di Half-Life 2.
Questo significa che Valve ha terminato il lavoro creativo sul titolo, e ora sta al reparto controllo qualità di Vivendi Universal di approvarlo per la pubblicazione (o respingerlo, nella nefasta evantualità si presentino gravi errori). È auspicabile che quanto prima sia resa nota la data di pubblicazione del gioco. Così Doug Lombardi, marketing director di Valve: "Non abbiamo ancora una data di pubblicazione da VUG, ma speriamo che ce la comunichino presto".
Sarebbe ragionevole supporre (sempre che i bug più clamorosi siano stati già tutti individuati) che il gioco possa comparire nel Nord America e in Europa nei primi giorni di Novembre, anticipando Halo 2. A questo punto appaiono piuttosto irragionevoli le voci di corridoio che volevano uno spostamento della pubblicazione europea al 2005. Lombardi lo conferma: "Nessun rappresentante di VUG ha comunicato rinvii della pubblicazione oltre la fine dell'anno". Per VUG sarebbe estremamente controproducente mancare l'ennesimo appuntamento con i già esasperati fan. Ma forse sarebbe ancora peggio pubblicare un prodotto minato da bug clamorosi.
(fonte : punto-informatico.it)
Vediamo pcself.com cosa pubblica relativamente alla sicurezza che i pc potrebbero avero con un chip
IBM proteggerà i PC con un chip
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La nuova soluzione è studiata per incrementare la sicurezza e la protezione del pc
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IBM lancerà sul mercato dei nuovi pc dotati di un chip per incrementare la sicurezza e la protezione dei computer. Le nuove soluzioni che adotterà IBM si avvarranno della tecnologia SafeKeeper Trusted I/O Device di National Semiconductor.
I nuovi chip saranno caratterizzati dalla possibilità di criptare le informazioni a livello hardware usando chiavi accessibili esclusivamente da un processore dedicato. Questo dovrebbe evitare possibili attacchi da remoto da parte di cracker per l'accesso ad informazioni presenti sul sistema locale, evitando problemi di sicurezza dovuti a vulnerabilità software.
I chip SafeKeeper, che IBM utilizzerà sia per i notebbok che per i desktop, sono disponibili ad un prezzo di 5 dollari. La versione di chip per dispositivi mobile costerà circa 7 dollari e sarà posta in commercio entro fine anno. |
Non dimenticandoci della sicurezza, parliamo di un problema che si può riscontrare con il service pack 2 per windows xp! (fonte 01net.it)
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Windows XP SP2: file e cartelle condivisi diventano di pubblico dominio?
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| Online si sta diffondendo la notizia secondo la quale, in alcune circostanze, chi ha installato il nuovo Service Pack di Xp potrebbe rendere accessibili a chiunque dati e risorse del proprio computer | | |
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Non appena si provvede ad aggiornare Windows XP al Service Pack 2, in alcune circostanze i file, le cartelle e le stampanti condivisi potrebbero risultare accessibili a tutto il mondo! Il tutto nonostante il firewall integrato nel Service Pack 2 sia regolarmente attivato. E' sostanzialmente ciò che viene riportato online dal magazine tedesco "PC Welt".
I requisiti per incappare nel problema sarebbero un normale sistema Windows XP aggiornato al Service Pack 2 ed una connessione Internet attiva. Sarebbero esclusi tutti i sistemi che, ovviamente, si "affacciano" in rete sfruttando un router e i personal computer sui quali la Condivisione della connessione Internet risulti attiva.
Una scoperta drammatica che ci riporta ai tempi di Windows 95 quando si scoprì un problema del tutto analogo. All'epoca Microsoft "dimenticò" di separare la "condivisione file e stampanti" (file and printer sharing) dall'interfaccia per la connessione Internet (dial-up network adapter). In pratica, il servizio per la condivisione dei file, delle cartelle e delle stampanti veniva reso disponibile anche sull'interfaccia di rete usata per la connessione Internet. A quel tempo Microsoft rilasciò una patch per risolvere il problema. Cliccando con il tasto destro sull'icona della connessione Internet ed accedendo alla scheda Impostazioni, la casella Condivisione file e stampanti non era più attiva.
Esattamente ciò che accade in Windows XP senza Service Pack. A partire dal Service Pack 1 (SP1), Condivisione file e stampanti viene connesso, in generale, a tutte le interfacce di rete. L'installazione del Service Pack 2 utilizza la precedente configurazione del firewall di Windows (il "vecchio" ICF). Se ICF era attivo prima dell'aggiornamento ad SP2 sulla connessione dial-up, adesso il firewall risulta attivo anche per l'interfaccia di rete. Contemporaneamente viene attivata una eccezione per la Condivisione file e stampanti (in modo da permettere, senza alcuna restrizione, questo tipo di comunicazioni) sull'interfaccia associata alla scheda di rete ma - ed è qui il problema - anche sulle connessioni Internet configurate.
In questo caso specifico, quindi, i vostri file e le vostre cartelle condivise potrebbero essere accessibili dall'esterno, anche da persone non autorizzate (che potrebbero cominciare a cercare di "carpire" le password per l'accesso di amministratore ed utenti guest).
La soluzione al problema. Fate doppio clic sull'icona Windows Firewall (dal Pannello di controllo di Windows XP SP2), cliccate su Eccezioni, selezionate Condivisione file e stampanti e cliccate sul pulsante Modifica. Dovreste qui trovare quattro porte, utilizzate dal servizio. Per fare in modo che il servizio sia inutilizzabile esternamente alla vostra rete locale, cliccate sul pulsante Cambia ambito....
La soluzione consigliata per evitare qualsiasi problema consiste nello specificare manualmente gli indirizzi IP della rete locale (o il range degli stessi) che sono autorizzati a visionare i file condivisi. |