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lunedì, novembre 29, 2004

Apriamo oggi con l'allarme spyware, vediamo cosa ci nasconde KAZAA

Kazaa è lo spyware più pericoloso

L'accusa arriva da Computer Associates, che in testa alla lista degli spyware pone proprio il più celebre software di condivisione P2P. In... corsa anche Grokster

News - New York (USA) - Le accuse di contenere spyware non sono certo una novità per Kazaa, che però i suoi additivi software li definisce adware, ciò che è nuovo è il fatto che, secondo gli esperti di sicurezza di Computer Associates, oggi Kazaa rappresenta la maggiore minaccia spyware sulla rete.
Se si scorre infatti la lista dei peggiori spyware, Kazaa risulta in testa e il motivo va ascritto alla grande popolarità di questo celebre programma di file sharing. Sebbene sia insidiato da altri software, infatti, Kazaa rimane per il momento lo strumento principe della condivisione di file in rete e nei giorni scorsi ha persino aggiunto il supporto alle chiamate internettiane di Skype.

Secondo CA, Kazaa "come qualsiasi altro programma di condivisione (...) può diminuire la performance dei network e consumare grandi quantità di storage. Inoltre può provocare problemi di sicurezza in quanto a utenti sconosciuti è consentito accedere a file interni". Nello specifico, inoltre, Kazaa pone un clot factor di 50 su 100, un livello molto alto che indica la quantità di risorse del PC che il programma avoca per sé, sotto forma di chiavi di registro, directory occupate, file e via dicendo.

Va detto, comunque, che
la definizione di spyware non è sempre univoca per tutte le società di sicurezza. CA, infatti, nella sua lista delle maggiori minacce spyware infila anche i software di Gator, programmi pubblicitari intrusivi noti da lungo tempo che, però, tribunali americani hanno assolto da ogni accusa.

Proprio per le difficoltà nel definire un programma in un modo o nell'altro, CA adotta spesso la definizione di pest, categoria di software "disturbatori", tra cui appunto finiscono gli spyware ma anche gli adware e via dicendo.

Ad ogni modo, nella lista dei maggiori spyware sono finiti altri programmi del P2P. Oltre a Kazaa vengono presi di mira da CA anche
Grokster, Limewire ed altri.

(fonte: punto-informatico.it)












Postato da: niknet alle 15:52 | link | commenti |

domenica, novembre 28, 2004

Apro ogggi ringraziando splinder per la nuova veste grafica (l'ho gratida molto) [peccato, gravissima pecca, che con mozilla firefox non si possano postare ancora le news... ai ai ai]

I brevetti software non fanno altro che uccidere le idee! Bisogna combatterli!

 L'Università contro i brevetti sul software

Una mozione assai critica sulla proposta di direttiva di cui si parla in questi giorni in Europa è stata firmata dai membri del Consiglio del dipartimento di Scienze dell'informazione di Bologna

News - Bologna - Un importante gruppo di accademici italiani ha deciso di esprimersi con forza contro la direttiva europea sui brevetti sul software, una direttiva contestata da molte parti ma che ancora incombe sul Vecchio Continente. Il Consiglio del dipartimento di Scienze dell'informazione dell'Università di Bologna nei giorni scorsi ha infatti approvato all'unanimità una mozione rivolta al Governo e mirata a sostenere un impegno concreto dell'Italia per la bocciatura della proposta.
 
"Il Dipartimento - si legge in una nota - esprime una posizione fortemente critica sulla direttiva Brevettabilità delle Computer Implemented Inventions così come proposta dal Consiglio di Europa"

Ma ecco di seguito il testo della mozione:

"Il Dipartimento di Scienze dell'Informazione dell'Università di Bologna
IN MERITO
alla proposta di Direttiva Comunitaria n. 2002/0047 avente titolo "on the patentability of computer-implemented inventions"

PREMESSO
- che il Parlamento Europeo dopo un anno di lavoro delle commissioni Cultura e Industria in seduta plenaria in prima lettura ha approvato il testo del provvedimento con numerosi e fondamentali emendamenti (24 settembre 2003);
- che il 18 maggio 2004 il consiglio dei Ministri dell'Unione ha dato una approvazione tecnica ad un testo che di fatto annulla i limiti imposti alla brevettabilità del software contenuti nel testo dell'europarlamento;
- che il Ministro Stanca e il sottosegretario Baldassarri con delega all'informatica hanno espresso una posizione fortemente critica sul provvedimento;
- che già nella riunione del 18 maggio 2004 i rappresentanti Italiani ministri Buttiglione e Moratti si sono astenuti a seguito anche della lettera del Ministro Stanca;
- che la Polonia con voto del 16 novembre 2004 ha ritirato l'appoggio alla decisione politica rilevando ambiguità e contraddizioni nel testo;
- che la forte discordanza di contenuti mette in luce la necessità di una approfondita discussione sui metodi di protezione del software e sugli effetti delle decisioni nella economia nazionale e dell'Unione;
- che l'Ufficio Europeo dei Brevetti ha già rilasciato numerosissimi brevetti sul software in disaccordo con le normative attuali, molti dei quali tutelano componenti software di uso comune;
- che famosi studiosi si sono espressi criticamente sulla brevettabilità del software;
- che numerosi sviluppatori di software, software house, associazioni di sviluppatori, piccole e medie imprese hanno manifestato contro questa direttiva

CHIEDE
al Governo Italiano, in particolare ai Ministri Stanca e Marzano competenti per materia, di non approvare l'accordo tecnico del 18 maggio nel voto politico che si dovrà tenere in un prossimo Consiglio di Europa e ad iniziare un confronto aperto con le Università e le realtà economiche dell'Unione per trovare le forme migliori di tutela.

Riferimenti:
Lettera del Prof. Knuth all'Ufficio Brevetti Statunitense
Posizione del Prof. Ullman
Posizione del Prof. Di Cosmo
Lettera di Linus Torvalds e Alan Cox al presidente del Parlamento Europeo
Decisione del Governo Polacco
Petizione di oltre 396000 persone e aziende per difendere la versione emendata dall'europarlamento"

Per ricostruire l'intera vicenda della proposta di direttiva è anche possibile scorrere l'archivio di Punto Informatico.

(fonte: punto-informatico.it)


































Postato da: niknet alle 15:33 | link | commenti |

venerdì, novembre 26, 2004

Nuovamente con grande gioia oggi riapro il blog parlando di una maxi operazione anti pedofilia condotta dalla procura di Venezia (e bravi i veneziani!)

 Grande retata contro il pedoporno sul P2P

Sono migliaia le persone coinvolte e decine gli arrestati in 65 diversi paesi, tutti con l'accusa di aver fruito, prodotto, diffuso immagini di pornografia infantile. Inchiesta della Procura di Venezia sul P2P

News - Venezia - C'è la sensazione di aver dato un segnale di enorme importanza nella città lagunare all'indomani dell'annuncio di una operazione internazionale contro la pornografia infantile, indagine che per ampiezza e caratteristiche non ha precedenti.  L'operazione Canalgrande, condotta dalla Polizia Postale e coordinata dalla Procura di Venezia, ha portato a denunce, sequestri ed arresti in 65 diversi paesi del mondo. Le polizie internazionali, in collaborazione con Interpol ed Europol, hanno effettuato blitz in quasi tutti i paesi europei, ma indagini sono state condotte anche in America, Asia, Africa ed Oceania.

Stando a quanto riferito in una conferenza stampa con cui ieri è stata presentata l'operazione coordinata dal sostituto procuratore veneziano Maria Rosaria Micucci, i blitz nei diversi paesi e in Italia sono stati effettuati a partire dalle prime ore di ieri mattina e sono proseguiti per l'intera giornata. Solo in Italia sono stati coinvolti almeno 400 uomini delle forze dell'ordine, che a fine giornata avevano effettuato cento perquisizioni su tutto il territorio nazionale e quattro arresti. Sequestrate anche grandi quantità di materiale informatico, da computer a supporti ottici, che contenevano il materiale illegale.

Di interesse segnalare come l'indagine che ha portato all'individuazione delle migliaia di persone che risultano coinvolte nell'inchiesta sia nata dall'intercettazione di un giro di pornografia infantile sulle reti del peer-to-peer.

La Polizia Postale di Venezia, infatti, nel dicembre del 2003 era riuscita ad inserirsi in un giro di sharing di materiale illegale che avveniva attraverso uno dei più celebri software di condivisione. In pochi giorni, hanno spiegato gli agenti, sono state individuate migliaia di immagini e video pedopornografici, che hanno per protagonisti persino neonati e bambini fino a 10 anni. Come sempre accaduto nelle inchieste di questo tipo, anche in questa occasione gli abusi rilevati sono stati compiuti su bimbi di molti diversi paesi, che gli autori del materiale hanno coinvolto in attività sessuali tra di loro o con adulti.

Stando a quanto rilevato dalla Polizia Postale, la richiesta per questo genere di contenuti è elevatissima, cosa che ha consentito di individuare moltissimi fruitori di queste immagini sparsi appunto sui cinque continenti. Stando a quanto reso noto, in Italia tra gli indagati anche un pugno di minori che in forza della giovane età non saranno perseguiti.

Secondo gli inquirenti, l'operazione di ieri è parte di una "articolata strategia di contrasto al fenomeno della diffusione per via telematica della pornografia minorile sviluppatasi per oltre un anno in uno dei servizi più conosciuti della rete". "Fra gli indagati - è stato detto - oltre a soggetti già coinvolti in indagini su reati sessuali nei confronti di minori o in tema di pornografia minorile, anche liberi professionisti, pubblici dipendenti, studenti nonché persone impegnate in attività a diretto contatto con ambienti giovanili, cioè proprio coloro che dovrebbero dare l'esempio sono fra quelli maggiormente coinvolti".

Non è ancora chiaro quanta parte degli arrestati e degli indagati sia ritenuta coinvolta direttamente nella produzione delle immagini.

Va detto, infine, che l'indagine non si ferma qui. Gli inquirenti sono stati infatti molto chiari sul fatto che quanto emerso in questa indagine ha dato la stura ad una serie di ulteriori attività investigative che proseguiranno nei prossimi mesi. Un annuncio che vuole suonare come un avvertimento verso chi fruisce di questo materiale, talvolta acquistandolo e dando così maggiore impulso alla criminalità che produce film e fotografie pedopornografiche.

Ieri anche in Spagna si è assistito ad una imponente operazione contro il traffico pedopornografico via Internet. La polizia di Madrid ha arrestato quasi 90 persone e sequestrato moltissimo materiale informatico, compresi migliaia tra DVD e CD che contenevano i prodotti illegali.

(fonte : punto-informatico.it)


















Postato da: niknet alle 12:09 | link | commenti |

giovedì, novembre 25, 2004

Veniamo ora ad una news su uno dei giochi più attesi di sempre, Half-lfe 2 [gioco veramente eccezionale, che consiglio a tutti!!!]

News/ 20.000 account Steam bloccati

Icona Valve, developer di Half-Life 2, ha sospeso a tempo indeterminato 20.000 account di Steam, il servizio di distribuzione e gestione di contenuti digitali, accusando gli utenti di pirateria, frode con carta di credito, truffa


Account evaporati


HighScore - Valve ha intrapreso una campagna senza esclusione di colpi contro la pirateria del suo più recente gioco, Half-Life 2.

Ha sospeso a tempo indeterminato 20.000 account del discusso sistema di distribuzione dei contenuti digitali, Steam, tramite cui aveva implementato il meccanismo di autenticazione e registrazione per il gioco. Il developer ha collegato gli utenti con tentativi illeciti di utilizzare il gioco senza averlo regolarmente acquistato. Il giro di vite ha colpito, secondo l'azienda, pirati, utenti di carte di credito contraffatte et similia, ed è stata un'operazione "estremamente semplice" da portare a termine. Valve ha altresì smentito alcune voci di corridoio negando di aver inserito nei circuiti P2P una versione trappola del gioco allo scopo di catturare altri pirati.

"Il metodo usato è stato molto facile da tracciare e confermare, per Valve, così non c'è alcun dubbio che gli account disabilitati fossero usati per cercare di ottenere Half-Life 2 illegalmente. Valve non ha distribuito alcun tipo di codice finto o finto warez o istruzioni per l'hacking del gioco al fine di intrappolare chicchessia. Queste cose vengono dalla 'community', come sempre. Gli account possono anche essere stati chiusi a causa di altre attività fraudolente, come l'acquisizione di altri prodotti Valve, le frodi con carte di credito, il furto di account e l'utilizzo di versioni pirata dei giochi Valve".

Valve esclude quindi che siano stati sospesi, per errore, account di utenti legittimi. Nonostante le lamentele degli utenti relative all'inefficienza di Steam, sembra che questo sistema abbia segnato un successo, per Valve. Il sistema di autorizzazione ha impedito che versioni pirata del gioco filtrassero online prima dell'uscita nei negozi (un evento raro per un gioco PC). Inoltre il developer incassa molto di più dalle copie vendute tramite Steam. Il minor numero di copie acquisite nei negozi ha influito però sui dati di vendita, comportando un debutto nelle classifiche al terzo posto, dopo Grand Theft Auto: San Andreas e Need for Speed Underground 2, una posizione meno prestigiosa di quanto preventivato.

(fonte : punto-informatico.it)









Postato da: niknet alle 16:07 | link | commenti |
giochi

é con grande felicità che apro il blog con nuovi arresti dallo schifoso mondo della PEDOFILIA

Nel mirino degli inquirenti anche professionisti insospettabili
Le indagini hanno portato al sequestro di migliaia di computer
Blitz contro la pedofilia online
Decine di arresti in tutto il mondo

 
VENEZIA - Maxi operazione contro la pedofilia online coordinata in tutto il mondo dalla procura di Venezia. Decine gli arresti e migliaia le persone coinvolte in in 65 paesi: 35 persone sono finite in manette in Europa, 15 in Africa, 16 in Asia, 11 in America, uno in Australia.

Fra gli indagati, oltre a soggetti già coinvolti in inchieste su violenze sessuali nei confronti di minori o in tema di pornografia minorile, sono finiti anche liberi professionisti, impiegati di uffici pubblici e studenti, nonché persone impegnate in attività che le portava a diretto contatto con i ragazzi.

Al blitz, denominato "Canalgrande", partito da un'indagine della polizia postale e coordinato dal pm Maria Rosaria Micucci, hanno contribuito anche l'Interpol, l'Europol e le polizie delle nazioni interessate. L'operazione è scattata alle prime ore di oggi e vede impegnati migliaia di investigatori.

In Italia sono circa 400 gli agenti di polizia che stanno operando per gli arresti e le perquisizioni in quasi tutte le regioni. Migliaia di personal computer, floppy disk, Cd rom e nastri audiovisivi sono finiti sotto sequestro.

(fonte : repubblica.it)












Postato da: niknet alle 12:11 | link | commenti |

mercoledì, novembre 24, 2004

Exclusive news:

Le promozioni natalizie della tim arriveranno il 26 novembre... non si sa ancora niente (o meglio, non sono riuscito ad estorcere ulteriori informazioni  )

Postato da: niknet alle 15:00 | link | commenti |

Nuova vita per il 56 kb?

Pare di si, guardando cosa offre tin ora...

http://tin.virgilio.it/prodotti_servizi/internet_gratis/index.html?hp=boxconnext

"tin.it Fast" consente, attraverso una numerazione dedicata e l’installazione di un apposito modulo aggiuntivo del software, di ridurre i tempi di visualizzazione delle pagine Internet fino a 3 volte. Il costo della connessione con Tin.it Fast è maggiorato rispetto all’Accesso Normale di un importo di 5,81 Eurocent (IVA inclusa) a titolo di scatto alla risposta."

Rivoluzione o inutilità allo stato puro???


Postato da: niknet alle 14:54 | link | commenti |

Brevetti sui software? CAZZATA!!! (oltre che liberticida!!) Opponiamoci!

Tre pesi massimi contro i brevetti

I padri di tecnologie chiave come Linux, PHP e MySQL si appellano all'Europa: non adottate i brevetti sul software se volete democrazia e sviluppo. Appello ai webmaster: promuovete la campagna anti-brevetto

24/11/04 - News - Roma - Linus Torvalds, Michael Widenius e Rasmus Lerdorf, vale a dire i deus ex machina di Linux, MySQL e PHP, hanno lanciato un appello all'Unione Europea affinché non vengano adottati i brevetti sul software, al centro di una contestatissima proposta di direttiva temporaneamente bloccata da un recente intervento della Polonia.
In una accorata lettera i tre guru delle tecnologie aperte hanno chiesto ai governi dei paesi membri "di opporsi all'adozione senza dibattito della proposta". "Nell'interesse dell'Europa - scrivono - una proposta tanto ambigua, pericolosa e illegittima sotto il profilo democratico non deve diventare una posizione comune degli stati membri".

I tre hanno anche chiesto a tutti i webmaster di agire e di pubblicare sul proprio sito uno statement contro la proposta e un link al sito cardine della protesta contro la direttiva, quello di
NoSoftwarePatents.

Tra le molte cose, Torvalds, Widenius e Lerdorf fanno notare come mediamente un brevetto in Europa costi tra i 30mila e 50mila euro e come il nuovo regime costringerebbe a dotarsi di un ampio portfolio di brevetti per attivare politiche di "cross-licensing" con le altre imprese, di fatto tagliando fuori gli sviluppatori indipendenti e le piccole imprese del software.

"Per il bene dell'innovazione e di un mercato del software competitivo - concludono i tre - speriamo sinceramente che l'Unione Europea colga l'opportunità ed escluda il software da ciò che è brevettabile, guadagnando così un vantaggio competitivo nell'era dell'informazione".

(fonte: punto-informatico.it)










Postato da: niknet alle 11:46 | link | commenti |

lunedì, novembre 22, 2004

Cellulari attenzione? Pare ci sia un fastidioso virus in circolazione.... si inizia anche con i cellulari?

Un trojan disegna teschietti sui cellulari

Negli scorsi giorni è emersa l'esistenza di un cavallo di Troia capace di mettere sottosopra i telefoni cellulari basati su SymbianOS, tra cui alcuni modelli di Nokia

Telefonia & C. - Roma - Dopo Cabir, considerato il primo worm per SymbianOS, l'attenzione degli esperti di sicurezza è stata attratta da un nuovo codice malevolo, chiamato Skulls, anch'esso capace di infettare gli smartphone basati sul diffuso sistema operativo embedded di Symbian.Come spiegato da F-Secure, Skulls è un cavallo di Troia che si diffonde attraverso un file d'installazione chiamato "Extended theme.sis": una volta eseguito, il file sovrascrive alcune applicazioni di sistema con versioni non funzionanti, così che quasi tutte le funzionalità del telefono risultino inutilizzabili.

I telefoni infettati da Skulls sono facilmente riconoscibili per il fatto che tutte le icone associate alle applicazioni prendono l'apparenza di un teschio con due ossa incrociate, inoltre i collegamenti ai programmi di sistema non funzionano più.

Tra i modelli di smartphone che possono essere infettati dal trojan c'è il Nokia 7610.

In questo advisory F-Secure raccomanda agli utenti che dovessero aver contratto il virus di non riavviare il telefono e di seguire una particolare procedura manuale di disinfezione.

Secondo quanto riportato da alcune fonti, pare che alcune versioni preliminari di Skulls abbiano iniziato a circolare già dallo scorso mese.

(fonte: punto-informatico.it)










Postato da: niknet alle 11:02 | link | commenti |

domenica, novembre 21, 2004

Data retention? È intercettazione

Lo stabiliscono gli esperti UE, secondo cui la conservazione dei dati di traffico delle comunicazioni deve avere gli stessi limiti dell'intercettazione. Ecco perché

19/11/04 - News - Roma - Non è accettabile secondo quanto previsto dalla Convenzione europea sui Diritti umani che i dati telefonici o di traffico internet siano conservati per periodi che possano arrivare fino a 36 mesi, come invece previsto da una proposta di direttiva sulla data retention.

Ad affermarlo è lo European Working Party che ha appena rilasciato un parere preliminare sulla questione (qui in.pdf) nel quale afferma che per inquadrare il problema della data retention occorre considerare che le sue conseguenze e caratteristiche spingono ad associarla all'intercettazione delle comunicazioni. Come a dire, cioè, che si tratta di due facce della stessa medaglia.

Su queste basi gli esperti nominati dall'Unione Europea hanno ricordato che "ogni intercettazione delle telecomunicazioni, compreso il monitoraggio o la ricerca di dati sul traffico, costituisce una violazione del diritto individuale alla privacy e di quello alla riservatezza della corrispondenza. Ne consegue che le intercettazioni sono inaccettabili a meno che non rispondano a tre requisiti previsti dalle convenzioni europee: che vi sia un fondamento legale dell'azienda, che ne sia chiara l'eccezionalità in una società democratica e che sia in linea con gli scopi della Convenzione sui Diritti umani".

Ecco, secondo il Working Party la proposta voluta da Gran Bretagna, Irlanda, Francia e Svezia non risponde a nessuno di questo requisiti ed è quindi inaccettabile.

Come si ricorderà, contro la nuova data retention si sono scagliati molti gruppi per la privacy ed una campagna sostenuta dal network di EDRI e Privacy International è stata lanciata per scongiurare che l'Europa adotti meccanismi ancora più intrusivi di controllo delle comunicazioni.

Come noto, infine, l'orientamento del Garante italiano in merito alla data retention lega il mantenimento di informazioni sul traffico degli utenti alle sole esigenze di fatturazione e commerciali. Un orientamento "tradito" dalla recente normativa italiana sulla data retention, legge che soffre di numerose falle.

(fonte: punto-informatico.it)










Postato da: niknet alle 12:27 | link | commenti |


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Apriamo oggi con l'allarme spyware, vediamo cosa ci nasconde KAZAA

Kazaa è lo spyware più pericoloso

L'accusa arriva da Computer Associates, che in testa alla lista degli spyware pone proprio il più celebre software di condivisione P2P. In... corsa anche Grokster

News - New York (USA) - Le accuse di contenere spyware non sono certo una novità per Kazaa, che però i suoi additivi software li definisce adware, ciò che è nuovo è il fatto che, secondo gli esperti di sicurezza di Computer Associates, oggi Kazaa rappresenta la maggiore minaccia spyware sulla rete.
Se si scorre infatti la lista dei peggiori spyware, Kazaa risulta in testa e il motivo va ascritto alla grande popolarità di questo celebre programma di file sharing. Sebbene sia insidiato da altri software, infatti, Kazaa rimane per il momento lo strumento principe della condivisione di file in rete e nei giorni scorsi ha persino aggiunto il supporto alle chiamate internettiane di Skype.

Secondo CA, Kazaa "come qualsiasi altro programma di condivisione (...) può diminuire la performance dei network e consumare grandi quantità di storage. Inoltre può provocare problemi di sicurezza in quanto a utenti sconosciuti è consentito accedere a file interni". Nello specifico, inoltre, Kazaa pone un clot factor di 50 su 100, un livello molto alto che indica la quantità di risorse del PC che il programma avoca per sé, sotto forma di chiavi di registro, directory occupate, file e via dicendo.

Va detto, comunque, che
la definizione di spyware non è sempre univoca per tutte le società di sicurezza. CA, infatti, nella sua lista delle maggiori minacce spyware infila anche i software di Gator, programmi pubblicitari intrusivi noti da lungo tempo che, però, tribunali americani hanno assolto da ogni accusa.

Proprio per le difficoltà nel definire un programma in un modo o nell'altro, CA adotta spesso la definizione di pest, categoria di software "disturbatori", tra cui appunto finiscono gli spyware ma anche gli adware e via dicendo.

Ad ogni modo, nella lista dei maggiori spyware sono finiti altri programmi del P2P. Oltre a Kazaa vengono presi di mira da CA anche
Grokster, Limewire ed altri.

(fonte: punto-informatico.it)












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domenica, novembre 28, 2004

Apro ogggi ringraziando splinder per la nuova veste grafica (l'ho gratida molto) [peccato, gravissima pecca, che con mozilla firefox non si possano postare ancora le news... ai ai ai]

I brevetti software non fanno altro che uccidere le idee! Bisogna combatterli!

 L'Università contro i brevetti sul software

Una mozione assai critica sulla proposta di direttiva di cui si parla in questi giorni in Europa è stata firmata dai membri del Consiglio del dipartimento di Scienze dell'informazione di Bologna

News - Bologna - Un importante gruppo di accademici italiani ha deciso di esprimersi con forza contro la direttiva europea sui brevetti sul software, una direttiva contestata da molte parti ma che ancora incombe sul Vecchio Continente. Il Consiglio del dipartimento di Scienze dell'informazione dell'Università di Bologna nei giorni scorsi ha infatti approvato all'unanimità una mozione rivolta al Governo e mirata a sostenere un impegno concreto dell'Italia per la bocciatura della proposta.
 
"Il Dipartimento - si legge in una nota - esprime una posizione fortemente critica sulla direttiva Brevettabilità delle Computer Implemented Inventions così come proposta dal Consiglio di Europa"

Ma ecco di seguito il testo della mozione:

"Il Dipartimento di Scienze dell'Informazione dell'Università di Bologna
IN MERITO
alla proposta di Direttiva Comunitaria n. 2002/0047 avente titolo "on the patentability of computer-implemented inventions"

PREMESSO
- che il Parlamento Europeo dopo un anno di lavoro delle commissioni Cultura e Industria in seduta plenaria in prima lettura ha approvato il testo del provvedimento con numerosi e fondamentali emendamenti (24 settembre 2003);
- che il 18 maggio 2004 il consiglio dei Ministri dell'Unione ha dato una approvazione tecnica ad un testo che di fatto annulla i limiti imposti alla brevettabilità del software contenuti nel testo dell'europarlamento;
- che il Ministro Stanca e il sottosegretario Baldassarri con delega all'informatica hanno espresso una posizione fortemente critica sul provvedimento;
- che già nella riunione del 18 maggio 2004 i rappresentanti Italiani ministri Buttiglione e Moratti si sono astenuti a seguito anche della lettera del Ministro Stanca;
- che la Polonia con voto del 16 novembre 2004 ha ritirato l'appoggio alla decisione politica rilevando ambiguità e contraddizioni nel testo;
- che la forte discordanza di contenuti mette in luce la necessità di una approfondita discussione sui metodi di protezione del software e sugli effetti delle decisioni nella economia nazionale e dell'Unione;
- che l'Ufficio Europeo dei Brevetti ha già rilasciato numerosissimi brevetti sul software in disaccordo con le normative attuali, molti dei quali tutelano componenti software di uso comune;
- che famosi studiosi si sono espressi criticamente sulla brevettabilità del software;
- che numerosi sviluppatori di software, software house, associazioni di sviluppatori, piccole e medie imprese hanno manifestato contro questa direttiva

CHIEDE
al Governo Italiano, in particolare ai Ministri Stanca e Marzano competenti per materia, di non approvare l'accordo tecnico del 18 maggio nel voto politico che si dovrà tenere in un prossimo Consiglio di Europa e ad iniziare un confronto aperto con le Università e le realtà economiche dell'Unione per trovare le forme migliori di tutela.

Riferimenti:
Lettera del Prof. Knuth all'Ufficio Brevetti Statunitense
Posizione del Prof. Ullman
Posizione del Prof. Di Cosmo
Lettera di Linus Torvalds e Alan Cox al presidente del Parlamento Europeo
Decisione del Governo Polacco
Petizione di oltre 396000 persone e aziende per difendere la versione emendata dall'europarlamento"

Per ricostruire l'intera vicenda della proposta di direttiva è anche possibile scorrere l'archivio di Punto Informatico.

(fonte: punto-informatico.it)


































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venerdì, novembre 26, 2004

Nuovamente con grande gioia oggi riapro il blog parlando di una maxi operazione anti pedofilia condotta dalla procura di Venezia (e bravi i veneziani!)

 Grande retata contro il pedoporno sul P2P

Sono migliaia le persone coinvolte e decine gli arrestati in 65 diversi paesi, tutti con l'accusa di aver fruito, prodotto, diffuso immagini di pornografia infantile. Inchiesta della Procura di Venezia sul P2P

News - Venezia - C'è la sensazione di aver dato un segnale di enorme importanza nella città lagunare all'indomani dell'annuncio di una operazione internazionale contro la pornografia infantile, indagine che per ampiezza e caratteristiche non ha precedenti.  L'operazione Canalgrande, condotta dalla Polizia Postale e coordinata dalla Procura di Venezia, ha portato a denunce, sequestri ed arresti in 65 diversi paesi del mondo. Le polizie internazionali, in collaborazione con Interpol ed Europol, hanno effettuato blitz in quasi tutti i paesi europei, ma indagini sono state condotte anche in America, Asia, Africa ed Oceania.

Stando a quanto riferito in una conferenza stampa con cui ieri è stata presentata l'operazione coordinata dal sostituto procuratore veneziano Maria Rosaria Micucci, i blitz nei diversi paesi e in Italia sono stati effettuati a partire dalle prime ore di ieri mattina e sono proseguiti per l'intera giornata. Solo in Italia sono stati coinvolti almeno 400 uomini delle forze dell'ordine, che a fine giornata avevano effettuato cento perquisizioni su tutto il territorio nazionale e quattro arresti. Sequestrate anche grandi quantità di materiale informatico, da computer a supporti ottici, che contenevano il materiale illegale.

Di interesse segnalare come l'indagine che ha portato all'individuazione delle migliaia di persone che risultano coinvolte nell'inchiesta sia nata dall'intercettazione di un giro di pornografia infantile sulle reti del peer-to-peer.

La Polizia Postale di Venezia, infatti, nel dicembre del 2003 era riuscita ad inserirsi in un giro di sharing di materiale illegale che avveniva attraverso uno dei più celebri software di condivisione. In pochi giorni, hanno spiegato gli agenti, sono state individuate migliaia di immagini e video pedopornografici, che hanno per protagonisti persino neonati e bambini fino a 10 anni. Come sempre accaduto nelle inchieste di questo tipo, anche in questa occasione gli abusi rilevati sono stati compiuti su bimbi di molti diversi paesi, che gli autori del materiale hanno coinvolto in attività sessuali tra di loro o con adulti.

Stando a quanto rilevato dalla Polizia Postale, la richiesta per questo genere di contenuti è elevatissima, cosa che ha consentito di individuare moltissimi fruitori di queste immagini sparsi appunto sui cinque continenti. Stando a quanto reso noto, in Italia tra gli indagati anche un pugno di minori che in forza della giovane età non saranno perseguiti.

Secondo gli inquirenti, l'operazione di ieri è parte di una "articolata strategia di contrasto al fenomeno della diffusione per via telematica della pornografia minorile sviluppatasi per oltre un anno in uno dei servizi più conosciuti della rete". "Fra gli indagati - è stato detto - oltre a soggetti già coinvolti in indagini su reati sessuali nei confronti di minori o in tema di pornografia minorile, anche liberi professionisti, pubblici dipendenti, studenti nonché persone impegnate in attività a diretto contatto con ambienti giovanili, cioè proprio coloro che dovrebbero dare l'esempio sono fra quelli maggiormente coinvolti".

Non è ancora chiaro quanta parte degli arrestati e degli indagati sia ritenuta coinvolta direttamente nella produzione delle immagini.

Va detto, infine, che l'indagine non si ferma qui. Gli inquirenti sono stati infatti molto chiari sul fatto che quanto emerso in questa indagine ha dato la stura ad una serie di ulteriori attività investigative che proseguiranno nei prossimi mesi. Un annuncio che vuole suonare come un avvertimento verso chi fruisce di questo materiale, talvolta acquistandolo e dando così maggiore impulso alla criminalità che produce film e fotografie pedopornografiche.

Ieri anche in Spagna si è assistito ad una imponente operazione contro il traffico pedopornografico via Internet. La polizia di Madrid ha arrestato quasi 90 persone e sequestrato moltissimo materiale informatico, compresi migliaia tra DVD e CD che contenevano i prodotti illegali.

(fonte : punto-informatico.it)


















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giovedì, novembre 25, 2004

Veniamo ora ad una news su uno dei giochi più attesi di sempre, Half-lfe 2 [gioco veramente eccezionale, che consiglio a tutti!!!]

News/ 20.000 account Steam bloccati

Icona Valve, developer di Half-Life 2, ha sospeso a tempo indeterminato 20.000 account di Steam, il servizio di distribuzione e gestione di contenuti digitali, accusando gli utenti di pirateria, frode con carta di credito, truffa


Account evaporati


HighScore - Valve ha intrapreso una campagna senza esclusione di colpi contro la pirateria del suo più recente gioco, Half-Life 2.

Ha sospeso a tempo indeterminato 20.000 account del discusso sistema di distribuzione dei contenuti digitali, Steam, tramite cui aveva implementato il meccanismo di autenticazione e registrazione per il gioco. Il developer ha collegato gli utenti con tentativi illeciti di utilizzare il gioco senza averlo regolarmente acquistato. Il giro di vite ha colpito, secondo l'azienda, pirati, utenti di carte di credito contraffatte et similia, ed è stata un'operazione "estremamente semplice" da portare a termine. Valve ha altresì smentito alcune voci di corridoio negando di aver inserito nei circuiti P2P una versione trappola del gioco allo scopo di catturare altri pirati.

"Il metodo usato è stato molto facile da tracciare e confermare, per Valve, così non c'è alcun dubbio che gli account disabilitati fossero usati per cercare di ottenere Half-Life 2 illegalmente. Valve non ha distribuito alcun tipo di codice finto o finto warez o istruzioni per l'hacking del gioco al fine di intrappolare chicchessia. Queste cose vengono dalla 'community', come sempre. Gli account possono anche essere stati chiusi a causa di altre attività fraudolente, come l'acquisizione di altri prodotti Valve, le frodi con carte di credito, il furto di account e l'utilizzo di versioni pirata dei giochi Valve".

Valve esclude quindi che siano stati sospesi, per errore, account di utenti legittimi. Nonostante le lamentele degli utenti relative all'inefficienza di Steam, sembra che questo sistema abbia segnato un successo, per Valve. Il sistema di autorizzazione ha impedito che versioni pirata del gioco filtrassero online prima dell'uscita nei negozi (un evento raro per un gioco PC). Inoltre il developer incassa molto di più dalle copie vendute tramite Steam. Il minor numero di copie acquisite nei negozi ha influito però sui dati di vendita, comportando un debutto nelle classifiche al terzo posto, dopo Grand Theft Auto: San Andreas e Need for Speed Underground 2, una posizione meno prestigiosa di quanto preventivato.

(fonte : punto-informatico.it)









Postato da: niknet a 16:07 | link | commenti |
giochi

é con grande felicità che apro il blog con nuovi arresti dallo schifoso mondo della PEDOFILIA

Nel mirino degli inquirenti anche professionisti insospettabili
Le indagini hanno portato al sequestro di migliaia di computer
Blitz contro la pedofilia online
Decine di arresti in tutto il mondo

 
VENEZIA - Maxi operazione contro la pedofilia online coordinata in tutto il mondo dalla procura di Venezia. Decine gli arresti e migliaia le persone coinvolte in in 65 paesi: 35 persone sono finite in manette in Europa, 15 in Africa, 16 in Asia, 11 in America, uno in Australia.

Fra gli indagati, oltre a soggetti già coinvolti in inchieste su violenze sessuali nei confronti di minori o in tema di pornografia minorile, sono finiti anche liberi professionisti, impiegati di uffici pubblici e studenti, nonché persone impegnate in attività che le portava a diretto contatto con i ragazzi.

Al blitz, denominato "Canalgrande", partito da un'indagine della polizia postale e coordinato dal pm Maria Rosaria Micucci, hanno contribuito anche l'Interpol, l'Europol e le polizie delle nazioni interessate. L'operazione è scattata alle prime ore di oggi e vede impegnati migliaia di investigatori.

In Italia sono circa 400 gli agenti di polizia che stanno operando per gli arresti e le perquisizioni in quasi tutte le regioni. Migliaia di personal computer, floppy disk, Cd rom e nastri audiovisivi sono finiti sotto sequestro.

(fonte : repubblica.it)












Postato da: niknet a 12:11 | link | commenti |

mercoledì, novembre 24, 2004

Exclusive news:

Le promozioni natalizie della tim arriveranno il 26 novembre... non si sa ancora niente (o meglio, non sono riuscito ad estorcere ulteriori informazioni  )

Postato da: niknet a 15:00 | link | commenti |

Nuova vita per il 56 kb?

Pare di si, guardando cosa offre tin ora...

http://tin.virgilio.it/prodotti_servizi/internet_gratis/index.html?hp=boxconnext

"tin.it Fast" consente, attraverso una numerazione dedicata e l’installazione di un apposito modulo aggiuntivo del software, di ridurre i tempi di visualizzazione delle pagine Internet fino a 3 volte. Il costo della connessione con Tin.it Fast è maggiorato rispetto all’Accesso Normale di un importo di 5,81 Eurocent (IVA inclusa) a titolo di scatto alla risposta."

Rivoluzione o inutilità allo stato puro???


Postato da: niknet a 14:54 | link | commenti |

Brevetti sui software? CAZZATA!!! (oltre che liberticida!!) Opponiamoci!

Tre pesi massimi contro i brevetti

I padri di tecnologie chiave come Linux, PHP e MySQL si appellano all'Europa: non adottate i brevetti sul software se volete democrazia e sviluppo. Appello ai webmaster: promuovete la campagna anti-brevetto

24/11/04 - News - Roma - Linus Torvalds, Michael Widenius e Rasmus Lerdorf, vale a dire i deus ex machina di Linux, MySQL e PHP, hanno lanciato un appello all'Unione Europea affinché non vengano adottati i brevetti sul software, al centro di una contestatissima proposta di direttiva temporaneamente bloccata da un recente intervento della Polonia.
In una accorata lettera i tre guru delle tecnologie aperte hanno chiesto ai governi dei paesi membri "di opporsi all'adozione senza dibattito della proposta". "Nell'interesse dell'Europa - scrivono - una proposta tanto ambigua, pericolosa e illegittima sotto il profilo democratico non deve diventare una posizione comune degli stati membri".

I tre hanno anche chiesto a tutti i webmaster di agire e di pubblicare sul proprio sito uno statement contro la proposta e un link al sito cardine della protesta contro la direttiva, quello di
NoSoftwarePatents.

Tra le molte cose, Torvalds, Widenius e Lerdorf fanno notare come mediamente un brevetto in Europa costi tra i 30mila e 50mila euro e come il nuovo regime costringerebbe a dotarsi di un ampio portfolio di brevetti per attivare politiche di "cross-licensing" con le altre imprese, di fatto tagliando fuori gli sviluppatori indipendenti e le piccole imprese del software.

"Per il bene dell'innovazione e di un mercato del software competitivo - concludono i tre - speriamo sinceramente che l'Unione Europea colga l'opportunità ed escluda il software da ciò che è brevettabile, guadagnando così un vantaggio competitivo nell'era dell'informazione".

(fonte: punto-informatico.it)










Postato da: niknet a 11:46 | link | commenti |

lunedì, novembre 22, 2004

Cellulari attenzione? Pare ci sia un fastidioso virus in circolazione.... si inizia anche con i cellulari?

Un trojan disegna teschietti sui cellulari

Negli scorsi giorni è emersa l'esistenza di un cavallo di Troia capace di mettere sottosopra i telefoni cellulari basati su SymbianOS, tra cui alcuni modelli di Nokia

Telefonia & C. - Roma - Dopo Cabir, considerato il primo worm per SymbianOS, l'attenzione degli esperti di sicurezza è stata attratta da un nuovo codice malevolo, chiamato Skulls, anch'esso capace di infettare gli smartphone basati sul diffuso sistema operativo embedded di Symbian.Come spiegato da F-Secure, Skulls è un cavallo di Troia che si diffonde attraverso un file d'installazione chiamato "Extended theme.sis": una volta eseguito, il file sovrascrive alcune applicazioni di sistema con versioni non funzionanti, così che quasi tutte le funzionalità del telefono risultino inutilizzabili.

I telefoni infettati da Skulls sono facilmente riconoscibili per il fatto che tutte le icone associate alle applicazioni prendono l'apparenza di un teschio con due ossa incrociate, inoltre i collegamenti ai programmi di sistema non funzionano più.

Tra i modelli di smartphone che possono essere infettati dal trojan c'è il Nokia 7610.

In questo advisory F-Secure raccomanda agli utenti che dovessero aver contratto il virus di non riavviare il telefono e di seguire una particolare procedura manuale di disinfezione.

Secondo quanto riportato da alcune fonti, pare che alcune versioni preliminari di Skulls abbiano iniziato a circolare già dallo scorso mese.

(fonte: punto-informatico.it)










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domenica, novembre 21, 2004

Data retention? È intercettazione

Lo stabiliscono gli esperti UE, secondo cui la conservazione dei dati di traffico delle comunicazioni deve avere gli stessi limiti dell'intercettazione. Ecco perché

19/11/04 - News - Roma - Non è accettabile secondo quanto previsto dalla Convenzione europea sui Diritti umani che i dati telefonici o di traffico internet siano conservati per periodi che possano arrivare fino a 36 mesi, come invece previsto da una proposta di direttiva sulla data retention.

Ad affermarlo è lo European Working Party che ha appena rilasciato un parere preliminare sulla questione (qui in.pdf) nel quale afferma che per inquadrare il problema della data retention occorre considerare che le sue conseguenze e caratteristiche spingono ad associarla all'intercettazione delle comunicazioni. Come a dire, cioè, che si tratta di due facce della stessa medaglia.

Su queste basi gli esperti nominati dall'Unione Europea hanno ricordato che "ogni intercettazione delle telecomunicazioni, compreso il monitoraggio o la ricerca di dati sul traffico, costituisce una violazione del diritto individuale alla privacy e di quello alla riservatezza della corrispondenza. Ne consegue che le intercettazioni sono inaccettabili a meno che non rispondano a tre requisiti previsti dalle convenzioni europee: che vi sia un fondamento legale dell'azienda, che ne sia chiara l'eccezionalità in una società democratica e che sia in linea con gli scopi della Convenzione sui Diritti umani".

Ecco, secondo il Working Party la proposta voluta da Gran Bretagna, Irlanda, Francia e Svezia non risponde a nessuno di questo requisiti ed è quindi inaccettabile.

Come si ricorderà, contro la nuova data retention si sono scagliati molti gruppi per la privacy ed una campagna sostenuta dal network di EDRI e Privacy International è stata lanciata per scongiurare che l'Europa adotti meccanismi ancora più intrusivi di controllo delle comunicazioni.

Come noto, infine, l'orientamento del Garante italiano in merito alla data retention lega il mantenimento di informazioni sul traffico degli utenti alle sole esigenze di fatturazione e commerciali. Un orientamento "tradito" dalla recente normativa italiana sulla data retention, legge che soffre di numerose falle.

(fonte: punto-informatico.it)










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