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lunedì, febbraio 28, 2005

 Italia, legislalmente parlando fai veramente schifo!!!!

A Sanremo la Internet blindata

Si preparano giorni di fuoco per la rete italiana: nei prossimi giorni verrà annunciato ufficialmente un inedito accordo tra istituzioni, major e provider sull'uso del file sharing

Roma - Siamo ancora ai rumors ma le voci raccolte da Punto Informatico nelle scorse ore sul destino del peer-to-peer in Italia sono ben più concrete di voci di corridoio, e parlano di un'inedita alleanza che coinvolge operatori telefonici, provider, istituzioni e industria dei contenuti, della musica, del cinema e del software.

Sarà Sanremo nei giorni del Festival ad ospitare l'annuncio di un accordo a tutto tondo sotto la benedizione del Governo, intesa che porterà sia al varo di nuove normative contro il file sharing, quelle cui ha recentemente accennato il ministro ai Beni culturali Giuliano Urbani, sia ad una serie di novità nel rapporto che lega provider e utenti.

Tre gli step che secondo le fonti di Punto Informatico saranno intrapresi per delineare il nuovo quadro:

1. una prima lettera dei provider agli utenti nella quale si ricorderà a questi ultimi che l'uso della connettività per scambiare file illegali con i sistemi di file sharing è cosa illegale. Come a dire, cioè, che chi non lo capisce è bene che sappia che rischia grosso;
2. il varo di linee guida per evitare che la comunicazione anche commerciale possa far ritenere lecito o tollerato lo scambio di file illegali;
3. la predisposizione di clausole contrattuali che consentano di rescindere i contratti di connettività in caso di un comprovato e massiccio sharing di file pirata.

Se con l'arrivo dei distributori autorizzati di contenuti online è comprensibile l'interesse delle major a sopprimere per quanto possibile il peer-to-peer, per i provider la questione è più complessa. Per anni, infatti, l'attrattiva del file sharing ha stimolato la domanda di banda larga, una verità tanto nota quanto raccontata solo a denti stretti dagli operatori del settore.

Saranno le associazioni degli operatori e quelle dell'industria di settore a formalizzare le novità proprio in occasione della più importante manifestazione musicale italiana, e dunque in un momento dall'alto valore simbolico, capace peraltro di assicurare il pienone di audience. Nei prossimi giorni Punto Informatico fornirà ulteriori dettagli sulla questione.

(fonte: punto-informatico.it)

Postato da: niknet alle 11:51 | link | commenti |

venerdì, febbraio 25, 2005

 Ciao a tutti, vorrei portare alla vostra attenzione una notizia per i possessori di palmari. Arriverà una versione di mozilla per pocket pc

Un piccolo Mozilla nel Pocket PC

Nato su Linux, il browserino Minimo si prepara a mettere radici anche sulla piattaforma Windows CE. Entro l'estate la beta pubblica per Pocket PC

 Roma - Il piccolo fratellino del browser open source Mozilla, Minimo, si sta incamminando verso i dispositivi mobili basati su Windows CE. Una primissima release d'anteprima di Minimo per Windows è stata rilasciata negli scorsi giorni da Doug Turner, uno dei membri del progetto finanziato da Mozilla Foundation, e può essere installata su di un palmare Pocket PC con processore ARM.
Le attuali versioni di Minimo girano esclusivamente sui PDA con Linux e, in particolare, su alcuni modelli di Sharp Zaurus e HP iPAQ. A partire da marzo il ramo di sviluppo avviato da Turner verrà tuttavia integrato nel progetto ufficiale e, per l'estate, ne dovrebbe uscire una prima versione beta di Minimo per Pocket PC.

Minimo, che è strettamente imparentato con il celebre Firefox, riveste una particolare importanza per Mozilla Foundation, specie dopo che Nokia e altri produttori di smartphone hanno mostrato un certo interesse verso il progetto. Gli sviluppatori del mini browser non puntano solo al mercato - fra l'altro in forte declino - dei PDA, ma soprattutto a quello degli smartphone, un settore oggi dominato da Opera. La strada che potrebbe portare Minimo a competere testa a testa con le versioni smartphone di Opera appare ancora piuttosto lunga: mentre la versione preliminare del primo richiede, per funzionare, oltre una decina di megabyte di RAM, il secondo si accontenta di meno di 3 MB. La versione per Pocket PC sembra tuttavia aver già fatto un grande passo vanti visto che, secondo Turner, è in grado di visualizzare la home page di Google consumando circa 5 MB di memoria.

In redazione si è riusciti a far girare con successo Minimo su di un Pocket PC Asus 620, ma il caricamento del sito mozilla.org ha richiesto diversi minuti: segno che, come ha ammesso lo stesso Turner, "c'è ancora molto, molto lavoro da fare".

"Allo stato attuale il programma è quasi inutilizzabile e l'interfaccia utente è orribile. Ho davvero bisogno dei vostri suggerimenti e della vostra esperienza con la programmazione sotto Windows CE", ha scritto Turner su di una mailing-list, invitando inoltre i tester volontari a comunicare i bug a questo indirizzo.

Entro la fine dell'anno gli sviluppatori contano di rilasciare la prima release finale di Minimo per Linux e Windows CE, e potrebbe già risultare una buona alternativa a Pocket Internet Explorer. Per competere con browser commerciali di terze parti, come NetFront, Minimo implementerà una tecnologia che, similmente alla Small Screen Rendering di Opera, ottimizzerà la visualizzazione delle pagine sui piccoli display. La release finale sarà inoltre dotata di zoom, lettore RSS, gestione avanzata dei bookmark, supporto all'FTP e un download manager ai minimi termini.

La versione preliminare di Minimo per Pocket PC può essere scaricata da qui.

fonte : punto-informatico.it

Postato da: niknet alle 10:25 | link | commenti (1) |

martedì, febbraio 22, 2005

 Vediamo al novità dal fronte brevetti software

Antibrevetti, si organizzano gli studenti

Ne parlano gli studenti dell'Università di Trento: mobilitarsi per sensibilizzare docenti, opinione pubblica, governo e parlamentari. Convegno il 24 febbraio. Ecco di che si tratta

Trento - Scrivo a nome di un gruppo di studenti della Facoltà di Scienze MM.FF.NN. dell'Università di Trento. Dopo aver letto la Mozione del Dipartimento di Scienze dell'Informazione di Bologna, che chiede al Governo italiano di scongiurare la minaccia dei brevetti sul software, abbiamo intrapreso una serie di azioni per far pronunciare la nostra Facoltà (ed eventualmente l'Università) contro questa presunta forma di protezione della proprietà intellettuale. Vogliamo brevemente presentare qui il nostro operato, cosi` che possa tornare utile per altre iniziative simili.
Il tutto è nato da 2/3 studenti, ma l'iniziativa si è allargata in fretta, incuriosendo ed interessando anche docenti, ricercatori ed il Preside.

Molte persone non sanno cosa siano i brevetti sul software, quale sia la differenza tra diritto d'autore e brevetti, quali possano essere le conseguenze della loro introduzione nell'Unione Europea; parlando però con gli studenti e i docenti abbiamo visto che l'interesse è tanto, manca solo l'informazione.

Ci siamo quindi organizzati (siamo meno di 10 persone), ci siamo fatti concedere minuti in alcune ore di lezione (i docenti lo hanno fatto senza problemi) e abbiamo parlato così con quanta più gente possibile.

Abbiamo iniziato una raccolta firme (sul testo della mozione di Bologna) a cui, secondo le nostre stime, ha aderito oltre il 60% degli studenti. Sebbene l'iniziativa fosse rivolta agli studenti, anche docenti, dottorandi e ricercatori hanno voluto dare il loro sostegno firmando la mozione.

Abbiamo organizzato un Seminario, invitando esperti di Trento (giuristi ed informatici), per il 24 febbraio 2005, nel quale cercheremo di portare il dibattito all'interno della Facoltà.

Ora vogliamo presentarci al Consiglio di Facoltà forti delle firme ricevute e del consenso di molti docenti, facendo approvare la mozione di Bologna (o meglio, un testo che tenga conto anche dei recenti sviluppi).

Pensiamo quindi che tutti all'interno della propria Facoltà e/o Università abbiano la possibilità di fare questo, quindi abbiamo messo a disposizione il materiale che abbiamo raccolto su di un wiki, sperando che possa servire a qualcun'altro che ha a cuore questo tema.

Le continue voci di approvazione come A-Item da parte del Consiglio dei Ministri europeo tendono a influenzare le persone, portandole ad un atteggiamento attendista. Noi stessi spesso abbiamo atteso di conoscere i risultati dei Consigli prima di decidere come procedere. Questo e` sbagliato, perchè porta ad una perdita di tempo.

Speriamo che la nostra esperienza possa portare altre persone a mobilitarsi, e che esse non commettano i nostri errori, perdendo cosi` tempo prezioso. Ci mettiamo per questo a disposizione tramite i nostri indirizzi di posta elettronica per chiarimenti, come aiuto o per eventuali proposte.

Ciao,
Davide Setti
Gabriele Modena

Il sito di riferimento è qui

(fonte : punto-informatico.it)

Postato da: niknet alle 12:57 | link | commenti |

sabato, febbraio 19, 2005

Ciao a tutti!!!
Volevo portare alla vostra attenzione due articoli fondamentali!!

Speciale VoIP, partita la corsa all'oro
Telefonia e C. - Sta salendo la febbre delle tariffe scontate, della telefonia che si integra con la connettività, dei servizi avanzati delle chiamate su linea dati. Cos'è, come funziona, come si attiva e chi offre cosa

Brevetti, tutto rinviato, forse cancellato
News - A sorpresa la Conferenza dei presidenti ha adottato ieri la mozione della Commissione Jury che riporta tutto alla fase iniziale. La Commissione UE ha ancora delle opzioni ma è improbabile che decida di esercitarle

punto-informatico.it

Postato da: niknet alle 14:11 | link | commenti |

lunedì, febbraio 14, 2005

 Ciao a tutti, ecco un paio di notizie che consiglio a tutti!! (basta cliccare sull'articolo per venire reindirizzati alla notizia completa)

MPAA ad alzo zero contro BitTorrent e il P2P
News - Vince in tribunale e rimpiazza il celeberrimo sito LokiTorrent con una propria dichiarazione. Annuncia che perseguirà gli utenti registrati al sito e ha già una serie di altri siti nel mirino. Diffide contro eDonkey

C'è Skype sui PDA phone
Telefonia e C. - Il nuovo attacco di Skype ai giganti della telefonia parte dai PDA di i-mate, dispositivi dotati di Wi-Fi che sono in grado di sposare la tecnologia VoIP con le reti mobili GSM/GPRS

MSN Messenger, update forzato
News - Per proteggere i propri utenti da un pericoloso exploit, Microsoft ha deciso di impedire l'accesso al proprio network di instant messaging a tutti gli utenti che non dispongano di una versione aggiornata di MSN Messenger

Postato da: niknet alle 11:53 | link | commenti |

venerdì, febbraio 11, 2005

 Gli utenti Firefox sono sempre di più!

Yahoo! Toolbar sposa Firefox
Nel mondo commerciale Firefox ha guadagnato un altro importante supporter come Yahoo!, la cui toolbar è da ieri disponibile per gli utenti Windows che utilizzano il noto browser open source. Presto le versioni Linux e Mac

Sunnyvale (USA) - Il portalone dalla grande Y! sembra decisa a corteggiare il sempre più numeroso popolo di Firefox. Fra i primi colossi della ricerca sul Web, Yahoo! ha infatti rilasciato una versione della propria toolbar compatibile con il noto browser open source.
Etichettata come "beta", la nuova toolbar per Firefox include molte delle funzionalità che si trovano nella versione per Internet Explorer, quali ad esempio la possibilità di creare liste di preferiti e bottoni personalizzati, compiere ricerche attraverso il motore di Yahoo! o all'interno di una pagina web, accedere alla cronologia delle ricerche, leggere feed RSS e Atom, e accedere velocemente a diversi servizi del portale. Manca invece ancora la funzione antispyware, che Yahoo! conta di includere in una delle prossime release.

L'attuale versione della toolbar può essere installata solo dagli utenti di Windows, tuttavia il team di sviluppo del software si è già detto al lavoro su versioni compatibili con Firefox per Linux e Mac OS X. Le future release dovrebbero anche supportare ufficialmente Mozilla e Netscape.

Yahoo! è il primo, fra i più grandi motori di ricerca, ad aver sviluppato una toolbar per Firefox: i programmi simili creati da rivali come MSN, Google e Ask Jeeves girano infatti solo su IE. In realtà esiste una versione della Google Toolbar per Mozilla/Firefox, ma il progetto è nato e viene portato avanti da un gruppo di programmatori volontari. La comunità open source ha creato per Firefox numerose altre toolbar e plug-in di ricerca, in buona parte scaricabili dalla pagina delle estensioni di Mozilla.org.

La Yahoo! Toolbar Beta for Mozilla Firefox può essere scaricata gratuitamente da qui.

(fonte: punto-informatico.it)

Postato da: niknet alle 13:41 | link | commenti |

mercoledì, febbraio 09, 2005

 Play 3.  Le prime news

News/ PlayStation 3 prima dell'E3

IconaDopo che Microsoft e Nintendo hanno confermato la presenza delle rispettive console all'Electronic Entertainment Expo, Sony è intenzionata ad anticipare la presentazione di PlayStation 3 in un evento da tenersi prima di metà maggio

L'Electronic Entertainment Expo del prossimo maggio sarebbe dovuto essere il trampolino di lancio per tutte e tre le console di nuova generazione. Sony l'aveva annunciato l'anno scorso, Microsoft e Nintendo solo qualche giorno fa. Giocando in contropiede, però, un portavoce di Sony Computer Entertainment America ha dichiarato che PlayStation 3 sarà presentata in un evento allestito prima dell'E3.

L'annuncio di Sony è giunto a distanza di poche ore dalla presentazione ufficiale del processore Cell all'International Solid-State Circuits Conference a San Francisco. Sony non ha aggiunto altri dettagli, a parte puntualizzare che tale evento non sarà il Game Developers Conference di San Francisco. Rimane, quindi, da vedere se si tratterà di un evento aperto al pubblico o rimarrà una presentazione a porte chiuse.

(fonte : punto-informatico.it)

Postato da: niknet alle 15:43 | link | commenti |
giochi

martedì, febbraio 08, 2005

 Virus per macchine? il futuro è incerto!

Sempre più bug sulle auto hi-tech

Studi e testimonianze dimostrano come nelle auto sempre più guasti siano ascrivibili all'elettronica e al software. E si fanno avanti i primi virus per auto

Roma - "Proviamo a scendere e poi risalire". Questo il suggerimento che, in una famosa barzelletta, l'ingegnere informatico dà ai propri colleghi di viaggio per risolvere un improvviso guasto che ne ha bloccato l'automobile. La battuta, una chiara metafora dei metodi empirici che spesso vengono applicati dagli informatici alla risoluzione dei problemi che affliggono i computer, è destinata ad apparire sempre meno paradossale.

Le moderne auto sono infatti sempre più immerse nell'elettronica e affidano moltissime funzioni, anche banali (come l'apertura di un finestrino), a dei chip. Il risultato è che oggi, specie sulle macchine di lusso, la complessità data dagli apparati elettronici e informatici ha di gran lunga superato quella della meccanica. Per riparare molti guasti, l'orecchio allenato e l'esperienza di un meccanico non bastano più: entrano in gioco sistemi diagnostici computerizzati, aggiornamenti software e, qualche volta, i famosi metodi empirici del buon informatico.

In un recente articolo apparso sul New York Times, si raccontano le storie, spesso grottesche, di alcuni guidatori che hanno avuto la sfortuna di imbattersi in alcuni effetti collaterali delle auto hi-tech: un climatizzatore automatico che ha rischiato di arrostire vivo un bimbo seduto nel vano posteriore; luci interne che hanno cominciato a lampeggiare; un motore che si spegneva apparentemente a caso, salvo poi riaccendersi senza problemi subito dopo; un computer di bordo che notificava la necessità di effettuare il tagliando a chilometraggi differenti da quelli previsti dal produttore. Tutti problemi che, come poi appurato dai concessionari, erano generati da guasti nell'hardware o errori e incompatibilità nel software.

La società di analisi ABI Research ha stimato che, in USA, circa il 30% delle riparazioni effettuate in garanzia riguardano problemi relativi ai componenti elettronici o al software. Un dato che la dice lunga sull'impatto che sta avendo il silicio nel mondo delle autovetture.

Risalire ai guasti di un chip o di un computer si rivela talvolta compito arduo, e questo nonostante i sistemi diagnostici forniti dalle case automobilistiche siano ormai giunti alla seconda o terza generazione. I "tecnici" - chiamarli meccanici è ormai riduttivo - devono quindi affidarsi anche al loro intuito e, nei casi più difficili, procedere a tentativi: da questo punto di vista, l'auto somiglia sempre più ad un PC. Non è per altro infrequente che il computer di bordo, in seguito ad un crash del software, debba essere riavviato. Tornando alla barzelletta iniziale, chi potrebbe più dire, oggi, che scendendo e risalendo dall'auto non si risolva il problema?

Purtroppo, insieme a bug e crash di sistema, il mondo delle autovetture deve cominciare a fronteggiare anche il problema dei virus. Proprio in questi giorni la società di sicurezza sudafricana Shaya Technologies ha confermato quanto segnalato poco più di una settimana fa da Kaspersky Labs: i computer di bordo di alcuni modelli di auto prodotte da Lexus sono state infettate da un worm che si propaga, via cellulare, attraverso una connessione Bluetooth. Stando a quanto affermato da Ian Melamed, principal consultant di Shaya, nei soli Stati Uniti le auto interessate dal problema sarebbero circa 150.000. L'esperto non ha tuttavia fornito alcun dettaglio sul virus in questione.

IBM ha predetto che, per il 2010, quasi tutte le auto in circolazione saranno basate sugli stessi chip: le maggiori differenze le si troveranno a livello software ma anche in questo caso la tendenza è una convergenza delle case automobilistiche verso un ridotto numero di sistemi operativi. Secondo alcuni esperti tale omogeneità di piattaforme, che in futuro permetterà anche alle auto di scambiarsi dati e informazioni, potrebbe favorire non poco la diffusione di codici malevoli. A quando la prima auto dotata di firewall e antivirus?

(fonte: punto-informatico.it)

Postato da: niknet alle 16:52 | link | commenti |

lunedì, febbraio 07, 2005

 Cosa sta preparando Napster(che nel frattempo si è messa a vendere musica online)? sinceramente non comprerei MAI un mp3 da questo sistema perchè per il primo programma di file sharing è veramente una bestemmia...

Napster vs. Apple: 30 milioni di dollari in pubblicità anti-iPod

Napster allarga la sua offerta di musica digitale “a noleggio” dai computer ai lettori portatili (vedi News), e investe per il lancio 30 milioni di dollari incluso uno spot televisivo durante il Super Bowl: tutto con un solo bersaglio in mente, l’iPod di Apple Computer. La guerra di Chris Gorog a Steve Jobs è dunque totale, e la sua campagna pubblicitaria è tutta tesa a dimostrare al pubblico dei consumatori la convenienza di spendere 15 dollari al mese di canone per scaricare (temporaneamente) tutte le canzoni che si desiderano sui “player” compatibili col suo programma rispetto ai 10 mila dollari richiesti per comprare e trasferire 10 mila canzoni dall’iTunes all’iPod.
La mossa di Roxio, società che oggi detiene i diritti del marchio Napster, ha sorpreso gli osservatori americani, anche perché il denaro stanziato per la campagna rappresenterebbe circa il 70 % del suo intero budget pubblicitario annuale. D’altronde, secondo altri esperti, si tratterebbe di una mossa obbligata, considerando che per promuovere l’iTunes e l’iPod la Apple ha speso almeno 100 milioni di dollari, forse anche il doppio. Gorog è fermamente convinto della superiorità della formula dell’abbonamento rispetto a quella dei download “alla carta” adottata dal rivale di Cupertino, soprattutto oggi che il nuovo software sviluppato da Microsoft, Janus, permette di trasferire in formato sicuro le canzoni sui lettori portatili. Sulla sua stessa strada si muoveranno entro l’anno altri servizi di “subscription” come Rhapsody di RealNetworks e MusicNow di Circuit City; mentre sul fronte hardware i principali rivali di Apple come iRiver, Creative e Samsung stanno distribuendo sul mercato alternative all’iPod più economiche del prodotto concorrente, equiparabili nelle prestazioni e dotate di funzioni supplementari come radio, schermi a colori e microfoni incorporati per la ripresa audio diretta.
Tra i due grandi rivali, comunque, finora non c’è stato confronto: secondo le ultime stime, Apple ha già venduto 10 milioni di iPod e 230 milioni di canzoni attraverso iTunes, mentre Napster ha chiuso il 2004 con una base di 270 mila abbonati.

(fonte: rockol.it)

Postato da: niknet alle 12:05 | link | commenti |

domenica, febbraio 06, 2005

 Volevo segnalarvi un programma rivoluzionario che ho provato con enorme soddisfazione!! è possibile ascoltare una miriade di canzoni in streaming in qualità mp3 .... del tutto legalmente! Il programma in questione si chiama Mercora ed è rivoluzionario.
Di seguito riporto la recensione di punto-informatico.it !! Installatelo!!


Mercora lo trovate qua


Radio P2P! Due parole, una idea originale, ed un programmino simpatico.

Mercora consente, in modo
del tutto legale, di trasmettere e diffondere musica ad altri amici connessi sulla stessa Rete, sostanzialmente "condividendola" via streaming.

Il programma, al pari di altri strumenti P2P, integra una avanzata funzione di ricerca che serve a scovare gli archivi di tutti gli utenti connessi in quel momento. Nel momento in cui scrivo ci sono più di 2000 "P2P Radio" in onda per un totale di decine di milioni di brani disponibili.

Per le restrizioni della RIAA (vedi dopo) è possibile cercare solo artisti e titoli di album, e non titoli di brani singoli.

Ma, a differenza delle "radio Web" esistenti che mandano musica scelta da loro, con Mercora è possibile comunque cercare e scegliere cosa ascoltare via streaming.

Il programma supporta Mp3 e WMA, e può anche essere terreno di scambio per messaggini ed immagini, organizzandole per album che possono essere a loro volta condivisi. La gestione dei contatti, e dei gruppi, ricorda i programmi di instant messaging come ICQ o MSN.

Al primo avvio, dopo la registrazione di un nick e password, occorre scandagliare manualmente o automaticamente il Pc in uso per catalogare tutta la musica presente. Nella grande ed elegante interfaccia del programma le linguette Home, P2P Radio, Videos, My Library, My Webcast e Now Playing guidano passo a passo l'utente alla ricerca, alla compilazione di una playlist, e alla gestione del materiale "trasmesso".

Trasmettere e ricevere musica richiede ovviamente banda ma anche un processore che sia "almeno" un Celeron o un Duron, almeno 128MB di Ram e un Windows recente. Anche con una connessione 56k o ISDN comunque è possibile ascoltare e scambiare qualcosa. Durante l'ascolto vengono visualizzate proposte "a tema" di Amazon, e si può scorrazzare nei tantissimi gruppi di chiacchiera e scambio foto.

Tra un brano e l'altro si possono anche vedere tantissimi video musicali, sempre via streaming, consultabili tramite comode liste di categorie e titoli.

Sull'aspetto legale di Mercora ecco una chicca tratta dalle FAQ.
Tutto quello che leggerete nelle seguenti righe è comico, ma è vero.
A dire la verità di comico ci sono le regole della RIAA che regolano il broadcasting, che Mercora rispetta.

In sintesi: in un periodo di 3 ore di "trasmissione" è vietato utilizzare 4 canzoni dello stesso artista, o 3 canzoni di uno stesso album, o due canzoni consecutive di un album (e chi sgarra si fa un giro del piazzale su un piede solo ripetendo "non sono un degno figlio di maRIAA")

Il programmino regola questi limiti in automatico, e consente la trasmissione di soli brani "riconoscibili" tramite giusti tag. In questo modo Mercora può pagare i diritti d'autore e continuare a far crescere questa comunità cercando di tirarci fuori anche due lire.

Per il momento il softwarino non contiene spyware (ma solo qualche pubblicità testuale, e le offerte di Amazon) e non ne esiste una versione a pagamento.
Anche TheRegister si chiede come paghi i conti l'ex presidente e CEO di McAfee, ex marketing di Netscape, che oggi è alle spalle del progetto Mercora. Un tipo che sicuramente non mette su un sistema simile per divertimento o per la gloria.

Di sicuro il concetto è nuovo, ed il sistema funziona. Se continua a prendere piede, Mercora è stata e rimarrà la prima e "imitabile" Radio P2P! E Srivats Sampath sarà il nuovo Shawn Fannings, invece di essere solo uno scioglilingua in lingua Klingon.

Postato da: niknet alle 20:34 | link | commenti |
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Tre gli step che secondo le fonti di Punto Informatico saranno intrapresi per delineare il nuovo quadro:

1. una prima lettera dei provider agli utenti nella quale si ricorderà a questi ultimi che l'uso della connettività per scambiare file illegali con i sistemi di file sharing è cosa illegale. Come a dire, cioè, che chi non lo capisce è bene che sappia che rischia grosso;
2. il varo di linee guida per evitare che la comunicazione anche commerciale possa far ritenere lecito o tollerato lo scambio di file illegali;
3. la predisposizione di clausole contrattuali che consentano di rescindere i contratti di connettività in caso di un comprovato e massiccio sharing di file pirata.

Se con l'arrivo dei distributori autorizzati di contenuti online è comprensibile l'interesse delle major a sopprimere per quanto possibile il peer-to-peer, per i provider la questione è più complessa. Per anni, infatti, l'attrattiva del file sharing ha stimolato la domanda di banda larga, una verità tanto nota quanto raccontata solo a denti stretti dagli operatori del settore.

Saranno le associazioni degli operatori e quelle dell'industria di settore a formalizzare le novità proprio in occasione della più importante manifestazione musicale italiana, e dunque in un momento dall'alto valore simbolico, capace peraltro di assicurare il pienone di audience. Nei prossimi giorni Punto Informatico fornirà ulteriori dettagli sulla questione.

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Nato su Linux, il browserino Minimo si prepara a mettere radici anche sulla piattaforma Windows CE. Entro l'estate la beta pubblica per Pocket PC

 Roma - Il piccolo fratellino del browser open source Mozilla, Minimo, si sta incamminando verso i dispositivi mobili basati su Windows CE. Una primissima release d'anteprima di Minimo per Windows è stata rilasciata negli scorsi giorni da Doug Turner, uno dei membri del progetto finanziato da Mozilla Foundation, e può essere installata su di un palmare Pocket PC con processore ARM.
Le attuali versioni di Minimo girano esclusivamente sui PDA con Linux e, in particolare, su alcuni modelli di Sharp Zaurus e HP iPAQ. A partire da marzo il ramo di sviluppo avviato da Turner verrà tuttavia integrato nel progetto ufficiale e, per l'estate, ne dovrebbe uscire una prima versione beta di Minimo per Pocket PC.

Minimo, che è strettamente imparentato con il celebre Firefox, riveste una particolare importanza per Mozilla Foundation, specie dopo che Nokia e altri produttori di smartphone hanno mostrato un certo interesse verso il progetto. Gli sviluppatori del mini browser non puntano solo al mercato - fra l'altro in forte declino - dei PDA, ma soprattutto a quello degli smartphone, un settore oggi dominato da Opera. La strada che potrebbe portare Minimo a competere testa a testa con le versioni smartphone di Opera appare ancora piuttosto lunga: mentre la versione preliminare del primo richiede, per funzionare, oltre una decina di megabyte di RAM, il secondo si accontenta di meno di 3 MB. La versione per Pocket PC sembra tuttavia aver già fatto un grande passo vanti visto che, secondo Turner, è in grado di visualizzare la home page di Google consumando circa 5 MB di memoria.

In redazione si è riusciti a far girare con successo Minimo su di un Pocket PC Asus 620, ma il caricamento del sito mozilla.org ha richiesto diversi minuti: segno che, come ha ammesso lo stesso Turner, "c'è ancora molto, molto lavoro da fare".

"Allo stato attuale il programma è quasi inutilizzabile e l'interfaccia utente è orribile. Ho davvero bisogno dei vostri suggerimenti e della vostra esperienza con la programmazione sotto Windows CE", ha scritto Turner su di una mailing-list, invitando inoltre i tester volontari a comunicare i bug a questo indirizzo.

Entro la fine dell'anno gli sviluppatori contano di rilasciare la prima release finale di Minimo per Linux e Windows CE, e potrebbe già risultare una buona alternativa a Pocket Internet Explorer. Per competere con browser commerciali di terze parti, come NetFront, Minimo implementerà una tecnologia che, similmente alla Small Screen Rendering di Opera, ottimizzerà la visualizzazione delle pagine sui piccoli display. La release finale sarà inoltre dotata di zoom, lettore RSS, gestione avanzata dei bookmark, supporto all'FTP e un download manager ai minimi termini.

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fonte : punto-informatico.it

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martedì, febbraio 22, 2005

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Antibrevetti, si organizzano gli studenti

Ne parlano gli studenti dell'Università di Trento: mobilitarsi per sensibilizzare docenti, opinione pubblica, governo e parlamentari. Convegno il 24 febbraio. Ecco di che si tratta

Trento - Scrivo a nome di un gruppo di studenti della Facoltà di Scienze MM.FF.NN. dell'Università di Trento. Dopo aver letto la Mozione del Dipartimento di Scienze dell'Informazione di Bologna, che chiede al Governo italiano di scongiurare la minaccia dei brevetti sul software, abbiamo intrapreso una serie di azioni per far pronunciare la nostra Facoltà (ed eventualmente l'Università) contro questa presunta forma di protezione della proprietà intellettuale. Vogliamo brevemente presentare qui il nostro operato, cosi` che possa tornare utile per altre iniziative simili.
Il tutto è nato da 2/3 studenti, ma l'iniziativa si è allargata in fretta, incuriosendo ed interessando anche docenti, ricercatori ed il Preside.

Molte persone non sanno cosa siano i brevetti sul software, quale sia la differenza tra diritto d'autore e brevetti, quali possano essere le conseguenze della loro introduzione nell'Unione Europea; parlando però con gli studenti e i docenti abbiamo visto che l'interesse è tanto, manca solo l'informazione.

Ci siamo quindi organizzati (siamo meno di 10 persone), ci siamo fatti concedere minuti in alcune ore di lezione (i docenti lo hanno fatto senza problemi) e abbiamo parlato così con quanta più gente possibile.

Abbiamo iniziato una raccolta firme (sul testo della mozione di Bologna) a cui, secondo le nostre stime, ha aderito oltre il 60% degli studenti. Sebbene l'iniziativa fosse rivolta agli studenti, anche docenti, dottorandi e ricercatori hanno voluto dare il loro sostegno firmando la mozione.

Abbiamo organizzato un Seminario, invitando esperti di Trento (giuristi ed informatici), per il 24 febbraio 2005, nel quale cercheremo di portare il dibattito all'interno della Facoltà.

Ora vogliamo presentarci al Consiglio di Facoltà forti delle firme ricevute e del consenso di molti docenti, facendo approvare la mozione di Bologna (o meglio, un testo che tenga conto anche dei recenti sviluppi).

Pensiamo quindi che tutti all'interno della propria Facoltà e/o Università abbiano la possibilità di fare questo, quindi abbiamo messo a disposizione il materiale che abbiamo raccolto su di un wiki, sperando che possa servire a qualcun'altro che ha a cuore questo tema.

Le continue voci di approvazione come A-Item da parte del Consiglio dei Ministri europeo tendono a influenzare le persone, portandole ad un atteggiamento attendista. Noi stessi spesso abbiamo atteso di conoscere i risultati dei Consigli prima di decidere come procedere. Questo e` sbagliato, perchè porta ad una perdita di tempo.

Speriamo che la nostra esperienza possa portare altre persone a mobilitarsi, e che esse non commettano i nostri errori, perdendo cosi` tempo prezioso. Ci mettiamo per questo a disposizione tramite i nostri indirizzi di posta elettronica per chiarimenti, come aiuto o per eventuali proposte.

Ciao,
Davide Setti
Gabriele Modena

Il sito di riferimento è qui

(fonte : punto-informatico.it)

Postato da: niknet a 12:57 | link | commenti |

sabato, febbraio 19, 2005

Ciao a tutti!!!
Volevo portare alla vostra attenzione due articoli fondamentali!!

Speciale VoIP, partita la corsa all'oro
Telefonia e C. - Sta salendo la febbre delle tariffe scontate, della telefonia che si integra con la connettività, dei servizi avanzati delle chiamate su linea dati. Cos'è, come funziona, come si attiva e chi offre cosa

Brevetti, tutto rinviato, forse cancellato
News - A sorpresa la Conferenza dei presidenti ha adottato ieri la mozione della Commissione Jury che riporta tutto alla fase iniziale. La Commissione UE ha ancora delle opzioni ma è improbabile che decida di esercitarle

punto-informatico.it

Postato da: niknet a 14:11 | link | commenti |

lunedì, febbraio 14, 2005

 Ciao a tutti, ecco un paio di notizie che consiglio a tutti!! (basta cliccare sull'articolo per venire reindirizzati alla notizia completa)

MPAA ad alzo zero contro BitTorrent e il P2P
News - Vince in tribunale e rimpiazza il celeberrimo sito LokiTorrent con una propria dichiarazione. Annuncia che perseguirà gli utenti registrati al sito e ha già una serie di altri siti nel mirino. Diffide contro eDonkey

C'è Skype sui PDA phone
Telefonia e C. - Il nuovo attacco di Skype ai giganti della telefonia parte dai PDA di i-mate, dispositivi dotati di Wi-Fi che sono in grado di sposare la tecnologia VoIP con le reti mobili GSM/GPRS

MSN Messenger, update forzato
News - Per proteggere i propri utenti da un pericoloso exploit, Microsoft ha deciso di impedire l'accesso al proprio network di instant messaging a tutti gli utenti che non dispongano di una versione aggiornata di MSN Messenger

Postato da: niknet a 11:53 | link | commenti |

venerdì, febbraio 11, 2005

 Gli utenti Firefox sono sempre di più!

Yahoo! Toolbar sposa Firefox
Nel mondo commerciale Firefox ha guadagnato un altro importante supporter come Yahoo!, la cui toolbar è da ieri disponibile per gli utenti Windows che utilizzano il noto browser open source. Presto le versioni Linux e Mac

Sunnyvale (USA) - Il portalone dalla grande Y! sembra decisa a corteggiare il sempre più numeroso popolo di Firefox. Fra i primi colossi della ricerca sul Web, Yahoo! ha infatti rilasciato una versione della propria toolbar compatibile con il noto browser open source.
Etichettata come "beta", la nuova toolbar per Firefox include molte delle funzionalità che si trovano nella versione per Internet Explorer, quali ad esempio la possibilità di creare liste di preferiti e bottoni personalizzati, compiere ricerche attraverso il motore di Yahoo! o all'interno di una pagina web, accedere alla cronologia delle ricerche, leggere feed RSS e Atom, e accedere velocemente a diversi servizi del portale. Manca invece ancora la funzione antispyware, che Yahoo! conta di includere in una delle prossime release.

L'attuale versione della toolbar può essere installata solo dagli utenti di Windows, tuttavia il team di sviluppo del software si è già detto al lavoro su versioni compatibili con Firefox per Linux e Mac OS X. Le future release dovrebbero anche supportare ufficialmente Mozilla e Netscape.

Yahoo! è il primo, fra i più grandi motori di ricerca, ad aver sviluppato una toolbar per Firefox: i programmi simili creati da rivali come MSN, Google e Ask Jeeves girano infatti solo su IE. In realtà esiste una versione della Google Toolbar per Mozilla/Firefox, ma il progetto è nato e viene portato avanti da un gruppo di programmatori volontari. La comunità open source ha creato per Firefox numerose altre toolbar e plug-in di ricerca, in buona parte scaricabili dalla pagina delle estensioni di Mozilla.org.

La Yahoo! Toolbar Beta for Mozilla Firefox può essere scaricata gratuitamente da qui.

(fonte: punto-informatico.it)

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mercoledì, febbraio 09, 2005

 Play 3.  Le prime news

News/ PlayStation 3 prima dell'E3

IconaDopo che Microsoft e Nintendo hanno confermato la presenza delle rispettive console all'Electronic Entertainment Expo, Sony è intenzionata ad anticipare la presentazione di PlayStation 3 in un evento da tenersi prima di metà maggio

L'Electronic Entertainment Expo del prossimo maggio sarebbe dovuto essere il trampolino di lancio per tutte e tre le console di nuova generazione. Sony l'aveva annunciato l'anno scorso, Microsoft e Nintendo solo qualche giorno fa. Giocando in contropiede, però, un portavoce di Sony Computer Entertainment America ha dichiarato che PlayStation 3 sarà presentata in un evento allestito prima dell'E3.

L'annuncio di Sony è giunto a distanza di poche ore dalla presentazione ufficiale del processore Cell all'International Solid-State Circuits Conference a San Francisco. Sony non ha aggiunto altri dettagli, a parte puntualizzare che tale evento non sarà il Game Developers Conference di San Francisco. Rimane, quindi, da vedere se si tratterà di un evento aperto al pubblico o rimarrà una presentazione a porte chiuse.

(fonte : punto-informatico.it)

Postato da: niknet a 15:43 | link | commenti |
giochi

martedì, febbraio 08, 2005

 Virus per macchine? il futuro è incerto!

Sempre più bug sulle auto hi-tech

Studi e testimonianze dimostrano come nelle auto sempre più guasti siano ascrivibili all'elettronica e al software. E si fanno avanti i primi virus per auto

Roma - "Proviamo a scendere e poi risalire". Questo il suggerimento che, in una famosa barzelletta, l'ingegnere informatico dà ai propri colleghi di viaggio per risolvere un improvviso guasto che ne ha bloccato l'automobile. La battuta, una chiara metafora dei metodi empirici che spesso vengono applicati dagli informatici alla risoluzione dei problemi che affliggono i computer, è destinata ad apparire sempre meno paradossale.

Le moderne auto sono infatti sempre più immerse nell'elettronica e affidano moltissime funzioni, anche banali (come l'apertura di un finestrino), a dei chip. Il risultato è che oggi, specie sulle macchine di lusso, la complessità data dagli apparati elettronici e informatici ha di gran lunga superato quella della meccanica. Per riparare molti guasti, l'orecchio allenato e l'esperienza di un meccanico non bastano più: entrano in gioco sistemi diagnostici computerizzati, aggiornamenti software e, qualche volta, i famosi metodi empirici del buon informatico.

In un recente articolo apparso sul New York Times, si raccontano le storie, spesso grottesche, di alcuni guidatori che hanno avuto la sfortuna di imbattersi in alcuni effetti collaterali delle auto hi-tech: un climatizzatore automatico che ha rischiato di arrostire vivo un bimbo seduto nel vano posteriore; luci interne che hanno cominciato a lampeggiare; un motore che si spegneva apparentemente a caso, salvo poi riaccendersi senza problemi subito dopo; un computer di bordo che notificava la necessità di effettuare il tagliando a chilometraggi differenti da quelli previsti dal produttore. Tutti problemi che, come poi appurato dai concessionari, erano generati da guasti nell'hardware o errori e incompatibilità nel software.

La società di analisi ABI Research ha stimato che, in USA, circa il 30% delle riparazioni effettuate in garanzia riguardano problemi relativi ai componenti elettronici o al software. Un dato che la dice lunga sull'impatto che sta avendo il silicio nel mondo delle autovetture.

Risalire ai guasti di un chip o di un computer si rivela talvolta compito arduo, e questo nonostante i sistemi diagnostici forniti dalle case automobilistiche siano ormai giunti alla seconda o terza generazione. I "tecnici" - chiamarli meccanici è ormai riduttivo - devono quindi affidarsi anche al loro intuito e, nei casi più difficili, procedere a tentativi: da questo punto di vista, l'auto somiglia sempre più ad un PC. Non è per altro infrequente che il computer di bordo, in seguito ad un crash del software, debba essere riavviato. Tornando alla barzelletta iniziale, chi potrebbe più dire, oggi, che scendendo e risalendo dall'auto non si risolva il problema?

Purtroppo, insieme a bug e crash di sistema, il mondo delle autovetture deve cominciare a fronteggiare anche il problema dei virus. Proprio in questi giorni la società di sicurezza sudafricana Shaya Technologies ha confermato quanto segnalato poco più di una settimana fa da Kaspersky Labs: i computer di bordo di alcuni modelli di auto prodotte da Lexus sono state infettate da un worm che si propaga, via cellulare, attraverso una connessione Bluetooth. Stando a quanto affermato da Ian Melamed, principal consultant di Shaya, nei soli Stati Uniti le auto interessate dal problema sarebbero circa 150.000. L'esperto non ha tuttavia fornito alcun dettaglio sul virus in questione.

IBM ha predetto che, per il 2010, quasi tutte le auto in circolazione saranno basate sugli stessi chip: le maggiori differenze le si troveranno a livello software ma anche in questo caso la tendenza è una convergenza delle case automobilistiche verso un ridotto numero di sistemi operativi. Secondo alcuni esperti tale omogeneità di piattaforme, che in futuro permetterà anche alle auto di scambiarsi dati e informazioni, potrebbe favorire non poco la diffusione di codici malevoli. A quando la prima auto dotata di firewall e antivirus?

(fonte: punto-informatico.it)

Postato da: niknet a 16:52 | link | commenti |

lunedì, febbraio 07, 2005

 Cosa sta preparando Napster(che nel frattempo si è messa a vendere musica online)? sinceramente non comprerei MAI un mp3 da questo sistema perchè per il primo programma di file sharing è veramente una bestemmia...

Napster vs. Apple: 30 milioni di dollari in pubblicità anti-iPod

Napster allarga la sua offerta di musica digitale “a noleggio” dai computer ai lettori portatili (vedi News), e investe per il lancio 30 milioni di dollari incluso uno spot televisivo durante il Super Bowl: tutto con un solo bersaglio in mente, l’iPod di Apple Computer. La guerra di Chris Gorog a Steve Jobs è dunque totale, e la sua campagna pubblicitaria è tutta tesa a dimostrare al pubblico dei consumatori la convenienza di spendere 15 dollari al mese di canone per scaricare (temporaneamente) tutte le canzoni che si desiderano sui “player” compatibili col suo programma rispetto ai 10 mila dollari richiesti per comprare e trasferire 10 mila canzoni dall’iTunes all’iPod.
La mossa di Roxio, società che oggi detiene i diritti del marchio Napster, ha sorpreso gli osservatori americani, anche perché il denaro stanziato per la campagna rappresenterebbe circa il 70 % del suo intero budget pubblicitario annuale. D’altronde, secondo altri esperti, si tratterebbe di una mossa obbligata, considerando che per promuovere l’iTunes e l’iPod la Apple ha speso almeno 100 milioni di dollari, forse anche il doppio. Gorog è fermamente convinto della superiorità della formula dell’abbonamento rispetto a quella dei download “alla carta” adottata dal rivale di Cupertino, soprattutto oggi che il nuovo software sviluppato da Microsoft, Janus, permette di trasferire in formato sicuro le canzoni sui lettori portatili. Sulla sua stessa strada si muoveranno entro l’anno altri servizi di “subscription” come Rhapsody di RealNetworks e MusicNow di Circuit City; mentre sul fronte hardware i principali rivali di Apple come iRiver, Creative e Samsung stanno distribuendo sul mercato alternative all’iPod più economiche del prodotto concorrente, equiparabili nelle prestazioni e dotate di funzioni supplementari come radio, schermi a colori e microfoni incorporati per la ripresa audio diretta.
Tra i due grandi rivali, comunque, finora non c’è stato confronto: secondo le ultime stime, Apple ha già venduto 10 milioni di iPod e 230 milioni di canzoni attraverso iTunes, mentre Napster ha chiuso il 2004 con una base di 270 mila abbonati.

(fonte: rockol.it)

Postato da: niknet a 12:05 | link | commenti |

domenica, febbraio 06, 2005

 Volevo segnalarvi un programma rivoluzionario che ho provato con enorme soddisfazione!! è possibile ascoltare una miriade di canzoni in streaming in qualità mp3 .... del tutto legalmente! Il programma in questione si chiama Mercora ed è rivoluzionario.
Di seguito riporto la recensione di punto-informatico.it !! Installatelo!!


Mercora lo trovate qua


Radio P2P! Due parole, una idea originale, ed un programmino simpatico.

Mercora consente, in modo
del tutto legale, di trasmettere e diffondere musica ad altri amici connessi sulla stessa Rete, sostanzialmente "condividendola" via streaming.

Il programma, al pari di altri strumenti P2P, integra una avanzata funzione di ricerca che serve a scovare gli archivi di tutti gli utenti connessi in quel momento. Nel momento in cui scrivo ci sono più di 2000 "P2P Radio" in onda per un totale di decine di milioni di brani disponibili.

Per le restrizioni della RIAA (vedi dopo) è possibile cercare solo artisti e titoli di album, e non titoli di brani singoli.

Ma, a differenza delle "radio Web" esistenti che mandano musica scelta da loro, con Mercora è possibile comunque cercare e scegliere cosa ascoltare via streaming.

Il programma supporta Mp3 e WMA, e può anche essere terreno di scambio per messaggini ed immagini, organizzandole per album che possono essere a loro volta condivisi. La gestione dei contatti, e dei gruppi, ricorda i programmi di instant messaging come ICQ o MSN.

Al primo avvio, dopo la registrazione di un nick e password, occorre scandagliare manualmente o automaticamente il Pc in uso per catalogare tutta la musica presente. Nella grande ed elegante interfaccia del programma le linguette Home, P2P Radio, Videos, My Library, My Webcast e Now Playing guidano passo a passo l'utente alla ricerca, alla compilazione di una playlist, e alla gestione del materiale "trasmesso".

Trasmettere e ricevere musica richiede ovviamente banda ma anche un processore che sia "almeno" un Celeron o un Duron, almeno 128MB di Ram e un Windows recente. Anche con una connessione 56k o ISDN comunque è possibile ascoltare e scambiare qualcosa. Durante l'ascolto vengono visualizzate proposte "a tema" di Amazon, e si può scorrazzare nei tantissimi gruppi di chiacchiera e scambio foto.

Tra un brano e l'altro si possono anche vedere tantissimi video musicali, sempre via streaming, consultabili tramite comode liste di categorie e titoli.

Sull'aspetto legale di Mercora ecco una chicca tratta dalle FAQ.
Tutto quello che leggerete nelle seguenti righe è comico, ma è vero.
A dire la verità di comico ci sono le regole della RIAA che regolano il broadcasting, che Mercora rispetta.

In sintesi: in un periodo di 3 ore di "trasmissione" è vietato utilizzare 4 canzoni dello stesso artista, o 3 canzoni di uno stesso album, o due canzoni consecutive di un album (e chi sgarra si fa un giro del piazzale su un piede solo ripetendo "non sono un degno figlio di maRIAA")

Il programmino regola questi limiti in automatico, e consente la trasmissione di soli brani "riconoscibili" tramite giusti tag. In questo modo Mercora può pagare i diritti d'autore e continuare a far crescere questa comunità cercando di tirarci fuori anche due lire.

Per il momento il softwarino non contiene spyware (ma solo qualche pubblicità testuale, e le offerte di Amazon) e non ne esiste una versione a pagamento.
Anche TheRegister si chiede come paghi i conti l'ex presidente e CEO di McAfee, ex marketing di Netscape, che oggi è alle spalle del progetto Mercora. Un tipo che sicuramente non mette su un sistema simile per divertimento o per la gloria.

Di sicuro il concetto è nuovo, ed il sistema funziona. Se continua a prendere piede, Mercora è stata e rimarrà la prima e "imitabile" Radio P2P! E Srivats Sampath sarà il nuovo Shawn Fannings, invece di essere solo uno scioglilingua in lingua Klingon.

Postato da: niknet a 20:34 | link | commenti |
software utili