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sabato, aprile 30, 2005

Ed ora veniamo ad uno speciale su Mozilla Firefox , il mitico browser open che fa rabbrividire la Microsoft

Firefox segreto fra temi, plug in, estensioni

L'immagine “http://www.mytech.it/media/006010003942.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

Prima tappa del viaggio esplorativo fra gli accessori (o piuttosto necessOri) disponibili per ottimizzare il browser più gettonato del momento. Scopriamo come tenere lontane tutte - ma proprio tutte - le inserzioni pubblicitarie indesiderate

Libero, veloce, ormai sulla soglia dei cinquanta milioni di download: il biglietto da visita di Firefox è eloquente. Ma il browser Web del momento ha anche un altro pregio: è personalizzabile in maniera pressoché infinita.
Alla pagina Mozilla Update è infatti possibile scaricare temi, plugin ed estensioni.
Se i primi danno un vestito sempre nuovo alla Volpe di fuoco, i secondi forniscono un interfacciamento con applicazioni presenti sul sistema per gestire correttamente contenuti specifici: per esempio, permettono di aprire un documento in formato Pdf o un'animazione Flash direttamente nel browser.
Le estensioni, per contro, sono vere e proprie mini-applicazioni che arricchiscono Firefox di funzioni inedite: un'estensione è il langpack italiano per visualizzare nella nostra lingua i vari menu e sottomenu, così come lo sono - al momento in cui scriviamo - altri 397 arricchimenti per Firefox.
Installare un'estensione (che ha sempre formato xpi, ed è per Firefox ciò che a grandi linee un controllo ActiveX per Internet Explorer) è semplice: basta acconsentire alla richiesta del browser Web, facendo ovviamente attenzione che la fonte sia affidabile.Il formato xpi è un acronimo per Cross platform installer: come il nome suggerisce, le estensioni della volpe di fuoco sono comuni a Windows, Linux, Mac Os X e a tutte le piattaforme che supportano il browser Web.
_Adblock: come tenere lontane le pubblicità indesiderate
Adblock 0.5.2.039 è un filtro sugli indirizzi Web, e nasce per evitare pubblicità e popup indesiderati. Si tratta di un'estensione da 70 Kbyte che, una volta installata, compare nel menu "Strumenti" e può essere istruita - per così dire - con liste costruite appositamente, o direttamente all'istante: basta selezionare un elemento (immagine, animazione Flash o altro) con il tasto destro del mouse e decidere se bloccarlo o meno.

Dal menu "Strumenti/Adblock/Preferenze" è semplice aggiungere nuovi termini e Url, utilizzando una sintassi chiara e potente (sono supportate le wildcard * e i tipi di file), al pari delle espressioni regolari: pezzi di testo che possono combaciare con determinate stringhe.
È possibile disinstallare Adblock dal menu "Strumenti/Adblock/Preferenze" richiamando il menu contestuale "Disinstalla" con il tasto destro del mouse.

(fonte: mytech.it)

Postato da: niknet alle 20:05 | link | commenti |

Google sveglia le biblioteche d'Europa
La colossale iniziativa del motore di ricerca fa ripartire istituzioni tanto celebri e importanti quanto troppo spesso incapaci di cogliere le opportunità delle nuove tecnologie. Parte un'alleanza europea

Roma - Ci voleva Google e il suo notevolissimo progetto di digitalizzare e mettere a disposizione in rete decine di milioni di volumi perché le più prestigiose biblioteche d'Europa varassero un'iniziativa comune dal profilo del tutto simile ma condita dalla necessità di "resistere" all'invasione della cultura anglofona.

Accade così che le biblioteche nazionali di 19 paesi d'Europa hanno deciso di sottoscrivere un manifesto che dà vita ad una importante iniziativa: la digitalizzazione e messa a disposizione, con i nuovi strumenti tecnologici ed Internet, di molte delle opere che contribuiscono a costituire la cultura europea continentale.

Sebbene a firmare il manifesto siano le biblioteche centrali di Italia, Slovenia, Spagna, Grecia, Germania, Irlanda, Austria, Slovacchia, Repubblica Ceca, Polonia, Belgio, Danimarca, Olanda, Svezia, Lituania, Estonia, Lussemburgo, non deve stupire che a guidare l'iniziativa sia la Bibliothèque nationale de France, la Bnf, da tempo in prima linea non per contrastare Google, come più volte si sono sforzati di dichiarare i propri dirigenti, ma per offrire un'alternativa al mondo. Il progetto annunciato dagli istituti va considerato peraltro un figlio legittimo delle recenti esternazioni filoeuropeiste del presidente francese Chirac.

La competizione culturale e tecnologica tra le due sponde dell'Atlantico proprio in queste settimane ha anche spinto Germania e Francia a lanciare il progetto Quaero, un insieme di iniziativa nel mondo della tecnologia dell'informazione e della salute che intende coinvolgere aziende specializzate, consorzi di imprese, enti pubblici e centri di ricerca in uno "sforzo collettivo" capace di dare all'Europa un maggior peso nell'innovazione. E hanno già aderito nomi del calibro di Deutsche Telekom, France Telecom, Thomson, INA, CNRS, Eurecom, nonché istituzioni di ricerca e accademiche francesi e tedesche.

Curioso in questo contesto che tra i molti progetti, oltre a quelli pensati per proteggere il diritto d'autore nell'era digitale, vi sia anche una iniziativa per sviluppare un motore di ricerca che sappia ricercare testi, immagini e suoni.

(fonte : punto-informatico.it)

Postato da: niknet alle 14:04 | link | commenti |

venerdì, aprile 29, 2005

Volete un account gmail?

Niente di più semplice!!

Vi basterà andare a questo indirizzo

http://isnoop.net/gmail/

compilare il form e riverete in brevissimo tempo il vostro invito!! semplice rapido gratuito :)

Postato da: niknet alle 21:22 | link | commenti |
link interessanti

Internet ci salverà; è un'ottima fonte di energia per levare pubblico dalla faziosa televisione.

Il comico genovese annuncia il successo del suo blog personale
e attacca Telecom per i costi di connessione: "Ostacolano la conoscenza"
Beppe Grillo e l'elogio della rete
"Finalmente la tv non conta più"

ROMA - Il tirannicidio è stato finalmente compiuto. La televisione è morta e ad ucciderla è stata la rete usando l'arma dei blog e dell'informazione dal basso. Per questo i governi devono affrettarsi a riconoscere quanto prima a tutti "il diritto alla conoscenza", che altro non è se non il diritto di accesso al web. Parola di Beppe Grillo, che ha approfittato oggi della sua presenza alla conferenza stampa di Greenpeace sui veleni chimici nei prodotti per i bambini per promuovere internet, il suo ultimo amore.

"Da circa due mesi - ha raccontato il comico genovese - ho aperto un mio blog: ogni giorno inserisco una notizia e lascio che tutti la possano commentare. Ora i contatti giornalieri sono arrivati a 50 mila, come un giornale medio. Inoltre in alcuni bar mi è capitato di vedere sui tavolini delle stampate con le mie ultime notizie al posto del solito quotidiano".

"I nostri politici - ha insistito - continuano invece a credere che sia importante andare da Vespa o a Ballarò, non hanno capito che non conta nulla. Prodi aveva aperto un blog e poi lo ha chiuso spiegando di non avere tempo per leggere tutti i messaggi: ma vi rendete conto!".

Il ragionamento di Grillo ha preso quindi la piega a lui più congeniale di una requisitoria satirica. Nel mirino soprattutto i grandi manager come l'amministratore delegato di Enel Paolo Scaroni, che parla senza pudore di "carbone pulito", e il presidente di Telecom Italia Marco Tronchetti Provera, "l'ostacolo che si frappone tra me e la conoscenza", pretendendo tariffe esose per l'adsl. "Ci raccontano un sacco di frottole - ha detto ancora Grillo - come quella che siamo all'avanguardia nelle connessioni, in realtà Telecom in Francia vende un prodotto migliore a molto meno, ma lì non può fare altrimenti visto che non è in monopolio".
"A decidere delle nostre vite - ha concluso Grillo - sono personaggi come questi, non i politici, ma loro non se vanno dopo quattro anni, rimangono al loro posto" e malgrado "licenziamenti di massa e debiti da capogiro" continuano ad aumentarsi lo stipendio senza ritegno.

(fonte: repubblica.it)

Postato da: niknet alle 19:43 | link | commenti |

giovedì, aprile 28, 2005

Mi scuso se non ho aggiornato il blo di frequente in questi ultimi giorni, ma i miei impegno universitari sono molti ^^

Major punite? Fa proprio piacere leggere certe notizie ogni tanto !!

DVD, major castigate in Francia

Si sta alzando molta polvere attorno alla sentenza di una corte d'appello francese che dà ragione ai consumatori: certe protezioni sui DVD sono illegali

Parigi - Si profila uno scontro tra ordinamento francese ed europeo all'indomani di una sentenza che sta facendo molto discutere, quella secondo cui in certe condizioni apporre una protezione anti-copia sui DVD in vendita può tradursi in una violazione della legge e in un abuso ai danni dei diritti dei consumatori.
Ad affermarlo, stando a quanto riportato da 01net, è una corte d'appello francese che ha ribaltato il giudizio di primo grado in un caso sostenuto dall'associazione dei consumatori UFC-Que Choisir: secondo i giudici alcuni prodotti delle due società "Le Studio Canal" e "Films Alain Sarde" sono fuorilegge.

I magistrati hanno giudicato la vicenda di un consumatore che, dopo aver acquistato un DVD, non è riuscito a farne una copia a causa delle protezioni che su quel DVD erano state apposte. La copia a scopo privato e familiare è però concessa dalla legge francese, come da quella italiana: da qui la decisione di ritenere quelle protezioni "incompatibili" con i diritti del consumatore.

A rendere meno facile la causa per i due produttori anche il fatto che l'indicazione della presenza di tecnologie di protezione sul DVD era affidata ad una sigla, "CP" (Copy Protection), scritta in piccolo in un punto poco visibile della copertina del CD stesso. Davvero troppo poco, secondo i giudici, per considerare assolto l'obbligo di informare il consumatore. Diretta conseguenza della sentenza è l'obbligo per le due società di "sbloccare" entro un mese i propri DVD e di versare una piccola somma a titolo compensativo sia al consumatore che all'associazione.

Conseguenza forse ancora più importante è quella del conflitto che si va palesando tra la legge francese e l'ordinamento europeo: come noto la Direttiva europea su copyright e diritto d'autore, l'ormai "famigerata" EUCD, prevede esplicitamente il diritto per i produttori di utilizzare sistemi di protezione dalla copia. La questione è vecchia ma sempre più attuale anche in Italia, come dimostra la recentissima denuncia contro la SIAE presentata dai produttori nostrani di supporti ottici.

(fonte : punto-informatico.it)

Postato da: niknet alle 14:29 | link | commenti |

lunedì, aprile 25, 2005

I brevetti sul software sono veramente inutili oltre che molto dannosi per l'innovazione. Persino una grande forgatrice di brevetti come la Microsoft è incappata in un cavillo sul jpeg...

Forgent fa causa a Microsoft per brevetto Jpeg

Forgent, società che possiede il brevetto del formato Jpeg, molto utilizzato per la compressione di immagini digitali, lo scorso giovedì ha fatto causa a Microsoft per violazione del suo brevetto.
Un portavoce della società ha comunicato che erano in trattativa da mesi con Microsoft e sono arrivati a questa soluzione in risposta ad una causa intentanta dal big di Redmond per fermare il tentativo di implementazione del brevetto da parte di Forgent.
Il portavoce ha inoltre affermato di essere pronti e peinamente in grado di finanziare una battaglia legale.
Non si hanno dettagli sul risarcimento che Forgent ha chiesto a Microsoft e quest'ultima non ha rilasciato ancora alcun commento.

(fonte: azpoint.net)

Postato da: niknet alle 13:40 | link | commenti |

Vediamo come prosegue la scalata dello spazio su gmail. Oggi siamo a quota 2129 mb!!

L'immagine “http://img132.echo.cx/img132/6011/picture00015fn.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

Postato da: niknet alle 13:34 | link | commenti |

domenica, aprile 24, 2005

E se la Microsoft inziasse a calcolare anche Linux?

  Microsoft e la virtualizzazione. Storia seria

  La beta di Virtual Server 2005 significa l'entrata in uno scenario fatto di interoperabilità. Anche con Linux

 

 Microsoft sta facendo sostanziosi investimenti nel campo della virtualizzazione. Lo ha ammesso il Ceo, Steve Ballmer, nello stesso contesto in cui ha affrontato le grandi tematiche del system management. Del resto, la materia è omogenea.

Per Redmond, virtualizzazione si traduce in Virtual Server 2005, un prodotto che ora è in beta e che dovrebbe essere pronto per la fine dell'anno.

Scopo di Virtual Server 2005 è quello di abilitare la gestione di sistemi virtuali da un unico punto. Virtuali ed eterogenei. Il che significa che non sono esclusi sistemi Linux dal novero dei virtualizzandi. E, infatti, Ballmer non lo ha escluso, anzi lo ha detto, passando la parola a un suo tecnico che ha dimostrato come Red Hat Linux potrebbe girare sotto Vs 2005.

Il Service Pack 1 di Vs include anche un sottoinsieme di Mom 2005, il tool di system management di Microsoft, che consente, appunto, agli amministratori di gestire sistemi virtuali da un'unica console.

In tal senso, Vs 2005 si inserisce di diritto (come Mom, come Sms, e come tutti le altre applicazioni di system management) nel contesto della Dynamic Systems Initiative (Dsi) di Redmond.

L'idea di fondo di Microsoft è di rendere aperto ed estensibile il proprio formato di virtualizzazione, .vhd. Perciò sarà inserito in Longhorn.

Ma troverà anche osmosi con altre iniziative di virtualizzazione, come quella di Intel (Vanderpool) e sfrutterà la tecnologia acquistata da Connectix, per semplificare il re-imaging delle interfacce desktop nella prossima versione del proprio Os.

Per il momento, Virtual Server 2005 Sp1 migliora del 50% (rispetto alla precedente versione di test) la performance nella creazione di sistemi virtuali, supporta il clustering sotto iScsi e supporta gli host a 64 bit, per i quali Microsoft sta per mettere sul mercato Windows Server 2003 x64.

(fonte: 01net.it)

Postato da: niknet alle 13:15 | link | commenti |

sabato, aprile 23, 2005

 Ciao a tutti, vediamo com'è situato Mozilla Firefox nel mercato! Volevo, inoltre, ricordare a tutti i visitatori che è possibile commentare tutte le notizie che appaiono nel blog (l'ho reso disponibile a tutti, anche agli utenti non registrati in splinder)

Nuovi traguardi per Firefox
Continua l’ascesa di Firefox nella classifica dei browser più utilizzati nella rete, a farne le spese ancora una volta Internet Explorer.
Le statistiche di w3school, uno dei più famosi portali  per lo sviluppo di siti web, evidenziano che nel mese di marzo Internet Explorer è sceso al 62,2% perdendo 1,6 punti percentuali, Firefox invece ha recuperato 2 punti consolidando il secondo posto (28,8%) tra i browser più utilizzati e raggiungendo i 45 milioni di download.
Dati significativi, che con i tutti i distinguo del caso (w3school è un portale per addetti ai lavori e utenti piuttosto evoluti), segnano un trend in forte ascesa per Firefox.
Inoltre, a meno di un mese dal lancio della versione 1.0.2, la fondazione Mozilla annuncia l'uscita di Firefox 1.0.3, la nuova versione ha  come obiettivo primario quello di chiudere le falle di sicurezza recentemente scoperte che permetterebbero ad un pirata informatico di prendere il controllo a distanza del computer colpito, o di lanciare l'esecuzione di un virus a partire da una pagina Web.
Il download è dunque fortemente consigliato!

(fonte: javaopenbusiness.it)

Postato da: niknet alle 15:41 | link | commenti |

Vediamo il nuovo servizio lanciato da Google. Sarà un bene o limiterà ulteriormente la nostra privacy??
 
 
Google memorizza le ricerche online
My Search History permette agli utenti di tracciare le indagini passate. Ricerche più intelligenti ma più rischiose per la privacy
 
 
L’ultima tentazione di Google, come scrive Reuters, sottopone gli utenti a un arduo dilemma: costruirsi una memoria digitale o preservare la propria riservatezza? Ieri la nota azienda di Mountain View se n’è uscita con un nuovo allettante servizio – My Search History, in versione beta – che di fatto è un ulteriore affondo in direzione delle ricerche Web personalizzate: il nuovo strumento permette agli utenti di memorizzare (previo log in) le proprie ricerche online. Un filo d’Arianna digitale che darà modo ai navigatori di tracciare a ritroso le parole chiave, i risultati e le pagine Web frutto di interrogazioni avvenute in passato, anche in un giorno specifico.
L’idea è che nulla dei propri sforzi debba andare perduto. Non a caso il servizio è progettato per immagazzinare anni di ricerche online. Già, ma immagazzinare dove? Il punto è infatti che tutte queste “search histories” finiranno sui server di Google. Un’idea che fa inorridire i difensori della privacy, per i quali le tracce delle ricerche online costituiscono una miniera di dati sensibili esposti a qualsiasi predatore: a cominciare dai governi. In pratica è come fornire al Grande Fratello di turno la possibilità di accedere a un serbatoio di materiali grezzi ma profondamente rivelatori della propria identità. Per il business, invece, le implicazioni sono ovvie: gli inserzionisti sono probabilmente pronti a spendere di più se le pubblicità vengono declinate in base alle ricerche passate di un utente. Dimmi quello che hai cercato e ti dirò cosa comprerai.
 
(fonte: corriere.it)

Postato da: niknet alle 11:32 | link | commenti |


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Firefox segreto fra temi, plug in, estensioni

L'immagine “http://www.mytech.it/media/006010003942.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

Prima tappa del viaggio esplorativo fra gli accessori (o piuttosto necessOri) disponibili per ottimizzare il browser più gettonato del momento. Scopriamo come tenere lontane tutte - ma proprio tutte - le inserzioni pubblicitarie indesiderate

Libero, veloce, ormai sulla soglia dei cinquanta milioni di download: il biglietto da visita di Firefox è eloquente. Ma il browser Web del momento ha anche un altro pregio: è personalizzabile in maniera pressoché infinita.
Alla pagina Mozilla Update è infatti possibile scaricare temi, plugin ed estensioni.
Se i primi danno un vestito sempre nuovo alla Volpe di fuoco, i secondi forniscono un interfacciamento con applicazioni presenti sul sistema per gestire correttamente contenuti specifici: per esempio, permettono di aprire un documento in formato Pdf o un'animazione Flash direttamente nel browser.
Le estensioni, per contro, sono vere e proprie mini-applicazioni che arricchiscono Firefox di funzioni inedite: un'estensione è il langpack italiano per visualizzare nella nostra lingua i vari menu e sottomenu, così come lo sono - al momento in cui scriviamo - altri 397 arricchimenti per Firefox.
Installare un'estensione (che ha sempre formato xpi, ed è per Firefox ciò che a grandi linee un controllo ActiveX per Internet Explorer) è semplice: basta acconsentire alla richiesta del browser Web, facendo ovviamente attenzione che la fonte sia affidabile.Il formato xpi è un acronimo per Cross platform installer: come il nome suggerisce, le estensioni della volpe di fuoco sono comuni a Windows, Linux, Mac Os X e a tutte le piattaforme che supportano il browser Web.
_Adblock: come tenere lontane le pubblicità indesiderate
Adblock 0.5.2.039 è un filtro sugli indirizzi Web, e nasce per evitare pubblicità e popup indesiderati. Si tratta di un'estensione da 70 Kbyte che, una volta installata, compare nel menu "Strumenti" e può essere istruita - per così dire - con liste costruite appositamente, o direttamente all'istante: basta selezionare un elemento (immagine, animazione Flash o altro) con il tasto destro del mouse e decidere se bloccarlo o meno.

Dal menu "Strumenti/Adblock/Preferenze" è semplice aggiungere nuovi termini e Url, utilizzando una sintassi chiara e potente (sono supportate le wildcard * e i tipi di file), al pari delle espressioni regolari: pezzi di testo che possono combaciare con determinate stringhe.
È possibile disinstallare Adblock dal menu "Strumenti/Adblock/Preferenze" richiamando il menu contestuale "Disinstalla" con il tasto destro del mouse.

(fonte: mytech.it)

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Google sveglia le biblioteche d'Europa
La colossale iniziativa del motore di ricerca fa ripartire istituzioni tanto celebri e importanti quanto troppo spesso incapaci di cogliere le opportunità delle nuove tecnologie. Parte un'alleanza europea

Roma - Ci voleva Google e il suo notevolissimo progetto di digitalizzare e mettere a disposizione in rete decine di milioni di volumi perché le più prestigiose biblioteche d'Europa varassero un'iniziativa comune dal profilo del tutto simile ma condita dalla necessità di "resistere" all'invasione della cultura anglofona.

Accade così che le biblioteche nazionali di 19 paesi d'Europa hanno deciso di sottoscrivere un manifesto che dà vita ad una importante iniziativa: la digitalizzazione e messa a disposizione, con i nuovi strumenti tecnologici ed Internet, di molte delle opere che contribuiscono a costituire la cultura europea continentale.

Sebbene a firmare il manifesto siano le biblioteche centrali di Italia, Slovenia, Spagna, Grecia, Germania, Irlanda, Austria, Slovacchia, Repubblica Ceca, Polonia, Belgio, Danimarca, Olanda, Svezia, Lituania, Estonia, Lussemburgo, non deve stupire che a guidare l'iniziativa sia la Bibliothèque nationale de France, la Bnf, da tempo in prima linea non per contrastare Google, come più volte si sono sforzati di dichiarare i propri dirigenti, ma per offrire un'alternativa al mondo. Il progetto annunciato dagli istituti va considerato peraltro un figlio legittimo delle recenti esternazioni filoeuropeiste del presidente francese Chirac.

La competizione culturale e tecnologica tra le due sponde dell'Atlantico proprio in queste settimane ha anche spinto Germania e Francia a lanciare il progetto Quaero, un insieme di iniziativa nel mondo della tecnologia dell'informazione e della salute che intende coinvolgere aziende specializzate, consorzi di imprese, enti pubblici e centri di ricerca in uno "sforzo collettivo" capace di dare all'Europa un maggior peso nell'innovazione. E hanno già aderito nomi del calibro di Deutsche Telekom, France Telecom, Thomson, INA, CNRS, Eurecom, nonché istituzioni di ricerca e accademiche francesi e tedesche.

Curioso in questo contesto che tra i molti progetti, oltre a quelli pensati per proteggere il diritto d'autore nell'era digitale, vi sia anche una iniziativa per sviluppare un motore di ricerca che sappia ricercare testi, immagini e suoni.

(fonte : punto-informatico.it)

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venerdì, aprile 29, 2005

Volete un account gmail?

Niente di più semplice!!

Vi basterà andare a questo indirizzo

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Internet ci salverà; è un'ottima fonte di energia per levare pubblico dalla faziosa televisione.

Il comico genovese annuncia il successo del suo blog personale
e attacca Telecom per i costi di connessione: "Ostacolano la conoscenza"
Beppe Grillo e l'elogio della rete
"Finalmente la tv non conta più"

ROMA - Il tirannicidio è stato finalmente compiuto. La televisione è morta e ad ucciderla è stata la rete usando l'arma dei blog e dell'informazione dal basso. Per questo i governi devono affrettarsi a riconoscere quanto prima a tutti "il diritto alla conoscenza", che altro non è se non il diritto di accesso al web. Parola di Beppe Grillo, che ha approfittato oggi della sua presenza alla conferenza stampa di Greenpeace sui veleni chimici nei prodotti per i bambini per promuovere internet, il suo ultimo amore.

"Da circa due mesi - ha raccontato il comico genovese - ho aperto un mio blog: ogni giorno inserisco una notizia e lascio che tutti la possano commentare. Ora i contatti giornalieri sono arrivati a 50 mila, come un giornale medio. Inoltre in alcuni bar mi è capitato di vedere sui tavolini delle stampate con le mie ultime notizie al posto del solito quotidiano".

"I nostri politici - ha insistito - continuano invece a credere che sia importante andare da Vespa o a Ballarò, non hanno capito che non conta nulla. Prodi aveva aperto un blog e poi lo ha chiuso spiegando di non avere tempo per leggere tutti i messaggi: ma vi rendete conto!".

Il ragionamento di Grillo ha preso quindi la piega a lui più congeniale di una requisitoria satirica. Nel mirino soprattutto i grandi manager come l'amministratore delegato di Enel Paolo Scaroni, che parla senza pudore di "carbone pulito", e il presidente di Telecom Italia Marco Tronchetti Provera, "l'ostacolo che si frappone tra me e la conoscenza", pretendendo tariffe esose per l'adsl. "Ci raccontano un sacco di frottole - ha detto ancora Grillo - come quella che siamo all'avanguardia nelle connessioni, in realtà Telecom in Francia vende un prodotto migliore a molto meno, ma lì non può fare altrimenti visto che non è in monopolio".
"A decidere delle nostre vite - ha concluso Grillo - sono personaggi come questi, non i politici, ma loro non se vanno dopo quattro anni, rimangono al loro posto" e malgrado "licenziamenti di massa e debiti da capogiro" continuano ad aumentarsi lo stipendio senza ritegno.

(fonte: repubblica.it)

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giovedì, aprile 28, 2005

Mi scuso se non ho aggiornato il blo di frequente in questi ultimi giorni, ma i miei impegno universitari sono molti ^^

Major punite? Fa proprio piacere leggere certe notizie ogni tanto !!

DVD, major castigate in Francia

Si sta alzando molta polvere attorno alla sentenza di una corte d'appello francese che dà ragione ai consumatori: certe protezioni sui DVD sono illegali

Parigi - Si profila uno scontro tra ordinamento francese ed europeo all'indomani di una sentenza che sta facendo molto discutere, quella secondo cui in certe condizioni apporre una protezione anti-copia sui DVD in vendita può tradursi in una violazione della legge e in un abuso ai danni dei diritti dei consumatori.
Ad affermarlo, stando a quanto riportato da 01net, è una corte d'appello francese che ha ribaltato il giudizio di primo grado in un caso sostenuto dall'associazione dei consumatori UFC-Que Choisir: secondo i giudici alcuni prodotti delle due società "Le Studio Canal" e "Films Alain Sarde" sono fuorilegge.

I magistrati hanno giudicato la vicenda di un consumatore che, dopo aver acquistato un DVD, non è riuscito a farne una copia a causa delle protezioni che su quel DVD erano state apposte. La copia a scopo privato e familiare è però concessa dalla legge francese, come da quella italiana: da qui la decisione di ritenere quelle protezioni "incompatibili" con i diritti del consumatore.

A rendere meno facile la causa per i due produttori anche il fatto che l'indicazione della presenza di tecnologie di protezione sul DVD era affidata ad una sigla, "CP" (Copy Protection), scritta in piccolo in un punto poco visibile della copertina del CD stesso. Davvero troppo poco, secondo i giudici, per considerare assolto l'obbligo di informare il consumatore. Diretta conseguenza della sentenza è l'obbligo per le due società di "sbloccare" entro un mese i propri DVD e di versare una piccola somma a titolo compensativo sia al consumatore che all'associazione.

Conseguenza forse ancora più importante è quella del conflitto che si va palesando tra la legge francese e l'ordinamento europeo: come noto la Direttiva europea su copyright e diritto d'autore, l'ormai "famigerata" EUCD, prevede esplicitamente il diritto per i produttori di utilizzare sistemi di protezione dalla copia. La questione è vecchia ma sempre più attuale anche in Italia, come dimostra la recentissima denuncia contro la SIAE presentata dai produttori nostrani di supporti ottici.

(fonte : punto-informatico.it)

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lunedì, aprile 25, 2005

I brevetti sul software sono veramente inutili oltre che molto dannosi per l'innovazione. Persino una grande forgatrice di brevetti come la Microsoft è incappata in un cavillo sul jpeg...

Forgent fa causa a Microsoft per brevetto Jpeg

Forgent, società che possiede il brevetto del formato Jpeg, molto utilizzato per la compressione di immagini digitali, lo scorso giovedì ha fatto causa a Microsoft per violazione del suo brevetto.
Un portavoce della società ha comunicato che erano in trattativa da mesi con Microsoft e sono arrivati a questa soluzione in risposta ad una causa intentanta dal big di Redmond per fermare il tentativo di implementazione del brevetto da parte di Forgent.
Il portavoce ha inoltre affermato di essere pronti e peinamente in grado di finanziare una battaglia legale.
Non si hanno dettagli sul risarcimento che Forgent ha chiesto a Microsoft e quest'ultima non ha rilasciato ancora alcun commento.

(fonte: azpoint.net)

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Vediamo come prosegue la scalata dello spazio su gmail. Oggi siamo a quota 2129 mb!!

L'immagine “http://img132.echo.cx/img132/6011/picture00015fn.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

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domenica, aprile 24, 2005

E se la Microsoft inziasse a calcolare anche Linux?

  Microsoft e la virtualizzazione. Storia seria

  La beta di Virtual Server 2005 significa l'entrata in uno scenario fatto di interoperabilità. Anche con Linux

 

 Microsoft sta facendo sostanziosi investimenti nel campo della virtualizzazione. Lo ha ammesso il Ceo, Steve Ballmer, nello stesso contesto in cui ha affrontato le grandi tematiche del system management. Del resto, la materia è omogenea.

Per Redmond, virtualizzazione si traduce in Virtual Server 2005, un prodotto che ora è in beta e che dovrebbe essere pronto per la fine dell'anno.

Scopo di Virtual Server 2005 è quello di abilitare la gestione di sistemi virtuali da un unico punto. Virtuali ed eterogenei. Il che significa che non sono esclusi sistemi Linux dal novero dei virtualizzandi. E, infatti, Ballmer non lo ha escluso, anzi lo ha detto, passando la parola a un suo tecnico che ha dimostrato come Red Hat Linux potrebbe girare sotto Vs 2005.

Il Service Pack 1 di Vs include anche un sottoinsieme di Mom 2005, il tool di system management di Microsoft, che consente, appunto, agli amministratori di gestire sistemi virtuali da un'unica console.

In tal senso, Vs 2005 si inserisce di diritto (come Mom, come Sms, e come tutti le altre applicazioni di system management) nel contesto della Dynamic Systems Initiative (Dsi) di Redmond.

L'idea di fondo di Microsoft è di rendere aperto ed estensibile il proprio formato di virtualizzazione, .vhd. Perciò sarà inserito in Longhorn.

Ma troverà anche osmosi con altre iniziative di virtualizzazione, come quella di Intel (Vanderpool) e sfrutterà la tecnologia acquistata da Connectix, per semplificare il re-imaging delle interfacce desktop nella prossima versione del proprio Os.

Per il momento, Virtual Server 2005 Sp1 migliora del 50% (rispetto alla precedente versione di test) la performance nella creazione di sistemi virtuali, supporta il clustering sotto iScsi e supporta gli host a 64 bit, per i quali Microsoft sta per mettere sul mercato Windows Server 2003 x64.

(fonte: 01net.it)

Postato da: niknet a 13:15 | link | commenti |

sabato, aprile 23, 2005

 Ciao a tutti, vediamo com'è situato Mozilla Firefox nel mercato! Volevo, inoltre, ricordare a tutti i visitatori che è possibile commentare tutte le notizie che appaiono nel blog (l'ho reso disponibile a tutti, anche agli utenti non registrati in splinder)

Nuovi traguardi per Firefox
Continua l’ascesa di Firefox nella classifica dei browser più utilizzati nella rete, a farne le spese ancora una volta Internet Explorer.
Le statistiche di w3school, uno dei più famosi portali  per lo sviluppo di siti web, evidenziano che nel mese di marzo Internet Explorer è sceso al 62,2% perdendo 1,6 punti percentuali, Firefox invece ha recuperato 2 punti consolidando il secondo posto (28,8%) tra i browser più utilizzati e raggiungendo i 45 milioni di download.
Dati significativi, che con i tutti i distinguo del caso (w3school è un portale per addetti ai lavori e utenti piuttosto evoluti), segnano un trend in forte ascesa per Firefox.
Inoltre, a meno di un mese dal lancio della versione 1.0.2, la fondazione Mozilla annuncia l'uscita di Firefox 1.0.3, la nuova versione ha  come obiettivo primario quello di chiudere le falle di sicurezza recentemente scoperte che permetterebbero ad un pirata informatico di prendere il controllo a distanza del computer colpito, o di lanciare l'esecuzione di un virus a partire da una pagina Web.
Il download è dunque fortemente consigliato!

(fonte: javaopenbusiness.it)

Postato da: niknet a 15:41 | link | commenti |

Vediamo il nuovo servizio lanciato da Google. Sarà un bene o limiterà ulteriormente la nostra privacy??
 
 
Google memorizza le ricerche online
My Search History permette agli utenti di tracciare le indagini passate. Ricerche più intelligenti ma più rischiose per la privacy
 
 
L’ultima tentazione di Google, come scrive Reuters, sottopone gli utenti a un arduo dilemma: costruirsi una memoria digitale o preservare la propria riservatezza? Ieri la nota azienda di Mountain View se n’è uscita con un nuovo allettante servizio – My Search History, in versione beta – che di fatto è un ulteriore affondo in direzione delle ricerche Web personalizzate: il nuovo strumento permette agli utenti di memorizzare (previo log in) le proprie ricerche online. Un filo d’Arianna digitale che darà modo ai navigatori di tracciare a ritroso le parole chiave, i risultati e le pagine Web frutto di interrogazioni avvenute in passato, anche in un giorno specifico.
L’idea è che nulla dei propri sforzi debba andare perduto. Non a caso il servizio è progettato per immagazzinare anni di ricerche online. Già, ma immagazzinare dove? Il punto è infatti che tutte queste “search histories” finiranno sui server di Google. Un’idea che fa inorridire i difensori della privacy, per i quali le tracce delle ricerche online costituiscono una miniera di dati sensibili esposti a qualsiasi predatore: a cominciare dai governi. In pratica è come fornire al Grande Fratello di turno la possibilità di accedere a un serbatoio di materiali grezzi ma profondamente rivelatori della propria identità. Per il business, invece, le implicazioni sono ovvie: gli inserzionisti sono probabilmente pronti a spendere di più se le pubblicità vengono declinate in base alle ricerche passate di un utente. Dimmi quello che hai cercato e ti dirò cosa comprerai.
 
(fonte: corriere.it)

Postato da: niknet a 11:32 | link | commenti |