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domenica, maggio 29, 2005

Quanto fanno schifo le multinazionali?????

Antipirati fin da piccoli

BSA manda i suoi funzionari nelle scuole dello Utah: è necessario che fin da piccoli gli alunni imparino a rispettare i fondamenti del business delle multinazionali

Roma - Introdurre e discutere di temi delicati come delinquenza, abuso di droghe e sesso fa indubbiamente parte dei compiti di qualsiasi istituzione scolastica. Ma si può dire altrettanto di una tematica così complicata come il diritto d'autore? Una scuola media nello Utah ha deciso ufficialmente di includere nel programma didattico alcune ore dedicate all'educazione antipirateria, progettate e finanziate dall'alleanza dei produttori di software proprietario BSA col patrocinio del governo federale. In una società totalmente secolarizzata, dove il ruolo dell'istruzione scolastica alla spiritualità fa discutere e litigare, nascono liberamente materie obbligatorie come la tutela del copyright.

Il programma di BSA per la lotta contro la pirateria non si ferma allo Utah. Prevede infatti lezioni e materiale informativo per le scuole dell'obbligo di tutto il mondo: negli USA si parla di 13 milioni di libretti a fumetti distribuiti in migliaia di scuole, per "educare i bambini sull'importanza del rispetto per la creatività e per la proprietà intellettuale". BSA conduce iniziative simili in 65 paesi ed utilizza abitualmente la presenza di esperti e rappresentanti dell'industria multimediale per condurre seminari nelle scuole di tutto il mondo. Simili progetti, che qualcuno non ha esitato a chiamare propagandistici, hanno preso il via nel 2002. Queste iniziative hanno spesso l'appoggio delle istituzioni e di altre associazioni per la difesa del diritto d'autore, come RIAA ed MPAA.

Sono campagne di comunicazione estensive e pervasive, che mirano all'indottrinamento dei cittadini del futuro. Utilizzando dinamiche e metodi comuni a partiti, organizzazioni religiose e movimenti popolari. Il target di riferimento per la campagna "Play It Safe In Cyber Space", patrocinata dal governo federale di Washington, è costituito da ragazzi d'età compresa tra gli otto ed i diciotto anni. Una fascia sociale particolarmente malleabile, talvolta incline ad accettare senza critiche ciò che sente in classe. I sostenitori dell'educazione all'antipirateria, come Jon Dudas, segretario dell'ufficio per il copyright del governo degli USA, sono convinti che "il futuro della nazione deve essere plasmato in nome dei valori: rubare è negativo sia nel mondo online che in quello offline, ed i ragazzi devono impararlo sin da piccoli".

Anche nel Belpaese, notoriamente ai primi posti delle classifiche internazionali per l'entità dei danni causati dalla pirateria, la campagna di BSA ha assunto toni imponenti. Un esempio è il sito del supereroe della creatività, il Copyright Angel: un tentativo di catturare l'attenzione degli studenti italiani che scimmiotta il linguaggio e l'estetica del fumetto americano. Realizzato con l'aiuto del MIUR, il progetto ha visto l'invio di oltre 3.000 pacchetti informativi per altrettanti istituti superiori e medi sparsi per l'intero territorio nazionale.

L'efficacia di queste massicce crociate informative è tutta da provare. Basteranno per tenere alla larga i giovani dalla tentazione del download illegale? Secondo Antonio Bernardi, responsabile del progetto "Software libero nella scuola", per sconfiggere la pirateria basterebbe che la scuola promuovesse l'uso di prodotti open source. Un obiettivo quasi impossibile nel nostro paese, accusa Bernardi, perché le "pressioni esterne" sul MIUR sono davvero tante.


(fonte: punto-informatico.it)

Postato da: niknet alle 14:17 | link | commenti |

sabato, maggio 28, 2005

La Internet colpevole

Ne parla un lettore che, dietro a servizi sulla criminalità che prospera in Internet vede un tentativo di delegittimazione della rete a favore dei media tradizionali


Roma - Salve, ho un'azienda fornitrice di servizi web, le scrivo per esprimere la preoccupazione riguardo alle notizie che il tg2 delle 13, in data odierna, ha trasmesso come primo servizio (anche il TG1, ma non come prima notizia).

Il servizio in questione riporta il fenomeno della pedofilia, purtroppo incontrollabile fenomeno, se non in alcune azioni giudiziarie, che condivido pienamente.

Quasi tutti i giorni sui giornali e sulle televisioni, vengono riportate notizie a caratteri cubitali, in modo di porre più attenzione, che riguardano il "brutto mondo" di Internet, riferito esclusivamente alle truffe e alla pedofilia, compiute da "persone insospettabili" (tanto per creare ancor di più diffidenza), senza contare che in questo modo danneggiano anche gli onesti, che attraverso Internet affidano le loro idee ed esperienza, cercando di portare il miglior servizio possibile verso chi utilizza il Web.

I pedofili, le truffe, sono conseguenze di una parte di mentalità umana, infatti ricordo che fino a quando non esisteva Internet i pedofili li trovavano davanti ad alcune scuole, in alcune piscine e nei luoghi normalmente frequentati dai soggetti offesi, quindi Internet non è che un mezzo utilizzato per raggiungere questi scopi, non è possibile continuare con queste informazioni "guidate", non è Internet il pedofilo, è meglio educare i nostri figli ad una maggiore attenzione, il che fa comodo anche quando sono fuori casa.

Questa "deterrenza" proviene ovviamente da tutte le altre forme di informazione, giornali & televisione, presumo, acerrimi nemici di Internet, che nessuno difende, infatti le migliaia di posti di lavoro, le continue ricerche di personale specializzato delle aziende, le informazioni che possiamo trovare in un attimo, non vengono mai evidenziate.
Non sarà che questa "deterrenza" è fatta apposta per denigrare Internet per poi continuare ad offrire le informazioni (monopolizzate) a pagamento?

Se internet prende piede, che fine fanno i giornalisti, i cronisti etc etc? Se le opinioni e proteste delle persone, vengono rese pubbliche, che fine farà la politica? Esagero?

Cordiali saluti
Alessandro P.

Gentile Alessandro
ciò di cui parli non è una novità: da molti anni purtroppo certa informazione sembra parlare dei crimini commessi "a mezzo Internet" come fatti di cui è in qualche modo responsabile la rete stessa. E per anni Punto Informatico ha segnalato questa tendenza. Le conseguenze di questo atteggiamento sono tangibili: sfiducia nelle promesse della rete, dalla libera circolazione delle idee ai nuovi modelli di condivisione della cultura, ma anche in questioni chiave per lo sviluppo, come l'e-commerce, anche quando realizzato con tutti i crismi dell'affidabilità e della sicurezza, o come l'informazione online, dai blog ai notiziari professionali o, ancora, come i servizi Internet di cui lei, come moltissimi altri, ha fatto una professione.
Non credo si tratti di "complotto" quanto invece di ignoranza delle cose della rete, diffusa ancora oggi in ogni ambiente, da quello giornalistico a quello politico. Per fortuna non sempre e non tutto è così: accanto a servizi "informativi" come quello che lei cita c'è anche chi produce nei media tradizionali informazione attenta e rigorosa attorno alla rete. E questo accade anche nella politica. C'è solo da sperare che, con il tempo, i pregiudizi che circondano Internet siano superati nei fatti dalle grandi opportunità che la rete rappresenta.
A presto, Paolo De Andreis

(fonte: punto-informatico.it)

Postato da: niknet alle 12:46 | link | commenti |

lunedì, maggio 23, 2005

Mondo google: varata la personalizzazione dell'home page...

Ad ognuno il suo... Google

BigG inaugura un servizio di personalizzazione. La home del motore di ricerca potrà essere condita con tutto quello che serve per ricordare un portale tradizionale

Tutto a portata di mouse: account di posta elettronica, notizie fresche, previsioni meteo... Una comodità a cui i portali più utilizzati, come Yahoo ed MSN, hanno ormai abituato gli utenti Internet di tutto il mondo. All'appello mancava proprio lui, il re dei motori di ricerca: Google diventa oggi Google Personalized Homepage, portale dinamico ribattezzato affettuosamente "MyGoogle".

La novità, già anticipata da Punto Informatico, è che si tratta della prima mossa di Google verso l'integrazione della ricerca sui feed RSS. Tramite il nuovo servizio sarà possibile consultare i contenuti messi a disposizione da BBC, New York Times, Slashdot e Wired tramite flussi XML.

Ancora in versione beta, il nuovo prodotto partorito dai geniali manager del Googleplex è un box colorato che contiene strumenti utilissimi: dalle ultime notizie selezionate dal servizio Google News fino all'andamento dei mercati internazionali, passando per un simpatico servizio "citazione del giorno" (Quote of day). I vari moduli sono trascinabili e configurabili: presto sarà possibile anche aggiungere feed RSS personalizzati, ma per il momento l'aggiunta di fonti rimane limitata alla sezione borsistica.

Naturalmente per usufruire di MyGoogle è necessario un apposito account. Tramite il "portale" si può inoltre controllare in maniera immediata i nuovi messaggi su Gmail, il servizio di posta elettronica offerto da Google.

(fonte: punto-informatico.it)

Postato da: niknet alle 17:20 | link | commenti |

domenica, maggio 22, 2005

Mi spiace non aver aggiornato il blog spesso in questi giorni, ma causa problemi personali non ce l'ho fatta :)

Sbloccavano i telefonini Tre, denunciati

Sono in 30 le persone finite sotto inchiesta perché dedite ad un'operazione diffusissima su tutto il territorio nazionale: abilitare i telefonini UMTS di Tre per l'uso con altre SIM

Lo chiamano "sblocco del cellulare" ed è un'attività che qualcuno pubblicizza persino su giornali e riviste, attività che però ha condotto all'intervento della magistratura con l'identificazione e la denuncia di 30 persone in diverse regioni d'Italia.

Agli indagati si contesta un'operazione peraltro assai diffusa su tutto il territorio nazionale, ovvero l'abilitazione dei cellulari distribuiti da Tre per l'uso con altre SIM: come noto l'operatore vende sul mercato cellulari UMTS a buon prezzo per acquisire nuovi clienti che li devono utilizzare con le sole SIM fornite da Tre. Da qui il ricorso di moltissimi allo "sblocco", affinché con quegli stessi cellulari sia possibile utilizzare i servizi UMTS degli altri operatori, generalmente più economici.

Questo il quadro nel quale Tre ha deciso di sporgere denuncia contro gli "sbloccatori". In realtà, viste le nuove normative in materia, ad essere interessati dal provvedimento non sono soltanto coloro che hanno provveduto a rimuovere il lock sulla SIM ma anche chi, pagando 25 o 30 euro, ha chiesto e ottenuto lo sblocco: per loro si ipotizza il reato di ricettazione, come appunto previsto dalle leggi antipirateria.

In particolare, ha spiegato ieri la Polizia Postale che si è incaricata delle indagini, le denunce riguardano accesso abusivo a sistemi informatici nonché detenzione e diffusione abusiva di codici per accedere a tali sistemi,

Nella sua denuncia, Tre aveva segnalato - spiega una nota della PolPost - come "l'illecita rimozione dell'operator lock" possa "essere espletata in vari modi, a seconda della marca e del modello del telefono" e, in particolare: inserimento di un codice mediante tastiera del videofonino; collegamento del videofonino, mediante apposito cavo USB ad un personal computer collegato ad internet con cui "scaricare" l'apposito software; collegamento del videofonino ad una clip con istallato il software di sblocco.

"Di fatto, quindi - continua la nota - come espressamente dichiarato dalla parte lesa, tali servizi e/o dispositivi operano attraverso cd "tool" software e/o dispositivi hardware che, mediante connessioni ai terminali (via cavo e/o via internet), modificano il codice di controllo del meccanismo dell'operator lock, alterandolo o disattivandolo definitivamente, andando, pertanto ad incidere sul sistema telematico costituito dai terminali (videofonini) - da una parte - e dalla rete UMTS di 3 - dall'altra, attraverso la manipolazione e l'alterazione del cosiddetto "flex file" del terminale".

Alle denunce sono seguite perquisizioni domiciliari per i 30 indagati in Abruzzo, Campania, Lazio, Lombardia, Toscana, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e Veneto.

(fonte : punto-informatico.it)

Postato da: niknet alle 14:58 | link | commenti |
telefonia

domenica, maggio 15, 2005

Vediamo un po' cosa si sussurra per il web riguardo a Internet explorer 7.0

I rumors su Internet Explorer 7.0

Ecco alcune anticipazioni sul nuovo browser della Microsoft che verrà proposto in versione beta questa estate, in anticipo rispetto ai tempi inizialmente previsti a causa delle numerose vulnerabilità che affliggono il 6.0.

Microsoft conferma l'uscita anticipata del browser Internet Explorer 7.0, che inizialmente doveva vedere la luce insieme al sistema operativo Longhorn, che sarà invece reso disponibile già per Windows XP con SP2, Windows Server 2003 con SP1 e Windows XP Professional x64.

La casa di Redmond ha deciso di anticipare l'uscita della nuova versione del browser a causa delle continue vulnerabilità che affliggono IE 6.0, che, insieme all'uscita del nuovo browser open source Firefox, hanno causato la perdita di una decina di punti percentuali nella classifica di utilizzo in rete.

Tra le anticipazioni non c'era molto più della notizia che il nuovo browser sarà indipendente dal sistema operativo, ora però nuovi rumors svelano alcune delle caratteristiche che dovrebbe avere Internet Explorer 7.0.

Prima di tutto il nuovo browser è stato pensato all'insegna della sicurezza (visto che proprio la scarsa sicurezza sta facendo naufragare il precedente), principio ormai di base per tutti i browser di nuova uscita.

Per questa motivazione verrà integrato un antispyware e un sistema (migliorato) di SSL con alcune restrizioni per impedire cross-demain scripting, inoltre la modalità di default del browser avrà privilegi ridotti, quindi meno possibilità di raggiungere le parti "sensibili" del sistema.

Tra le altre novità emerse dalle indiscrezioni degli ultimi giorni c'è l'interfaccia di tipo tab-browsing, la navigazione a schede già possibile in Firefox (che però la supporta in modo limitato se non si scaricano le estensioni), Mozilla e Netscape 8, inoltre il nuovo browser di casa Microsoft dovrebbe finalmente supportare l'IDN (International Domain Name) e le trasparenze delle PNG (Portable Network Graphics), che finora erano visualizzate in maniera incompleta dai prodotti del colosso di Redmond con grande cruccio degli sviluppatori.

Sempre i rumors parlano di parziale supporto degli stili CSS2 e l'integrazione con un News Aggregator, aggregato con Msn online.

Internet Explorer 7.0, chiamato anche"Rincon" in codice, dovrebbe uscire in versione beta la prossima estate.

(fonte: notiziaweb.com)

Postato da: niknet alle 16:03 | link | commenti |

sabato, maggio 14, 2005

Gates: iPod? Non durerà
Secondo il founder di Microsoft l'assalto della concorrenza impedirà ad Apple di mantenersi ai vertici di un settore dove ora convergono tutti i grandi

Francoforte - Il grande successo commerciale dell'accoppiata iPod-iTunes che hanno trasformato e notevolmente accresciuto i fatturati di Apple è un successo che non è destinato a durare in un mercato fortemente competitivo, e che di mese in mese lo diventa ancora di più.

A predire la fine della leadership dei prodotti Apple nel settore della musica digitale è nientemeno che Bill Gates, chairman e fondatore di Microsoft, che ad un quotidiano tedesco ha spiegato: "Non credo che il successo dell'iPod possa continuare sul lungo periodo, indipendentemente da quanto bene Apple stia operando".


Nell'intervista al Frankfurter Allgemeine Zeitung, Gates ha delineato il quadro di un settore nel quale ora stanno convergendo anche i grandi della telefonia: dagli smart phone ai nuovi player, dai nuovi distributori di contenuti multimediali a dispositivi sempre più integrati e a portata di mano. Sarebbero dunque molti i nemici di sua maestà l'iPod, venduto in almeno 15 milioni di esemplari in tutto il Mondo.

"Credo - ha sostenuto Gates - che si possano tracciare dei paralleli con le vendite di computer: Apple un tempo era molto forte con il suo Macintosh e l'interfaccia grafica, proprio come oggi con l'iPod, ma poi ha perso quella posizione".

(fonte: punto-informatico.it)

Postato da: niknet alle 21:49 | link | commenti |

Il New York Times rivela un colossale attacco informatico alle autorità Usa
Assalto alla Rete, violati migliaia di siti Web
Un hacker europeo è riuscito a rubare informazioni alla Nasa, a basi militari e centri di ricerca. E' un 16enne

WASHINGTON - Un colpo grosso alla rete Internet mondiale quello sferrato da un hacker europeo ancora minorenne: prima è riuscito a entrare furtivamente nei sistemi di Cisco Systems, azienda che gestisce con i suoi apparati gran parte del traffico sul Web. Impresa non facile ma non «pionieristica». Poi, da questo punto di osservazione privilegiato, ha escogitato un sistema per impossessarsi di informazioni segrete (password e codici identificativi) che gli hanno consentito di violare per un anno migliaia di sistemi informatici compresi quelli di basi militari Usa, della Nasa e di laboratori di ricerca top secret. Un'abilità che lo ha immediatamente classificato come un hacker decisamente fuori dal comune. Tant'è che gli investigatori informatici hanno impiegato oltre un anno per individuarlo. Secondo il New York Times che ha rivelato la notizia, il pirata potrebbe essere un sedicenne svedese di Uppsala incriminato nel marzo scorso per intrusioni nei sistemi informatici della sua università. Il pirata (ma si sospetta l'azione di una piccola banda) era riuscito un anno fa a carpire a Cisco Systems istruzioni per la programmazione di molti dei computer che controllano il flusso di dati di Internet. Questo furto iniziale aveva portato a una catena di intrusioni sfruttando la vulnerabilità dei sistemi. Usando un software di tipo «cavallo di Troia» l'hacker è riuscito per mesi a rubare una quantità notevole di password ottenendo accesso a numerosi siti americani militari come il poligono missilistico di White Sands nel New Mexico e la stazione aero- navale Patuxenr River nel Maryland.

(fonte: corriere.it)

Postato da: niknet alle 12:23 | link | commenti |

venerdì, maggio 13, 2005

Presentata la seconda generazione della console Microsoft
Design accattivante e potenza tecnica. Per dominare il mercato
Bianca e sinuosa, la nuova Xbox
lancia la sfida alla PlayStation




La nuova Xbox 360

ROMA - Tutto secondo tradizione: quelli di Microsoft pensano di essere i migliori in tutto, ma quando capiscono che qualcuno è più bravo di loro, mettono mano al portafogli e se lo prendono in casa. Xbox, la macchina con la quale il colosso di Redmond entrò nel mercato delle console nel 2001, era un prodotto interessante dal punto di vista tecnico, ma decisamente poco riuscito sotto il profilo estetico. L'erede di quel prodotto, appena presentata con un megashow organizzato da Mtv, può vantare caratteristiche tecniche d'eccezione e un design che strizza l'occhio agli amanti delle linee sinuose che hanno fatto la fortuna degli ultimi gadget di massa. Per realizzare la nuova Xbox 360, che promette di dare seriamente filo da torcere alla Sony Playstation 2, leader di mercato, quelli di Microsoft hanno chiesto aiuto proprio a loro: ai giapponesi.

Un cambiamento dal bianco al nero. O dal nero al bianco, sarebbe meglio dire, visto che è proprio questa metamorfosi cromatica la prima cosa che salta agli occhi nella Xbox 360. Con la sua corazza candida, che potrà essere personalizzata con inserti rimuovibili, sembra quasi un prodotto Apple. Ma le sorprese più ghiotte, per gli appassionati del gaming estremo, si nascondono all'interno: hard disk da 20 GB, tre potenti microprocessori Ibm, capacità video e audio di altissimo livello. Un'altra iniziativa che piacerà agli amanti del multiplaying è il rinnovamento del servizio Xbox Live: accanto a quello a pagamento, verrà aperto un canale gratuito nel quale gli utenti potranno incontrarsi online per sfidarsi a distanza.
La Xbox 360 si propone inoltre come prodotto per l'entertainment domestico a tutto tondo, grazie alla possibilità di usarla come lettore dvd, impianto stereo e terminale al quale connettere fotocamere digitali e lettori portatili.

Per affermarsi nel settore delle console, Microsoft ha speso 1 miliardo di dollari ogni anno dal 2001. Il mercato è ancora dominato dalla PlayStation, che ne detiene il 43 per cento. L'attuale Xbox è ferma al 19 per cento, tallonata dal Nintendo GameCube, al 14 per cento. Secondo gli analisti di Jupiter Research, la nuova Xbox potrebbe scavalcare la PlayStation entro il 2010, conquistando il 38 per cento del mercato statunitense. Molto dipenderà dai titoli dei giochi associati al prodotto, dei quali per ora nulla si sa e che sono il fattore fondamentale per il successo di una console.

La nuova Xbox 360 arriverà nei negozi statunitensi a fine novembre, in occasione del Ringraziamento. Subito dopo sarà distribuita in Europa e Giappone. Ancora non è stato rivelato il prezzo di lancio.

(fonte: repubblica.it)

Postato da: niknet alle 19:26 | link | commenti |
giochi

lunedì, maggio 09, 2005

Internet e voglia di nuovi media

I più importanti motori del web lanciano la ricerca dei filmati
Un business pubblicitario enorme. Gli accordi con i network
Google, Yahoo! e Msn
è sfida all'ultimo video

News ma non solo. Indicizzati anche i video privati e i vblog



ROMA - L'attacco alle torri gemelle, i funerali del Papa, il gol di Tardelli in Italia-Germania del 1982. Internet è zeppa dei filmati più vari e nei prossimi mesi diventerà più facile riuscire a trovarli, nel mare magnum delle altri informazioni. Servire i video in pasto agli utenti è diventato il nuovo orizzonte cui stanno mirando i motori di ricerca; il nuovo terreno di sfida tra Google, Yahoo! e Microsoft Msn, aziende leader della ricerca su Internet.

L'ultima mossa è stata di Yahoo!, a maggio: ha lanciato la versione definitiva di un motore con cui è possibile ricercare filmati in base a parole chiave inserite dall'utente. La ricerca è fatta non sull'intero web, bensì all'interno di un database di filmati forniti al portale da emittenti televisive, produttori di film indipendenti e dagli stessi utenti finali. È un motore che si affianca a quello classico, dedicato alla ricerca di siti o documenti.

Già in passato Google, Yahoo! e Msn si erano premurati di creare motori di ricerca specializzati, per le foto e, poi, per le notizie. Adesso è il turno dei video. La svolta è destinata a lasciare il segno nel web: "Sarà senz'altro un grande business per i motori di ricerca fare da filtro tra gli utenti e i video. Quello a cui puntano, infatti, è mettere pubblicità di tipo televisivo all'interno dei video offerti al pubblico", spiega a Repubblica.it Charlene Li, analista di Forrester Research specializzata in motori di ricerca.

L'avanguardia a riguardo è stato Msn: da gennaio 2004, in accordo con vari network televisivi (tutti americani, com'è ovvio), ospita sui propri server video di notizie, sport, intrattenimento; vi inserisce in ognuno alcuni secondi di spot. Ha accordi con 23 dei 50 principali sponsor pubblicitari americani: tra gli altri, Microsoft, Kraft, Pepsi.

Lo stesso fa Yahoo!, con un database fornito soprattutto di video musicali. Ecco quindi che la pubblicità su Internet si sposa con quella televisiva: si va verso una convergenza tra i due media. È un fenomeno incoraggiato dal boom delle connessioni veloci a Internet, che permettono di scaricare i video in pochi minuti. Secondo una ricerca di AccuStream iMedia Research, infatti, il numero di video visti online salirà dai 14,2 miliardi del 2004 ai 21 miliardi del 2005. Quelli di Msn, contenenti pubblicità, sono stati visti 60 milioni di volte a gennaio 2005, contro i 6 milioni di gennaio 2004.

Un mercato promettente, ma che ha bisogno di essere sostenuto con strumenti validi, con cui il pubblico possa trovare a colpo sicuro i video desiderati. Da qui nasce il bisogno, da parte dei portali, di creare motori di ricerca ad hoc. Ne hanno uno anche Msn e Google. Quest'ultimo però è ancora "in versione beta. Stiamo raccogliendo I feedback e suggerimenti dei nostri utenti perché il servizio possa fornire i migliori livelli di utilizzo", spiega Massimiliano Magrini, responsabile Google per l'Italia. Google si differenzia dagli altri due anche perché, al momento, non ha pubblicità nei video. "Il tutto rientra nella missione Google di organizzare le informazioni nel mondo e renderle disponibili a chiunque voglia usufruirne", dice Maragnini, spiegando quali siano le finalità del motore di ricerca di video.

Secondo Forrester, però, è soltanto questione di tempo e "anche Google avrà pubblicità nei video. È un mercato cui non può rinunciare", dice Li. "Gli utenti sono molto interessati ai video; il problema è che spesso non riescono a trovare quello che cercano". Più che sul web, infatti, adesso vanno sui software peer to peer per scaricare filmati che magari sarebbero disponibili, gratis e legalmente, su qualche sito. La situazione potrebbe cambiare, una volta portati a maturità i motori di ricerca video. A questo scopo, però, la tecnologia usata dai motori "deve progredire ancora in intelligenza. Al momento ha bisogno di testi scritti per identificare i video, non riesce a indicizzarne il contenuto in base alle immagini mostrate".

Non può capire che quel video corrisponde al gol di Tardelli, se non ci sono scritte, nel titolo, queste parole chiavi. Come fanno allora Msn, Yahoo e Google a trovare il video che l'utente sta cercando? Sfruttano i sottotitoli, che le emittenti americane inseriscono in molti dei programmi trasmessi. Sulla televisione sono invisibili; sono integrati nel flusso video che arriva nelle case ma appaiono soltanto agli utenti che li vogliono attivare. Aggiunti per la comodità di chi ha problemi di udito, adesso tornano utili ai motori di ricerca. In un notiziario, i sottotitoli riportano parola per parola quanto riferito dallo speaker, per esempio. Msn, Yahoo! e Google hanno quindi stretto accordi con molti network televisivi (dalla Cnn a Reuters a Fox News): ne ricevono i programmi e li inseriscono nei propri database, file video e testo dei sottotitoli insieme.

Dopo che l'utente ha inserito le parole chiavi, quindi, il motore le cerca all'interno dei titoletti e dei sottotitoli dei video che ha raccolto nel proprio database. Così è possibile individuare un video inserendo nella barra di ricerca parole che sono pronunciate durante il programma in questione. La missione dei portali, adesso, è allora di potenziare gli accordi, fare crescere i database di video disponibili. Yahoo! e Google a questo scopo hanno lanciato di recente un invito anche agli utenti. Si chiede loro di mandare i propri video personali, amatoriali o professionali. Video blog inclusi. Entreranno a far parte nel database dei filmati che potranno essere ricercati con i rispettivi motori.

(fonte : repubblica.it)

 

Postato da: niknet alle 16:41 | link | commenti |

domenica, maggio 08, 2005

Google ne prova un'altra delle sue?

Google adesso accelera anche la navigazione


Connessione troppo lenta? Provate Google Web Accelerator: le pagine che volete vedere sul browsere arriveranno molto più rapidamente. Almeno cos' promettono i tecnici di Mountain View.
Google Web Accelerator è una beta appena rilasciata, funziona su Windows 2000 Sp 3 e superiori e Xp e supporta sia Internet Explorer (5.5 e superiori) che Firefox 1.0; non funziona per le pagine web con il protocollo Https; non accelera il download di Mp3 e video.

Con Web Accelerator, Google promette più velocità soprattutto per le connessioni a larga banda (le faq ammettono candidamente che le connessioni dial-up non ne riceveranno particolari benefici), e un funzionamento trasparente: si installa e non si configura. Una volta installato si manifesta con un riquadro che evidenzia il tempo risparmiato, che compare vicino alla barra dei menu.
Il funzionamento dell'acceleratore [Google lo spiega qui] prevede un uso combinato della cache dei server di Google (una cache specifica per questa applicazione), di una cache sul computer dell'utente (cache diversa da quella del browser) e delle tecniche prefetching che permettono di iniziare a scaricare una pagina web ancora prima che l'utente ci abbia cliccato. Per tranquillizzare un po' chi teme per l'eccesso di elementi di Google sul proprio computer si può ricordare che anche la cache di Web Accelerator può essere azzerata in ogni momento.
Resta da vedere se effettivamente tutto ciò modifichi in modo apprezzabile la navigazione: insomma se vale la pena di scaricarsi e installarsi un altro software e di tenersi un'altra memoria delle pagine visitate per pochi secondi guadagnati nell'arco di una giornata.

(fonte: mytech.it)

Postato da: niknet alle 12:14 | link | commenti |
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Quanto fanno schifo le multinazionali?????

Antipirati fin da piccoli

BSA manda i suoi funzionari nelle scuole dello Utah: è necessario che fin da piccoli gli alunni imparino a rispettare i fondamenti del business delle multinazionali

Roma - Introdurre e discutere di temi delicati come delinquenza, abuso di droghe e sesso fa indubbiamente parte dei compiti di qualsiasi istituzione scolastica. Ma si può dire altrettanto di una tematica così complicata come il diritto d'autore? Una scuola media nello Utah ha deciso ufficialmente di includere nel programma didattico alcune ore dedicate all'educazione antipirateria, progettate e finanziate dall'alleanza dei produttori di software proprietario BSA col patrocinio del governo federale. In una società totalmente secolarizzata, dove il ruolo dell'istruzione scolastica alla spiritualità fa discutere e litigare, nascono liberamente materie obbligatorie come la tutela del copyright.

Il programma di BSA per la lotta contro la pirateria non si ferma allo Utah. Prevede infatti lezioni e materiale informativo per le scuole dell'obbligo di tutto il mondo: negli USA si parla di 13 milioni di libretti a fumetti distribuiti in migliaia di scuole, per "educare i bambini sull'importanza del rispetto per la creatività e per la proprietà intellettuale". BSA conduce iniziative simili in 65 paesi ed utilizza abitualmente la presenza di esperti e rappresentanti dell'industria multimediale per condurre seminari nelle scuole di tutto il mondo. Simili progetti, che qualcuno non ha esitato a chiamare propagandistici, hanno preso il via nel 2002. Queste iniziative hanno spesso l'appoggio delle istituzioni e di altre associazioni per la difesa del diritto d'autore, come RIAA ed MPAA.

Sono campagne di comunicazione estensive e pervasive, che mirano all'indottrinamento dei cittadini del futuro. Utilizzando dinamiche e metodi comuni a partiti, organizzazioni religiose e movimenti popolari. Il target di riferimento per la campagna "Play It Safe In Cyber Space", patrocinata dal governo federale di Washington, è costituito da ragazzi d'età compresa tra gli otto ed i diciotto anni. Una fascia sociale particolarmente malleabile, talvolta incline ad accettare senza critiche ciò che sente in classe. I sostenitori dell'educazione all'antipirateria, come Jon Dudas, segretario dell'ufficio per il copyright del governo degli USA, sono convinti che "il futuro della nazione deve essere plasmato in nome dei valori: rubare è negativo sia nel mondo online che in quello offline, ed i ragazzi devono impararlo sin da piccoli".

Anche nel Belpaese, notoriamente ai primi posti delle classifiche internazionali per l'entità dei danni causati dalla pirateria, la campagna di BSA ha assunto toni imponenti. Un esempio è il sito del supereroe della creatività, il Copyright Angel: un tentativo di catturare l'attenzione degli studenti italiani che scimmiotta il linguaggio e l'estetica del fumetto americano. Realizzato con l'aiuto del MIUR, il progetto ha visto l'invio di oltre 3.000 pacchetti informativi per altrettanti istituti superiori e medi sparsi per l'intero territorio nazionale.

L'efficacia di queste massicce crociate informative è tutta da provare. Basteranno per tenere alla larga i giovani dalla tentazione del download illegale? Secondo Antonio Bernardi, responsabile del progetto "Software libero nella scuola", per sconfiggere la pirateria basterebbe che la scuola promuovesse l'uso di prodotti open source. Un obiettivo quasi impossibile nel nostro paese, accusa Bernardi, perché le "pressioni esterne" sul MIUR sono davvero tante.


(fonte: punto-informatico.it)

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sabato, maggio 28, 2005

La Internet colpevole

Ne parla un lettore che, dietro a servizi sulla criminalità che prospera in Internet vede un tentativo di delegittimazione della rete a favore dei media tradizionali


Roma - Salve, ho un'azienda fornitrice di servizi web, le scrivo per esprimere la preoccupazione riguardo alle notizie che il tg2 delle 13, in data odierna, ha trasmesso come primo servizio (anche il TG1, ma non come prima notizia).

Il servizio in questione riporta il fenomeno della pedofilia, purtroppo incontrollabile fenomeno, se non in alcune azioni giudiziarie, che condivido pienamente.

Quasi tutti i giorni sui giornali e sulle televisioni, vengono riportate notizie a caratteri cubitali, in modo di porre più attenzione, che riguardano il "brutto mondo" di Internet, riferito esclusivamente alle truffe e alla pedofilia, compiute da "persone insospettabili" (tanto per creare ancor di più diffidenza), senza contare che in questo modo danneggiano anche gli onesti, che attraverso Internet affidano le loro idee ed esperienza, cercando di portare il miglior servizio possibile verso chi utilizza il Web.

I pedofili, le truffe, sono conseguenze di una parte di mentalità umana, infatti ricordo che fino a quando non esisteva Internet i pedofili li trovavano davanti ad alcune scuole, in alcune piscine e nei luoghi normalmente frequentati dai soggetti offesi, quindi Internet non è che un mezzo utilizzato per raggiungere questi scopi, non è possibile continuare con queste informazioni "guidate", non è Internet il pedofilo, è meglio educare i nostri figli ad una maggiore attenzione, il che fa comodo anche quando sono fuori casa.

Questa "deterrenza" proviene ovviamente da tutte le altre forme di informazione, giornali & televisione, presumo, acerrimi nemici di Internet, che nessuno difende, infatti le migliaia di posti di lavoro, le continue ricerche di personale specializzato delle aziende, le informazioni che possiamo trovare in un attimo, non vengono mai evidenziate.
Non sarà che questa "deterrenza" è fatta apposta per denigrare Internet per poi continuare ad offrire le informazioni (monopolizzate) a pagamento?

Se internet prende piede, che fine fanno i giornalisti, i cronisti etc etc? Se le opinioni e proteste delle persone, vengono rese pubbliche, che fine farà la politica? Esagero?

Cordiali saluti
Alessandro P.

Gentile Alessandro
ciò di cui parli non è una novità: da molti anni purtroppo certa informazione sembra parlare dei crimini commessi "a mezzo Internet" come fatti di cui è in qualche modo responsabile la rete stessa. E per anni Punto Informatico ha segnalato questa tendenza. Le conseguenze di questo atteggiamento sono tangibili: sfiducia nelle promesse della rete, dalla libera circolazione delle idee ai nuovi modelli di condivisione della cultura, ma anche in questioni chiave per lo sviluppo, come l'e-commerce, anche quando realizzato con tutti i crismi dell'affidabilità e della sicurezza, o come l'informazione online, dai blog ai notiziari professionali o, ancora, come i servizi Internet di cui lei, come moltissimi altri, ha fatto una professione.
Non credo si tratti di "complotto" quanto invece di ignoranza delle cose della rete, diffusa ancora oggi in ogni ambiente, da quello giornalistico a quello politico. Per fortuna non sempre e non tutto è così: accanto a servizi "informativi" come quello che lei cita c'è anche chi produce nei media tradizionali informazione attenta e rigorosa attorno alla rete. E questo accade anche nella politica. C'è solo da sperare che, con il tempo, i pregiudizi che circondano Internet siano superati nei fatti dalle grandi opportunità che la rete rappresenta.
A presto, Paolo De Andreis

(fonte: punto-informatico.it)

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lunedì, maggio 23, 2005

Mondo google: varata la personalizzazione dell'home page...

Ad ognuno il suo... Google

BigG inaugura un servizio di personalizzazione. La home del motore di ricerca potrà essere condita con tutto quello che serve per ricordare un portale tradizionale

Tutto a portata di mouse: account di posta elettronica, notizie fresche, previsioni meteo... Una comodità a cui i portali più utilizzati, come Yahoo ed MSN, hanno ormai abituato gli utenti Internet di tutto il mondo. All'appello mancava proprio lui, il re dei motori di ricerca: Google diventa oggi Google Personalized Homepage, portale dinamico ribattezzato affettuosamente "MyGoogle".

La novità, già anticipata da Punto Informatico, è che si tratta della prima mossa di Google verso l'integrazione della ricerca sui feed RSS. Tramite il nuovo servizio sarà possibile consultare i contenuti messi a disposizione da BBC, New York Times, Slashdot e Wired tramite flussi XML.

Ancora in versione beta, il nuovo prodotto partorito dai geniali manager del Googleplex è un box colorato che contiene strumenti utilissimi: dalle ultime notizie selezionate dal servizio Google News fino all'andamento dei mercati internazionali, passando per un simpatico servizio "citazione del giorno" (Quote of day). I vari moduli sono trascinabili e configurabili: presto sarà possibile anche aggiungere feed RSS personalizzati, ma per il momento l'aggiunta di fonti rimane limitata alla sezione borsistica.

Naturalmente per usufruire di MyGoogle è necessario un apposito account. Tramite il "portale" si può inoltre controllare in maniera immediata i nuovi messaggi su Gmail, il servizio di posta elettronica offerto da Google.

(fonte: punto-informatico.it)

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domenica, maggio 22, 2005

Mi spiace non aver aggiornato il blog spesso in questi giorni, ma causa problemi personali non ce l'ho fatta :)

Sbloccavano i telefonini Tre, denunciati

Sono in 30 le persone finite sotto inchiesta perché dedite ad un'operazione diffusissima su tutto il territorio nazionale: abilitare i telefonini UMTS di Tre per l'uso con altre SIM

Lo chiamano "sblocco del cellulare" ed è un'attività che qualcuno pubblicizza persino su giornali e riviste, attività che però ha condotto all'intervento della magistratura con l'identificazione e la denuncia di 30 persone in diverse regioni d'Italia.

Agli indagati si contesta un'operazione peraltro assai diffusa su tutto il territorio nazionale, ovvero l'abilitazione dei cellulari distribuiti da Tre per l'uso con altre SIM: come noto l'operatore vende sul mercato cellulari UMTS a buon prezzo per acquisire nuovi clienti che li devono utilizzare con le sole SIM fornite da Tre. Da qui il ricorso di moltissimi allo "sblocco", affinché con quegli stessi cellulari sia possibile utilizzare i servizi UMTS degli altri operatori, generalmente più economici.

Questo il quadro nel quale Tre ha deciso di sporgere denuncia contro gli "sbloccatori". In realtà, viste le nuove normative in materia, ad essere interessati dal provvedimento non sono soltanto coloro che hanno provveduto a rimuovere il lock sulla SIM ma anche chi, pagando 25 o 30 euro, ha chiesto e ottenuto lo sblocco: per loro si ipotizza il reato di ricettazione, come appunto previsto dalle leggi antipirateria.

In particolare, ha spiegato ieri la Polizia Postale che si è incaricata delle indagini, le denunce riguardano accesso abusivo a sistemi informatici nonché detenzione e diffusione abusiva di codici per accedere a tali sistemi,

Nella sua denuncia, Tre aveva segnalato - spiega una nota della PolPost - come "l'illecita rimozione dell'operator lock" possa "essere espletata in vari modi, a seconda della marca e del modello del telefono" e, in particolare: inserimento di un codice mediante tastiera del videofonino; collegamento del videofonino, mediante apposito cavo USB ad un personal computer collegato ad internet con cui "scaricare" l'apposito software; collegamento del videofonino ad una clip con istallato il software di sblocco.

"Di fatto, quindi - continua la nota - come espressamente dichiarato dalla parte lesa, tali servizi e/o dispositivi operano attraverso cd "tool" software e/o dispositivi hardware che, mediante connessioni ai terminali (via cavo e/o via internet), modificano il codice di controllo del meccanismo dell'operator lock, alterandolo o disattivandolo definitivamente, andando, pertanto ad incidere sul sistema telematico costituito dai terminali (videofonini) - da una parte - e dalla rete UMTS di 3 - dall'altra, attraverso la manipolazione e l'alterazione del cosiddetto "flex file" del terminale".

Alle denunce sono seguite perquisizioni domiciliari per i 30 indagati in Abruzzo, Campania, Lazio, Lombardia, Toscana, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e Veneto.

(fonte : punto-informatico.it)

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telefonia

domenica, maggio 15, 2005

Vediamo un po' cosa si sussurra per il web riguardo a Internet explorer 7.0

I rumors su Internet Explorer 7.0

Ecco alcune anticipazioni sul nuovo browser della Microsoft che verrà proposto in versione beta questa estate, in anticipo rispetto ai tempi inizialmente previsti a causa delle numerose vulnerabilità che affliggono il 6.0.

Microsoft conferma l'uscita anticipata del browser Internet Explorer 7.0, che inizialmente doveva vedere la luce insieme al sistema operativo Longhorn, che sarà invece reso disponibile già per Windows XP con SP2, Windows Server 2003 con SP1 e Windows XP Professional x64.

La casa di Redmond ha deciso di anticipare l'uscita della nuova versione del browser a causa delle continue vulnerabilità che affliggono IE 6.0, che, insieme all'uscita del nuovo browser open source Firefox, hanno causato la perdita di una decina di punti percentuali nella classifica di utilizzo in rete.

Tra le anticipazioni non c'era molto più della notizia che il nuovo browser sarà indipendente dal sistema operativo, ora però nuovi rumors svelano alcune delle caratteristiche che dovrebbe avere Internet Explorer 7.0.

Prima di tutto il nuovo browser è stato pensato all'insegna della sicurezza (visto che proprio la scarsa sicurezza sta facendo naufragare il precedente), principio ormai di base per tutti i browser di nuova uscita.

Per questa motivazione verrà integrato un antispyware e un sistema (migliorato) di SSL con alcune restrizioni per impedire cross-demain scripting, inoltre la modalità di default del browser avrà privilegi ridotti, quindi meno possibilità di raggiungere le parti "sensibili" del sistema.

Tra le altre novità emerse dalle indiscrezioni degli ultimi giorni c'è l'interfaccia di tipo tab-browsing, la navigazione a schede già possibile in Firefox (che però la supporta in modo limitato se non si scaricano le estensioni), Mozilla e Netscape 8, inoltre il nuovo browser di casa Microsoft dovrebbe finalmente supportare l'IDN (International Domain Name) e le trasparenze delle PNG (Portable Network Graphics), che finora erano visualizzate in maniera incompleta dai prodotti del colosso di Redmond con grande cruccio degli sviluppatori.

Sempre i rumors parlano di parziale supporto degli stili CSS2 e l'integrazione con un News Aggregator, aggregato con Msn online.

Internet Explorer 7.0, chiamato anche"Rincon" in codice, dovrebbe uscire in versione beta la prossima estate.

(fonte: notiziaweb.com)

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sabato, maggio 14, 2005

Gates: iPod? Non durerà
Secondo il founder di Microsoft l'assalto della concorrenza impedirà ad Apple di mantenersi ai vertici di un settore dove ora convergono tutti i grandi

Francoforte - Il grande successo commerciale dell'accoppiata iPod-iTunes che hanno trasformato e notevolmente accresciuto i fatturati di Apple è un successo che non è destinato a durare in un mercato fortemente competitivo, e che di mese in mese lo diventa ancora di più.

A predire la fine della leadership dei prodotti Apple nel settore della musica digitale è nientemeno che Bill Gates, chairman e fondatore di Microsoft, che ad un quotidiano tedesco ha spiegato: "Non credo che il successo dell'iPod possa continuare sul lungo periodo, indipendentemente da quanto bene Apple stia operando".


Nell'intervista al Frankfurter Allgemeine Zeitung, Gates ha delineato il quadro di un settore nel quale ora stanno convergendo anche i grandi della telefonia: dagli smart phone ai nuovi player, dai nuovi distributori di contenuti multimediali a dispositivi sempre più integrati e a portata di mano. Sarebbero dunque molti i nemici di sua maestà l'iPod, venduto in almeno 15 milioni di esemplari in tutto il Mondo.

"Credo - ha sostenuto Gates - che si possano tracciare dei paralleli con le vendite di computer: Apple un tempo era molto forte con il suo Macintosh e l'interfaccia grafica, proprio come oggi con l'iPod, ma poi ha perso quella posizione".

(fonte: punto-informatico.it)

Postato da: niknet a 21:49 | link | commenti |

Il New York Times rivela un colossale attacco informatico alle autorità Usa
Assalto alla Rete, violati migliaia di siti Web
Un hacker europeo è riuscito a rubare informazioni alla Nasa, a basi militari e centri di ricerca. E' un 16enne

WASHINGTON - Un colpo grosso alla rete Internet mondiale quello sferrato da un hacker europeo ancora minorenne: prima è riuscito a entrare furtivamente nei sistemi di Cisco Systems, azienda che gestisce con i suoi apparati gran parte del traffico sul Web. Impresa non facile ma non «pionieristica». Poi, da questo punto di osservazione privilegiato, ha escogitato un sistema per impossessarsi di informazioni segrete (password e codici identificativi) che gli hanno consentito di violare per un anno migliaia di sistemi informatici compresi quelli di basi militari Usa, della Nasa e di laboratori di ricerca top secret. Un'abilità che lo ha immediatamente classificato come un hacker decisamente fuori dal comune. Tant'è che gli investigatori informatici hanno impiegato oltre un anno per individuarlo. Secondo il New York Times che ha rivelato la notizia, il pirata potrebbe essere un sedicenne svedese di Uppsala incriminato nel marzo scorso per intrusioni nei sistemi informatici della sua università. Il pirata (ma si sospetta l'azione di una piccola banda) era riuscito un anno fa a carpire a Cisco Systems istruzioni per la programmazione di molti dei computer che controllano il flusso di dati di Internet. Questo furto iniziale aveva portato a una catena di intrusioni sfruttando la vulnerabilità dei sistemi. Usando un software di tipo «cavallo di Troia» l'hacker è riuscito per mesi a rubare una quantità notevole di password ottenendo accesso a numerosi siti americani militari come il poligono missilistico di White Sands nel New Mexico e la stazione aero- navale Patuxenr River nel Maryland.

(fonte: corriere.it)

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venerdì, maggio 13, 2005

Presentata la seconda generazione della console Microsoft
Design accattivante e potenza tecnica. Per dominare il mercato
Bianca e sinuosa, la nuova Xbox
lancia la sfida alla PlayStation




La nuova Xbox 360

ROMA - Tutto secondo tradizione: quelli di Microsoft pensano di essere i migliori in tutto, ma quando capiscono che qualcuno è più bravo di loro, mettono mano al portafogli e se lo prendono in casa. Xbox, la macchina con la quale il colosso di Redmond entrò nel mercato delle console nel 2001, era un prodotto interessante dal punto di vista tecnico, ma decisamente poco riuscito sotto il profilo estetico. L'erede di quel prodotto, appena presentata con un megashow organizzato da Mtv, può vantare caratteristiche tecniche d'eccezione e un design che strizza l'occhio agli amanti delle linee sinuose che hanno fatto la fortuna degli ultimi gadget di massa. Per realizzare la nuova Xbox 360, che promette di dare seriamente filo da torcere alla Sony Playstation 2, leader di mercato, quelli di Microsoft hanno chiesto aiuto proprio a loro: ai giapponesi.

Un cambiamento dal bianco al nero. O dal nero al bianco, sarebbe meglio dire, visto che è proprio questa metamorfosi cromatica la prima cosa che salta agli occhi nella Xbox 360. Con la sua corazza candida, che potrà essere personalizzata con inserti rimuovibili, sembra quasi un prodotto Apple. Ma le sorprese più ghiotte, per gli appassionati del gaming estremo, si nascondono all'interno: hard disk da 20 GB, tre potenti microprocessori Ibm, capacità video e audio di altissimo livello. Un'altra iniziativa che piacerà agli amanti del multiplaying è il rinnovamento del servizio Xbox Live: accanto a quello a pagamento, verrà aperto un canale gratuito nel quale gli utenti potranno incontrarsi online per sfidarsi a distanza.
La Xbox 360 si propone inoltre come prodotto per l'entertainment domestico a tutto tondo, grazie alla possibilità di usarla come lettore dvd, impianto stereo e terminale al quale connettere fotocamere digitali e lettori portatili.

Per affermarsi nel settore delle console, Microsoft ha speso 1 miliardo di dollari ogni anno dal 2001. Il mercato è ancora dominato dalla PlayStation, che ne detiene il 43 per cento. L'attuale Xbox è ferma al 19 per cento, tallonata dal Nintendo GameCube, al 14 per cento. Secondo gli analisti di Jupiter Research, la nuova Xbox potrebbe scavalcare la PlayStation entro il 2010, conquistando il 38 per cento del mercato statunitense. Molto dipenderà dai titoli dei giochi associati al prodotto, dei quali per ora nulla si sa e che sono il fattore fondamentale per il successo di una console.

La nuova Xbox 360 arriverà nei negozi statunitensi a fine novembre, in occasione del Ringraziamento. Subito dopo sarà distribuita in Europa e Giappone. Ancora non è stato rivelato il prezzo di lancio.

(fonte: repubblica.it)

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giochi

lunedì, maggio 09, 2005

Internet e voglia di nuovi media

I più importanti motori del web lanciano la ricerca dei filmati
Un business pubblicitario enorme. Gli accordi con i network
Google, Yahoo! e Msn
è sfida all'ultimo video

News ma non solo. Indicizzati anche i video privati e i vblog



ROMA - L'attacco alle torri gemelle, i funerali del Papa, il gol di Tardelli in Italia-Germania del 1982. Internet è zeppa dei filmati più vari e nei prossimi mesi diventerà più facile riuscire a trovarli, nel mare magnum delle altri informazioni. Servire i video in pasto agli utenti è diventato il nuovo orizzonte cui stanno mirando i motori di ricerca; il nuovo terreno di sfida tra Google, Yahoo! e Microsoft Msn, aziende leader della ricerca su Internet.

L'ultima mossa è stata di Yahoo!, a maggio: ha lanciato la versione definitiva di un motore con cui è possibile ricercare filmati in base a parole chiave inserite dall'utente. La ricerca è fatta non sull'intero web, bensì all'interno di un database di filmati forniti al portale da emittenti televisive, produttori di film indipendenti e dagli stessi utenti finali. È un motore che si affianca a quello classico, dedicato alla ricerca di siti o documenti.

Già in passato Google, Yahoo! e Msn si erano premurati di creare motori di ricerca specializzati, per le foto e, poi, per le notizie. Adesso è il turno dei video. La svolta è destinata a lasciare il segno nel web: "Sarà senz'altro un grande business per i motori di ricerca fare da filtro tra gli utenti e i video. Quello a cui puntano, infatti, è mettere pubblicità di tipo televisivo all'interno dei video offerti al pubblico", spiega a Repubblica.it Charlene Li, analista di Forrester Research specializzata in motori di ricerca.

L'avanguardia a riguardo è stato Msn: da gennaio 2004, in accordo con vari network televisivi (tutti americani, com'è ovvio), ospita sui propri server video di notizie, sport, intrattenimento; vi inserisce in ognuno alcuni secondi di spot. Ha accordi con 23 dei 50 principali sponsor pubblicitari americani: tra gli altri, Microsoft, Kraft, Pepsi.

Lo stesso fa Yahoo!, con un database fornito soprattutto di video musicali. Ecco quindi che la pubblicità su Internet si sposa con quella televisiva: si va verso una convergenza tra i due media. È un fenomeno incoraggiato dal boom delle connessioni veloci a Internet, che permettono di scaricare i video in pochi minuti. Secondo una ricerca di AccuStream iMedia Research, infatti, il numero di video visti online salirà dai 14,2 miliardi del 2004 ai 21 miliardi del 2005. Quelli di Msn, contenenti pubblicità, sono stati visti 60 milioni di volte a gennaio 2005, contro i 6 milioni di gennaio 2004.

Un mercato promettente, ma che ha bisogno di essere sostenuto con strumenti validi, con cui il pubblico possa trovare a colpo sicuro i video desiderati. Da qui nasce il bisogno, da parte dei portali, di creare motori di ricerca ad hoc. Ne hanno uno anche Msn e Google. Quest'ultimo però è ancora "in versione beta. Stiamo raccogliendo I feedback e suggerimenti dei nostri utenti perché il servizio possa fornire i migliori livelli di utilizzo", spiega Massimiliano Magrini, responsabile Google per l'Italia. Google si differenzia dagli altri due anche perché, al momento, non ha pubblicità nei video. "Il tutto rientra nella missione Google di organizzare le informazioni nel mondo e renderle disponibili a chiunque voglia usufruirne", dice Maragnini, spiegando quali siano le finalità del motore di ricerca di video.

Secondo Forrester, però, è soltanto questione di tempo e "anche Google avrà pubblicità nei video. È un mercato cui non può rinunciare", dice Li. "Gli utenti sono molto interessati ai video; il problema è che spesso non riescono a trovare quello che cercano". Più che sul web, infatti, adesso vanno sui software peer to peer per scaricare filmati che magari sarebbero disponibili, gratis e legalmente, su qualche sito. La situazione potrebbe cambiare, una volta portati a maturità i motori di ricerca video. A questo scopo, però, la tecnologia usata dai motori "deve progredire ancora in intelligenza. Al momento ha bisogno di testi scritti per identificare i video, non riesce a indicizzarne il contenuto in base alle immagini mostrate".

Non può capire che quel video corrisponde al gol di Tardelli, se non ci sono scritte, nel titolo, queste parole chiavi. Come fanno allora Msn, Yahoo e Google a trovare il video che l'utente sta cercando? Sfruttano i sottotitoli, che le emittenti americane inseriscono in molti dei programmi trasmessi. Sulla televisione sono invisibili; sono integrati nel flusso video che arriva nelle case ma appaiono soltanto agli utenti che li vogliono attivare. Aggiunti per la comodità di chi ha problemi di udito, adesso tornano utili ai motori di ricerca. In un notiziario, i sottotitoli riportano parola per parola quanto riferito dallo speaker, per esempio. Msn, Yahoo! e Google hanno quindi stretto accordi con molti network televisivi (dalla Cnn a Reuters a Fox News): ne ricevono i programmi e li inseriscono nei propri database, file video e testo dei sottotitoli insieme.

Dopo che l'utente ha inserito le parole chiavi, quindi, il motore le cerca all'interno dei titoletti e dei sottotitoli dei video che ha raccolto nel proprio database. Così è possibile individuare un video inserendo nella barra di ricerca parole che sono pronunciate durante il programma in questione. La missione dei portali, adesso, è allora di potenziare gli accordi, fare crescere i database di video disponibili. Yahoo! e Google a questo scopo hanno lanciato di recente un invito anche agli utenti. Si chiede loro di mandare i propri video personali, amatoriali o professionali. Video blog inclusi. Entreranno a far parte nel database dei filmati che potranno essere ricercati con i rispettivi motori.

(fonte : repubblica.it)

 

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domenica, maggio 08, 2005

Google ne prova un'altra delle sue?

Google adesso accelera anche la navigazione


Connessione troppo lenta? Provate Google Web Accelerator: le pagine che volete vedere sul browsere arriveranno molto più rapidamente. Almeno cos' promettono i tecnici di Mountain View.
Google Web Accelerator è una beta appena rilasciata, funziona su Windows 2000 Sp 3 e superiori e Xp e supporta sia Internet Explorer (5.5 e superiori) che Firefox 1.0; non funziona per le pagine web con il protocollo Https; non accelera il download di Mp3 e video.

Con Web Accelerator, Google promette più velocità soprattutto per le connessioni a larga banda (le faq ammettono candidamente che le connessioni dial-up non ne riceveranno particolari benefici), e un funzionamento trasparente: si installa e non si configura. Una volta installato si manifesta con un riquadro che evidenzia il tempo risparmiato, che compare vicino alla barra dei menu.
Il funzionamento dell'acceleratore [Google lo spiega qui] prevede un uso combinato della cache dei server di Google (una cache specifica per questa applicazione), di una cache sul computer dell'utente (cache diversa da quella del browser) e delle tecniche prefetching che permettono di iniziare a scaricare una pagina web ancora prima che l'utente ci abbia cliccato. Per tranquillizzare un po' chi teme per l'eccesso di elementi di Google sul proprio computer si può ricordare che anche la cache di Web Accelerator può essere azzerata in ogni momento.
Resta da vedere se effettivamente tutto ciò modifichi in modo apprezzabile la navigazione: insomma se vale la pena di scaricarsi e installarsi un altro software e di tenersi un'altra memoria delle pagine visitate per pochi secondi guadagnati nell'arco di una giornata.

(fonte: mytech.it)

Postato da: niknet a 12:14 | link | commenti |
software utili