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domenica, agosto 28, 2005

A voler invadere troppo la privacy si finisce (giustamente), nei guai

Lo hanno acquistato circa mille persone. Più di 2000 le vittime
Sotto accusa il software che spia gli amanti
Il programma «Loverspy» serve per controllare i movimenti su Internet all'insaputa della vittima. In vendita per 89 dollari

SAN DIEGO Non è un nuovo film di fantascienza che mescola privacy e infeldeltà con Internet e Grande Fratello, ma una storia reale scoperta dalla polizia statunitense: gli investigatori hanno messo nel mirino un programma elettronico che permette di spiare le e-mail e il comportamento online di qualsiasi persona. Per lo più è stato acquistato da mariti gelosi e ex fidanzati traditi, grazie all'attraente nome di «Loverspy» ed è stato commercializzato come un normale software.

AMANTI
«What does your lover do on the Internet», «cosa fa il tuo amante su Internet?» era una delle domande accattivanti per promuovere su Internet il programma. Spesso attraverso lo spam (la pubblicità spazzatura) le promozioni arrivavano direttamente - e illegalmente - sulla posta elettronica di tanti utenti di Internet. Circa mille persone si sono fatte sedurre dall'dea, di Enrique Perez-Melera, dal primo lancio che risale all'ottobre del 2003. Forse per la denuncia di qualche vittima la polizia ha lanciato solo ora un vero giro di vite e formulato 35 capi d'accusa contro il suo inventore che rischia 175 anni di galera, cinque per ogni reato per il quale è incriminato. Il sito del programma è stato cancellato, ma sul web è presente un altro sito, www.remotespy.com che vende un programma simile a Loverspy e promette «gli stessi benefici» del software incriminato.

COME FUNZIONA
Il programma costava 89 dollari: una volta pagati, l'utente era collegato con i computer del venticinquenne a San Diego, dove era collocato il server di Loverspy. Il cliente a quel punto segnalava gli indirizzi che volevano spiare. Appene le vittime accedevano al computer, Loverspy inviava alla vittima un accattivante messaggio del genere "il tuo amato James ti manda una cartolina elettronica". Una volta aperto il messaggio, che non era altro che un "cavallo di Troia", metteva in condizione il cliente di spiare il comportamento dell'altro.

VITTIME
Con Lovespy si era informati anche di tutti i movimenti multimediali delle vittime: a che ora si mettevano davanti al computer, quali siti consultavano, quanto tempo perdevano sul web. Le autorità dicono che Loverspy non è stato usato per rubare informazioni finanziarie, ma ha violato «solo» la privacy di tanti cittadini. Le vittime sono più di 2000. Oltre a Perez sono state denunciate tutte le persone che hanno usufruito del programma. Tutti rischiano 5 anni di galera e una multa di 250 mila dollari

(fonte: corriere.it)

Postato da: niknet alle 19:39 | link | commenti (1) |

venerdì, agosto 26, 2005

Ed ora una notizia che sembrerà off-topic, ma non lo è!! Finalmente anche in Italia i Blog inziano ad avere una voce!! è bastato l'annuncio di Beppe Grillo di comprare una pagina del corriere della sera, facendo colletta con tutti i frequentatori del suo blog per far parlare i giornali di questa lodevole iniziativa

Beppe Grillo: compro una pagina del Corsera per dire a Fazio di andarsene

 Beppe Grillo ne ha pensata un’altra delle sue. O meglio, a onor di cronaca, ha deciso di raccogliere un invito arrivato da numerosi lettori del suo blog. Il comico genovese informa che sta raccogliendo denaro per acquistare un’intera pagina del Corriere della Sera e pubblicare un appello al governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio. L’invito è quello di «andarsene a casa».

Perché mai? Il testo è già stato reso noto e in sostanza ripercorre un mese di magheggi attribuiti al capo di Palazzo Koch, con l’intervento a favore della Banca di Lodi dell’amico Fiorani, in contrapposizione a quella olandese ABN Amro per la conquista di Antonveneta. Lo stesso sospetto di partigianeria aleggia su altre scalate, da quella dell’Unipol alla Bnl a quella dei “furbetti del quartierino” Ricucci & C. alla Rcs-Corriere della sera.

Ce n'è per tutti. Dalla maggioranza di governo che in larga parte difende il governatore all’opposizione che «balbetta», fino alla «lodevole eccezione» del presidente di Confindustria Luca di Motezemolo, che da Cortina alcuni giorni fa aveva auspicato le dimissioni di Fazio.

Poi riporta le dichiarazioni di intenti del premier Silvio Berlusconi, che sembrano più che altro una dichiarazione di guerra: a settembre presenterà una legge «scritta di mio pugno» per impedire le intercettazioni per i reati finanziari e mandare in galera i giornalisti che pubblicano quelle già fatte.

La conclusione quindi viene da se: Fazio «ha reso ridicola e inaffidabile l’Italia agli occhi del mondo» e per questo, nonostante dimostri di non avere nessuna intenzione di lasciare la sua poltrona, deve andarsene a casa. «Un uomo così mediocre non può e non deve più ricoprire un incarico così cruciale. La smetta di screditare, con la sua presenza alla Banca d’Italia, l’Italia e gli italiani».

(fonte : unita.it)


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giovedì, agosto 25, 2005

Non pensavo sarebbe mai accaduto....

Il P2P legale di PlayLouder conquista SonyBMG

Il gigante discografico ha siglato uno storico accordo con un ISP britannico che permetterà agli utenti di Internet di scaricare e condividere tutti i brani del catalogo Sony-BMG pagando una conveniente tariffa flat mensile

Londra (UK) - Il momento atteso da moltissimi audiofili ed utenti di reti P2P è forse arrivato: una grande major discografica, Sony-BMG, ha siglato un accordo speciale per distribuire tutta la sua musica attraverso un network digitale. La notizia arriva dal Regno Unito: PlayLouder MSP, giovane ISP londinese, è il primo fornitore di servizi Internet che ottiene una licenza per la distribuzione illimitata di musica, simile a quella accordata a radio e televisioni.

In pratica, gli abbonati del servizio Playlouder MSP potranno scambiare liberamente tutti gli album del catalogo Sony-BMG: basterà pagare un abbonamento mensile, pari a 26,99 sterline. Le royalties

Dan Walsh, portavoce dell'ISP, ci tiene a sottolineare che si tratta di "una pietra miliare" che segnerà lo sviluppo di "un nuovo modello di business per l'industria dei contenuti digitali online". Clive Rich, portavoce di Sony-BMG, aggiunge che tutto questo è possibile grazie alla creazione di "uno spazio sicuro e controllato per il P2P": già, perchè il piccolo miracolo è possibile grazie ad una importantissima limitazione.

Infatti gli utenti di MSP potranno condividere musica attraverso ogni formato o protocollo possibile, ma solo con altri utenti PlayLouder. Questa condizione inderogabile è il centro di gravità dell'intera offerta: "Un ISP può ottenere una licenza da Sony-BMG soltanto in questa maniera", affermano i portavoce di PlayLouder. Tutto il traffico verso l'esterno deve essere bloccato, pena l'impossibilità di amministrare i compensi destinati agli artisti. In altre parole, quello offerto da PlayLouder è un network di file-sharing ben delimitato da invisibili staccionate.

L'associazione dei discografici britannici, BPI ha accolto positivamente la novità: "BPI approva pienamente l'iniziativa di PlayLouder MSP".

Forse l'esplosione del fenomeno P2P ha finalmente fatto centro sul bersaglio: le major stanno lentamente aprendo gli occhi, valutando "sistemi di compensazione" alternativi per il pagamento dei diritti d'autore. Migliaia d'utenti in tutto il mondo attendono l'introduzione estensiva di tariffe flat per il download illimitato di contenuti.

Per i più ottimisti, ormai, è solo questione di tempo: la nascita di PlayLouder è un segnale ben preciso per chi attende un cambio di paradigma nel mondo musicale.

Maggiorni informazioni su PlayLouder MSP si trovano qui.
vengono corrisposte agli artisti attraverso il tracking dei brani musicali. Per usufruire del servizio, agli utenti finali basterà avviare il proprio client P2P preferito e sbizzarrirsi con i moltissimi artisti di Sony-BMG - dagli Oasis fino a David Bowie, da Elvis Presley fino agli Outkast.

(fonte : punto-informatico.it)

Postato da: niknet alle 13:52 | link | commenti |

martedì, agosto 23, 2005

La grande G si lancia nel business degli instant messenger??

Secondo indiscrezioni, il motore di ricerca lancerà domani un programma
per dialogare su internet. Si chiamerà Google Talk e funzionerà anche a voce
Ecco l'instant messenger di Google
Permetterà anche di telefonare?




SAN FRANCISCO -
Icq, Yahoo! Im e Msn Messenger hanno un nuovo concorrente: Google, il motore di ricerca più famoso del mondo sta per lanciarsi nel settore della messaggistica online. Secondo indiscrezioni riportate dal Los Angeles Times, la società di Mountain View annuncerà domani Google Talk un nome dietro il quale dovrebbe celarsi un software per dialogare su internet in tempo reale per iscritto, e non solo.

Stando a quanto riportato dal quotidiano californiano, Google Talk permetterà ai suoi utenti di comunicare anche a voce, utilizzando le cuffie e il microfono del computer. Un servizio già presente in altri programmi analoghi. Ma, visto che il motore di ricerca americano è abituato a fare le cose in grande e per bene, c'è chi vede in questa "espansione" del servizio un primo passo nella telefonia online "Voip". In altri termini, Google potrebbe seguire un percorso simile a quello di Skype, la compagnia che prima ha lanciato un software per dialogare da computer a computer, e ora è leader nel settore delle telefonate tramite protocollo Ip.

In ogni caso, Google Talk è una nuova tappa nel percorso che sta trasformando il motore di ricerca in un marchio omnicomprensivo. I servizi di Google spaziano ormai dalla posta elettronica alle mappe satellitari, e lo pongono in diretta competizione con giganti come Yahoo!, Microsoft e America Online. Solo ieri, Google ha rilasciato una nuova versione del servizio Desktop, che permette di ricercare file nel computer ma anche di avere sempre a portata di mano notizie e informazioni personalizzate, veicolate direttamente dal motore di ricerca.

(fonte : repubblica.it )

Postato da: niknet alle 18:55 | link | commenti |
software utili, telefonia

lunedì, agosto 22, 2005

La mia esperienza con il Windows Vista è terminata, ed ecco qua una galleria di screenshot creata dal sottoscritto

http://img380.imageshack.us/gal.php?g=internetexplorer75qn.png

Ciao e buona visione

Postato da: niknet alle 15:16 | link | commenti (2) |
software utili, link interessanti

Avete ricevuto strani sms dalla tim?? Ebbene si, non è una bufala!

Autentici gli sms antiterrorismo TIM

Aggiornamento degli archivi, questa la motivazione alla base dell'iniziativa in applicazione alle misure pensate per contrastare criminalità e terrorismo


Roma - Tra miriadi di bufale via mail o via sms anche la comunicazione con cui TIM ha invitato alcuni propri clienti a fornire i propri dati anagrafici sarebbe potuta apparire come un'azione di phishing.

A fare la differenza è stato però l'invito a presentarsi nei punti vendita TIM, piuttosto che a compilare qualche modulo online su improbabili indirizzi Internet, come avviene per i tentativi di truffa.

Il testo del messaggio è il seguente: "Per misure antiterrorismo è urgente comunicare i dati anagrafici della tua SIM card. Recati subito ad un negozio Tim: eviterai blocchi alla tua carta e avrai un bonus di 10 euro".

TIM ha specificato che l'invito è già stato comunicato in passato e fa parte della politica di aggiornamento periodico degli archivi. Questa volta però l'operatore aggiunge un "premio" sotto forma di bonus da 10 euro per chi adempirà alla richiesta.

Il fatto che solo TIM abbia intrapreso un "aggiornamento" dei propri archivi lascia aperti molti interrogativi, soprattutto perché gli altri operatori (Vodafone, Wind e TRE) hanno assicurato che è impossibile che le SIM dei propri clienti siano anonime, perché l'attivazione delle schede sarebbe sempre stata condizionata dalla presentazione dei documenti di identità, opportunamente registrati.

(fonte: punto-informatico.it)

Postato da: niknet alle 13:03 | link | commenti |
telefonia

domenica, agosto 21, 2005

Sto preparando uno speciale su microsoft windows vista.

Eccovi qua uno screenshot di anticipazione

http://img382.imageshack.us/img382/8180/risorsedelcomputer8gm.png

Postato da: niknet alle 19:34 | link | commenti |

Oggi volevo segnalarvi un sito molto interessante per creare striscie fumettistiche

http://www.thirdframestudios.com/adgame/stripgen/

Per vedere un esempio potete vedere la mia striscia ^_^

http://www.thirdframestudios.com/adgame/stripgen/viewEng.php?id=19284




Postato da: niknet alle 15:59 | link | commenti |
link interessanti

sabato, agosto 20, 2005

Problemi in casa Sony?

PlayStation 3: dubbi e indecisioni in casa Sony

La data di uscita di PlayStation 3 e il sistema operativo che vi girerà sono i dubbi che stanno preoccupando Sony

L'immagine “http://computer.virgilio.it/static/upload/p/ps31.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

Molti dubbi e indecisioni in casa Sony riguardo al futuro di PlayStation 3. L'azienda giapponese non sarebbe infatti sicura di voler far uscire la prossima, potentissima (almeno sulla carta) console per videogiochi nel 2006, meditando uno slitamento della data di uscita per il 2007. La decisione potrebbe essere presa dopo aver verificato l'andamento delle vendite di Xbox 360, la console della concorrente Microsoft in uscita a novembre.

   Nel frattampo, per contrastare le vendite di Xbox 360, si vocifera un abbassamento di presso di PlayStation 2, nella sua nuova forma "slim" che dovrebbe toccare i 99 dollari, rendendosi assolutamente appetibile per la stagione natalizia e, soprattiutto, permettendo a Sony di ricavare profitti anche dalla vendita delle console (ormai giunte a costi di produzione bassissimi).

   Sony dovrebbe infatti evitare lo "scontro frontale"con Xbox 360 per non correre il richio di avere problemi di scorte nella produzione della nuova console, come è già successo in passato.

   L'altra fonte di dubbio riguardo all'ultima nata in casa Sony non riguarda le vendite, ma un aspetto puramente tecnico e, contemporaneamente intrigante. Come sappiamo PlayStation 3 non sarà solo una macchina da gioco, ma permetterà di gestire una serie di contenuti digitali che spaziano dall'audio, al video, includendo fotografie e programmi così come li conosciamo su pc, grazie alla versatilità del processore Cell.

   Voci insistenti riportano che Sony non abbia ancora deciso quale sarà il sistema operativo che risiederà all'interno della sua console ed è indecisa tra una distribuzione Linux e Mac OS X Tiger, il nuovissimo sistema operativo di Apple.

   Bisognerà vedere se Steve Jobs darà in licenza la sua creatura a Sony, intanto la prospettiva di Mac OS X in soggiorno, su hardware Sony, risulta allettante quanto inconsueta.

(fonte: virgilio.it)

Postato da: niknet alle 12:29 | link | commenti (1) |
giochi

venerdì, agosto 19, 2005

Convergerà tutto in un unico strumento? Diremo addio alle carte di credito?

Carta di credito nel telefonino
parte la nuova rivoluzione



E il 16 agosto è partito l'annuncio da Tokyo: DOCOMO si prepara ad integrare i servizi di telefonia e carta di credito "dentro" il telefono cellulare. In pratica la possibilità di effettuare un acquisto con carta: la transazione passa dal terminale del venditore a quello dell'utente, da quel cosaccio grigio al vostro cellularino in tasca. Il proprietario del telefono si porta dietro non più una carta, ma la propria utenza telefonica, che allo stesso tempo è il suo patrimonio e il suo mezzo di spesa e pagamento. Anche se decide di cambiare gestore. Cosa che in Italia è ormai uno sport, quasi un contromarketing alternativo e selvaggio praticato dagli utenti. Che il telefono mobile possa funzionare come una carta di credito è una notizia che può apparire ovvia ai nostri occhi italiani, saturi di cellulari. E invece è una piccola rivoluzione. Ma bisogna partire da un po' più indietro.

All'inizio del suo libro, diventato vangelo per i sociologi dell'umanità telematica (Smart Mobs, The Next Social Revolution, 2002), Howard Rheingold riferisce della sua "Epifania di Shibuya". Guardando la folla muoversi secondo uno schema ritmico, quasi musicale, nel punto di maggiore affollamento umano della capitale giapponese e di maggiore densità al mondo di telefoni cellulari (ma qualcuno ha mai portato Rheingold in visita in una città italiana con adolescenti?), lo studioso americano si convince che la "prossima cosa" della comunicazione umana passa attraverso quell'oggetto che sta nelle mani delle persone e che allo stesso tempo è un terminale per la voce, per la comunicazione scritta e una porta verso internet.

A occhi di lettori europei l'epifania è di impatto assai minore. La storia di questi ultimi anni ci dice che mentre i media parlavano di internet, la gente comprava il suo secondo e poi terzo cellulare, poi quello del figlio e poi il secondo per il figlio. Ma per un americano la rivelazione è forte. Perché alla pubblicistica americana non è ancora chiaro quale intensa, sconvolgente rivoluzione sia stata la telefonia cellulare nei paesi in cui questa ha incontrato la domanda di massa verso la comunicazione "uno a uno". Rivoluzionaria in quanto ovunque nello spazio e dovunque trasportabile, non perché tramite e mezzo per accedere a internet. E a un americano, per quanto democratico, di sinistra e relativista culturale come Rheingold, la sola via per riconoscere la realtà è vedere l'epifania del dato di fatto attraverso la sola cultura pari in tecnologia a quella di casa. Quella giapponese.

E in effetti la notizia data dal Wall Street Journal del 16 agosto conferma questa capacità dei visionari della DOCOMO, l'azienda che lanciato lo standard i-mode. La capacità di scattare per primi laddove gli altri progettano e si bloccano, lasciando ai concorrenti stranieri questa sensazione dolceamara di aver fatto passare l'attimo fuggente. Se state a sentire i concorrenti di DOCOMO, vi diranno che quelli non fanno niente di nuovo e di rivoluzionario, tutte cose cui loro hanno già pensato. Ma non è proprio così. L'azienda giapponese ha praticato - non progettato - l'uso del cellulare come mezzo di comunicazione e intrattenimento "on the move". Lo ha fatto prima degli altri, non si è limitata a lanciare servizi internet costosissimi ed erratici in quanto ad efficienza, come hanno fatto le aziende di telecomunicazione occidentali, di fatto marginalizzando e ritardando l'integrazione fra internet e la telefonia mobile. La radice di questo atteggiamento risiedendo nel terrore che la filosofia del "free", del gratuito, che imperversa nella rete, intaccasse come una ruggine assassina i margini di profitto delle Telco.

Quale sia il colpo al costume commerciale è del tutto evidente. Anche quale sia il rischio di chi dovesse ritrovarsi con il cellulare dato per sbaglio a un figlio in vacanza o a una fidanzata con una potenza di fuoco adeguata davanti alle vetrine di uno stilista. La bolletta, a sua volta pagabile sulla carta di credito "embedded" nel telefono, diventerebbe il mezzo di fatturazione di transazioni grandi e piccolissime, dall'acquisto di un orologio di marca a un francobollo o al parcheggio. Negli anni eroici della new economy, davanti al problema della microfatturazione e delle microtransazioni, sono andati ad infrangersi molti elegantissimi modelli di business. L'idea funzionava quasi sempre, ma semplicemente non c'era modo di portare a termine la transazione con il cliente. Non era possibile vendere.

Sono geni i giapponesi? No. Anzi, si sono decisi a questo passo perché per la prima volta la loro gallina dalle uova d'oro si è dimostrata in crisi, postando un risultato negativo nella prima metà dell'anno. Quel progetto e quelle idee li hanno avuti in molti ma solo loro sono partiti per primi, e questo nell'industria del "mondo piatto", come lo definisce Thomas Friedman nel suo omonimo saggio (The World is Flat, New York, 2005), rappresenta tutto ciò che serve. Vince non chi ha l'idea migliore, ma chi la fa scorrere per primo nelle vene della comunicazione, chi supera inghippi burocratici, ostacoli derivanti dalle legislazioni nazionali e remore aziendali. Tutte cose che da noi galoppano in modo trionfale. Le buone idee hanno la cattiva abitudine di venire a tutti, prima a poi. E' il più rapido nel "time to market" che vince.

(fonte: repubblica.it)

Postato da: niknet alle 19:32 | link | commenti |


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A voler invadere troppo la privacy si finisce (giustamente), nei guai

Lo hanno acquistato circa mille persone. Più di 2000 le vittime
Sotto accusa il software che spia gli amanti
Il programma «Loverspy» serve per controllare i movimenti su Internet all'insaputa della vittima. In vendita per 89 dollari

SAN DIEGO Non è un nuovo film di fantascienza che mescola privacy e infeldeltà con Internet e Grande Fratello, ma una storia reale scoperta dalla polizia statunitense: gli investigatori hanno messo nel mirino un programma elettronico che permette di spiare le e-mail e il comportamento online di qualsiasi persona. Per lo più è stato acquistato da mariti gelosi e ex fidanzati traditi, grazie all'attraente nome di «Loverspy» ed è stato commercializzato come un normale software.

AMANTI
«What does your lover do on the Internet», «cosa fa il tuo amante su Internet?» era una delle domande accattivanti per promuovere su Internet il programma. Spesso attraverso lo spam (la pubblicità spazzatura) le promozioni arrivavano direttamente - e illegalmente - sulla posta elettronica di tanti utenti di Internet. Circa mille persone si sono fatte sedurre dall'dea, di Enrique Perez-Melera, dal primo lancio che risale all'ottobre del 2003. Forse per la denuncia di qualche vittima la polizia ha lanciato solo ora un vero giro di vite e formulato 35 capi d'accusa contro il suo inventore che rischia 175 anni di galera, cinque per ogni reato per il quale è incriminato. Il sito del programma è stato cancellato, ma sul web è presente un altro sito, www.remotespy.com che vende un programma simile a Loverspy e promette «gli stessi benefici» del software incriminato.

COME FUNZIONA
Il programma costava 89 dollari: una volta pagati, l'utente era collegato con i computer del venticinquenne a San Diego, dove era collocato il server di Loverspy. Il cliente a quel punto segnalava gli indirizzi che volevano spiare. Appene le vittime accedevano al computer, Loverspy inviava alla vittima un accattivante messaggio del genere "il tuo amato James ti manda una cartolina elettronica". Una volta aperto il messaggio, che non era altro che un "cavallo di Troia", metteva in condizione il cliente di spiare il comportamento dell'altro.

VITTIME
Con Lovespy si era informati anche di tutti i movimenti multimediali delle vittime: a che ora si mettevano davanti al computer, quali siti consultavano, quanto tempo perdevano sul web. Le autorità dicono che Loverspy non è stato usato per rubare informazioni finanziarie, ma ha violato «solo» la privacy di tanti cittadini. Le vittime sono più di 2000. Oltre a Perez sono state denunciate tutte le persone che hanno usufruito del programma. Tutti rischiano 5 anni di galera e una multa di 250 mila dollari

(fonte: corriere.it)

Postato da: niknet a 19:39 | link | commenti (1) |

venerdì, agosto 26, 2005

Ed ora una notizia che sembrerà off-topic, ma non lo è!! Finalmente anche in Italia i Blog inziano ad avere una voce!! è bastato l'annuncio di Beppe Grillo di comprare una pagina del corriere della sera, facendo colletta con tutti i frequentatori del suo blog per far parlare i giornali di questa lodevole iniziativa

Beppe Grillo: compro una pagina del Corsera per dire a Fazio di andarsene

 Beppe Grillo ne ha pensata un’altra delle sue. O meglio, a onor di cronaca, ha deciso di raccogliere un invito arrivato da numerosi lettori del suo blog. Il comico genovese informa che sta raccogliendo denaro per acquistare un’intera pagina del Corriere della Sera e pubblicare un appello al governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio. L’invito è quello di «andarsene a casa».

Perché mai? Il testo è già stato reso noto e in sostanza ripercorre un mese di magheggi attribuiti al capo di Palazzo Koch, con l’intervento a favore della Banca di Lodi dell’amico Fiorani, in contrapposizione a quella olandese ABN Amro per la conquista di Antonveneta. Lo stesso sospetto di partigianeria aleggia su altre scalate, da quella dell’Unipol alla Bnl a quella dei “furbetti del quartierino” Ricucci & C. alla Rcs-Corriere della sera.

Ce n'è per tutti. Dalla maggioranza di governo che in larga parte difende il governatore all’opposizione che «balbetta», fino alla «lodevole eccezione» del presidente di Confindustria Luca di Motezemolo, che da Cortina alcuni giorni fa aveva auspicato le dimissioni di Fazio.

Poi riporta le dichiarazioni di intenti del premier Silvio Berlusconi, che sembrano più che altro una dichiarazione di guerra: a settembre presenterà una legge «scritta di mio pugno» per impedire le intercettazioni per i reati finanziari e mandare in galera i giornalisti che pubblicano quelle già fatte.

La conclusione quindi viene da se: Fazio «ha reso ridicola e inaffidabile l’Italia agli occhi del mondo» e per questo, nonostante dimostri di non avere nessuna intenzione di lasciare la sua poltrona, deve andarsene a casa. «Un uomo così mediocre non può e non deve più ricoprire un incarico così cruciale. La smetta di screditare, con la sua presenza alla Banca d’Italia, l’Italia e gli italiani».

(fonte : unita.it)


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giovedì, agosto 25, 2005

Non pensavo sarebbe mai accaduto....

Il P2P legale di PlayLouder conquista SonyBMG

Il gigante discografico ha siglato uno storico accordo con un ISP britannico che permetterà agli utenti di Internet di scaricare e condividere tutti i brani del catalogo Sony-BMG pagando una conveniente tariffa flat mensile

Londra (UK) - Il momento atteso da moltissimi audiofili ed utenti di reti P2P è forse arrivato: una grande major discografica, Sony-BMG, ha siglato un accordo speciale per distribuire tutta la sua musica attraverso un network digitale. La notizia arriva dal Regno Unito: PlayLouder MSP, giovane ISP londinese, è il primo fornitore di servizi Internet che ottiene una licenza per la distribuzione illimitata di musica, simile a quella accordata a radio e televisioni.

In pratica, gli abbonati del servizio Playlouder MSP potranno scambiare liberamente tutti gli album del catalogo Sony-BMG: basterà pagare un abbonamento mensile, pari a 26,99 sterline. Le royalties

Dan Walsh, portavoce dell'ISP, ci tiene a sottolineare che si tratta di "una pietra miliare" che segnerà lo sviluppo di "un nuovo modello di business per l'industria dei contenuti digitali online". Clive Rich, portavoce di Sony-BMG, aggiunge che tutto questo è possibile grazie alla creazione di "uno spazio sicuro e controllato per il P2P": già, perchè il piccolo miracolo è possibile grazie ad una importantissima limitazione.

Infatti gli utenti di MSP potranno condividere musica attraverso ogni formato o protocollo possibile, ma solo con altri utenti PlayLouder. Questa condizione inderogabile è il centro di gravità dell'intera offerta: "Un ISP può ottenere una licenza da Sony-BMG soltanto in questa maniera", affermano i portavoce di PlayLouder. Tutto il traffico verso l'esterno deve essere bloccato, pena l'impossibilità di amministrare i compensi destinati agli artisti. In altre parole, quello offerto da PlayLouder è un network di file-sharing ben delimitato da invisibili staccionate.

L'associazione dei discografici britannici, BPI ha accolto positivamente la novità: "BPI approva pienamente l'iniziativa di PlayLouder MSP".

Forse l'esplosione del fenomeno P2P ha finalmente fatto centro sul bersaglio: le major stanno lentamente aprendo gli occhi, valutando "sistemi di compensazione" alternativi per il pagamento dei diritti d'autore. Migliaia d'utenti in tutto il mondo attendono l'introduzione estensiva di tariffe flat per il download illimitato di contenuti.

Per i più ottimisti, ormai, è solo questione di tempo: la nascita di PlayLouder è un segnale ben preciso per chi attende un cambio di paradigma nel mondo musicale.

Maggiorni informazioni su PlayLouder MSP si trovano qui.
vengono corrisposte agli artisti attraverso il tracking dei brani musicali. Per usufruire del servizio, agli utenti finali basterà avviare il proprio client P2P preferito e sbizzarrirsi con i moltissimi artisti di Sony-BMG - dagli Oasis fino a David Bowie, da Elvis Presley fino agli Outkast.

(fonte : punto-informatico.it)

Postato da: niknet a 13:52 | link | commenti |

martedì, agosto 23, 2005

La grande G si lancia nel business degli instant messenger??

Secondo indiscrezioni, il motore di ricerca lancerà domani un programma
per dialogare su internet. Si chiamerà Google Talk e funzionerà anche a voce
Ecco l'instant messenger di Google
Permetterà anche di telefonare?




SAN FRANCISCO -
Icq, Yahoo! Im e Msn Messenger hanno un nuovo concorrente: Google, il motore di ricerca più famoso del mondo sta per lanciarsi nel settore della messaggistica online. Secondo indiscrezioni riportate dal Los Angeles Times, la società di Mountain View annuncerà domani Google Talk un nome dietro il quale dovrebbe celarsi un software per dialogare su internet in tempo reale per iscritto, e non solo.

Stando a quanto riportato dal quotidiano californiano, Google Talk permetterà ai suoi utenti di comunicare anche a voce, utilizzando le cuffie e il microfono del computer. Un servizio già presente in altri programmi analoghi. Ma, visto che il motore di ricerca americano è abituato a fare le cose in grande e per bene, c'è chi vede in questa "espansione" del servizio un primo passo nella telefonia online "Voip". In altri termini, Google potrebbe seguire un percorso simile a quello di Skype, la compagnia che prima ha lanciato un software per dialogare da computer a computer, e ora è leader nel settore delle telefonate tramite protocollo Ip.

In ogni caso, Google Talk è una nuova tappa nel percorso che sta trasformando il motore di ricerca in un marchio omnicomprensivo. I servizi di Google spaziano ormai dalla posta elettronica alle mappe satellitari, e lo pongono in diretta competizione con giganti come Yahoo!, Microsoft e America Online. Solo ieri, Google ha rilasciato una nuova versione del servizio Desktop, che permette di ricercare file nel computer ma anche di avere sempre a portata di mano notizie e informazioni personalizzate, veicolate direttamente dal motore di ricerca.

(fonte : repubblica.it )

Postato da: niknet a 18:55 | link | commenti |
software utili, telefonia

lunedì, agosto 22, 2005

La mia esperienza con il Windows Vista è terminata, ed ecco qua una galleria di screenshot creata dal sottoscritto

http://img380.imageshack.us/gal.php?g=internetexplorer75qn.png

Ciao e buona visione

Postato da: niknet a 15:16 | link | commenti (2) |
software utili, link interessanti

Avete ricevuto strani sms dalla tim?? Ebbene si, non è una bufala!

Autentici gli sms antiterrorismo TIM

Aggiornamento degli archivi, questa la motivazione alla base dell'iniziativa in applicazione alle misure pensate per contrastare criminalità e terrorismo


Roma - Tra miriadi di bufale via mail o via sms anche la comunicazione con cui TIM ha invitato alcuni propri clienti a fornire i propri dati anagrafici sarebbe potuta apparire come un'azione di phishing.

A fare la differenza è stato però l'invito a presentarsi nei punti vendita TIM, piuttosto che a compilare qualche modulo online su improbabili indirizzi Internet, come avviene per i tentativi di truffa.

Il testo del messaggio è il seguente: "Per misure antiterrorismo è urgente comunicare i dati anagrafici della tua SIM card. Recati subito ad un negozio Tim: eviterai blocchi alla tua carta e avrai un bonus di 10 euro".

TIM ha specificato che l'invito è già stato comunicato in passato e fa parte della politica di aggiornamento periodico degli archivi. Questa volta però l'operatore aggiunge un "premio" sotto forma di bonus da 10 euro per chi adempirà alla richiesta.

Il fatto che solo TIM abbia intrapreso un "aggiornamento" dei propri archivi lascia aperti molti interrogativi, soprattutto perché gli altri operatori (Vodafone, Wind e TRE) hanno assicurato che è impossibile che le SIM dei propri clienti siano anonime, perché l'attivazione delle schede sarebbe sempre stata condizionata dalla presentazione dei documenti di identità, opportunamente registrati.

(fonte: punto-informatico.it)

Postato da: niknet a 13:03 | link | commenti |
telefonia

domenica, agosto 21, 2005

Sto preparando uno speciale su microsoft windows vista.

Eccovi qua uno screenshot di anticipazione

http://img382.imageshack.us/img382/8180/risorsedelcomputer8gm.png

Postato da: niknet a 19:34 | link | commenti |

Oggi volevo segnalarvi un sito molto interessante per creare striscie fumettistiche

http://www.thirdframestudios.com/adgame/stripgen/

Per vedere un esempio potete vedere la mia striscia ^_^

http://www.thirdframestudios.com/adgame/stripgen/viewEng.php?id=19284




Postato da: niknet a 15:59 | link | commenti |
link interessanti

sabato, agosto 20, 2005

Problemi in casa Sony?

PlayStation 3: dubbi e indecisioni in casa Sony

La data di uscita di PlayStation 3 e il sistema operativo che vi girerà sono i dubbi che stanno preoccupando Sony

L'immagine “http://computer.virgilio.it/static/upload/p/ps31.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

Molti dubbi e indecisioni in casa Sony riguardo al futuro di PlayStation 3. L'azienda giapponese non sarebbe infatti sicura di voler far uscire la prossima, potentissima (almeno sulla carta) console per videogiochi nel 2006, meditando uno slitamento della data di uscita per il 2007. La decisione potrebbe essere presa dopo aver verificato l'andamento delle vendite di Xbox 360, la console della concorrente Microsoft in uscita a novembre.

   Nel frattampo, per contrastare le vendite di Xbox 360, si vocifera un abbassamento di presso di PlayStation 2, nella sua nuova forma "slim" che dovrebbe toccare i 99 dollari, rendendosi assolutamente appetibile per la stagione natalizia e, soprattiutto, permettendo a Sony di ricavare profitti anche dalla vendita delle console (ormai giunte a costi di produzione bassissimi).

   Sony dovrebbe infatti evitare lo "scontro frontale"con Xbox 360 per non correre il richio di avere problemi di scorte nella produzione della nuova console, come è già successo in passato.

   L'altra fonte di dubbio riguardo all'ultima nata in casa Sony non riguarda le vendite, ma un aspetto puramente tecnico e, contemporaneamente intrigante. Come sappiamo PlayStation 3 non sarà solo una macchina da gioco, ma permetterà di gestire una serie di contenuti digitali che spaziano dall'audio, al video, includendo fotografie e programmi così come li conosciamo su pc, grazie alla versatilità del processore Cell.

   Voci insistenti riportano che Sony non abbia ancora deciso quale sarà il sistema operativo che risiederà all'interno della sua console ed è indecisa tra una distribuzione Linux e Mac OS X Tiger, il nuovissimo sistema operativo di Apple.

   Bisognerà vedere se Steve Jobs darà in licenza la sua creatura a Sony, intanto la prospettiva di Mac OS X in soggiorno, su hardware Sony, risulta allettante quanto inconsueta.

(fonte: virgilio.it)

Postato da: niknet a 12:29 | link | commenti (1) |
giochi

venerdì, agosto 19, 2005

Convergerà tutto in un unico strumento? Diremo addio alle carte di credito?

Carta di credito nel telefonino
parte la nuova rivoluzione



E il 16 agosto è partito l'annuncio da Tokyo: DOCOMO si prepara ad integrare i servizi di telefonia e carta di credito "dentro" il telefono cellulare. In pratica la possibilità di effettuare un acquisto con carta: la transazione passa dal terminale del venditore a quello dell'utente, da quel cosaccio grigio al vostro cellularino in tasca. Il proprietario del telefono si porta dietro non più una carta, ma la propria utenza telefonica, che allo stesso tempo è il suo patrimonio e il suo mezzo di spesa e pagamento. Anche se decide di cambiare gestore. Cosa che in Italia è ormai uno sport, quasi un contromarketing alternativo e selvaggio praticato dagli utenti. Che il telefono mobile possa funzionare come una carta di credito è una notizia che può apparire ovvia ai nostri occhi italiani, saturi di cellulari. E invece è una piccola rivoluzione. Ma bisogna partire da un po' più indietro.

All'inizio del suo libro, diventato vangelo per i sociologi dell'umanità telematica (Smart Mobs, The Next Social Revolution, 2002), Howard Rheingold riferisce della sua "Epifania di Shibuya". Guardando la folla muoversi secondo uno schema ritmico, quasi musicale, nel punto di maggiore affollamento umano della capitale giapponese e di maggiore densità al mondo di telefoni cellulari (ma qualcuno ha mai portato Rheingold in visita in una città italiana con adolescenti?), lo studioso americano si convince che la "prossima cosa" della comunicazione umana passa attraverso quell'oggetto che sta nelle mani delle persone e che allo stesso tempo è un terminale per la voce, per la comunicazione scritta e una porta verso internet.

A occhi di lettori europei l'epifania è di impatto assai minore. La storia di questi ultimi anni ci dice che mentre i media parlavano di internet, la gente comprava il suo secondo e poi terzo cellulare, poi quello del figlio e poi il secondo per il figlio. Ma per un americano la rivelazione è forte. Perché alla pubblicistica americana non è ancora chiaro quale intensa, sconvolgente rivoluzione sia stata la telefonia cellulare nei paesi in cui questa ha incontrato la domanda di massa verso la comunicazione "uno a uno". Rivoluzionaria in quanto ovunque nello spazio e dovunque trasportabile, non perché tramite e mezzo per accedere a internet. E a un americano, per quanto democratico, di sinistra e relativista culturale come Rheingold, la sola via per riconoscere la realtà è vedere l'epifania del dato di fatto attraverso la sola cultura pari in tecnologia a quella di casa. Quella giapponese.

E in effetti la notizia data dal Wall Street Journal del 16 agosto conferma questa capacità dei visionari della DOCOMO, l'azienda che lanciato lo standard i-mode. La capacità di scattare per primi laddove gli altri progettano e si bloccano, lasciando ai concorrenti stranieri questa sensazione dolceamara di aver fatto passare l'attimo fuggente. Se state a sentire i concorrenti di DOCOMO, vi diranno che quelli non fanno niente di nuovo e di rivoluzionario, tutte cose cui loro hanno già pensato. Ma non è proprio così. L'azienda giapponese ha praticato - non progettato - l'uso del cellulare come mezzo di comunicazione e intrattenimento "on the move". Lo ha fatto prima degli altri, non si è limitata a lanciare servizi internet costosissimi ed erratici in quanto ad efficienza, come hanno fatto le aziende di telecomunicazione occidentali, di fatto marginalizzando e ritardando l'integrazione fra internet e la telefonia mobile. La radice di questo atteggiamento risiedendo nel terrore che la filosofia del "free", del gratuito, che imperversa nella rete, intaccasse come una ruggine assassina i margini di profitto delle Telco.

Quale sia il colpo al costume commerciale è del tutto evidente. Anche quale sia il rischio di chi dovesse ritrovarsi con il cellulare dato per sbaglio a un figlio in vacanza o a una fidanzata con una potenza di fuoco adeguata davanti alle vetrine di uno stilista. La bolletta, a sua volta pagabile sulla carta di credito "embedded" nel telefono, diventerebbe il mezzo di fatturazione di transazioni grandi e piccolissime, dall'acquisto di un orologio di marca a un francobollo o al parcheggio. Negli anni eroici della new economy, davanti al problema della microfatturazione e delle microtransazioni, sono andati ad infrangersi molti elegantissimi modelli di business. L'idea funzionava quasi sempre, ma semplicemente non c'era modo di portare a termine la transazione con il cliente. Non era possibile vendere.

Sono geni i giapponesi? No. Anzi, si sono decisi a questo passo perché per la prima volta la loro gallina dalle uova d'oro si è dimostrata in crisi, postando un risultato negativo nella prima metà dell'anno. Quel progetto e quelle idee li hanno avuti in molti ma solo loro sono partiti per primi, e questo nell'industria del "mondo piatto", come lo definisce Thomas Friedman nel suo omonimo saggio (The World is Flat, New York, 2005), rappresenta tutto ciò che serve. Vince non chi ha l'idea migliore, ma chi la fa scorrere per primo nelle vene della comunicazione, chi supera inghippi burocratici, ostacoli derivanti dalle legislazioni nazionali e remore aziendali. Tutte cose che da noi galoppano in modo trionfale. Le buone idee hanno la cattiva abitudine di venire a tutti, prima a poi. E' il più rapido nel "time to market" che vince.

(fonte: repubblica.it)

Postato da: niknet a 19:32 | link | commenti |