Volete un account Gmail, ma non conoscete nessuno che abbia inviti da offrirvi?
Allora andate a questo pratico indirizzo e.... buona mail :)
http://www.highwayman.org/gmail/index.php
Avete un ipod nano? Allora potreste avere dei problemi (fortunatamente non è il mio caso ^_^)
Lo ammette casa Apple, che risponde alle lamentele dei consumatori
iPod Nano: «Sì, ha dei problemi»
Alcuni player troppo fragili: «Ma è meno dello 0,1%». Problemi in particolare agli schermi: si graffiano e rompono troppo facilmente
CUPERTINO (Stati Uniti) – L’ultimo nato nella famiglia dei lettori digitali portatili firmati Apple non è perfetto come sembrava. Lo stesso produttore, di fronte alla numerose lamentele dei consumatori che hanno acquistato il prezioso gadget non appena uscito sul mercato, ha infine riconosciuto che il dispositivo soffre di alcuni piccoli difetti.
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Un Nano graffiato per un test dal sito ArsTechnica
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LE LAMENTELE - In realtà, però, questi difetti non sono poi così “piccoli”. I possessori del nuovo player lamentano infatti l’eccessiva fragilità del display, che si graffia o si guasta troppo facilmente e dopo pochissime ore di normale utilizzo. Chiaramente tutti i consumatori interessati dal problema hanno espresso il comune pensiero che da un oggetto nato proprio per essere tenuto in tasca tutto il giorno ci si aspetta qualità e resistenza decisamente superiori.
L’AMMISSIONE – Così, di fronte al generale malcontento, i tecnici di Cupertino si sono visti costretti a occuparsi della questione, cercando di capire cosa rende così delicato il neonato lettore. Al termine di tutti i controlli del caso è giunto il responso: sì, gli iPod Nano sono molto delicati. Ma non tutti: solo quelli di una determinata partita. Ovviamente il produttore ha dichiarato che provvederà alla sostituzione o rimborserà l’intero costo dell’oggetto a tutti gli sfortunati che si ritroveranno tra le mani un iPod della serie incriminata.
IL LANCIO DI JOBS - E pensare che proprio durante la conferenza stampa all'Apple Expo di Parigi - lo scorso 20 settembre - un giornalista in fondo alla sala aveva domandato a Steve Jobs il peso del nuovo gadget e lui glielo aveva lanciato in modo che lo valutasse di persona. Dopodiché Jobs aveva chiesto al giornalista di restituirglielo e, avendo mancato la presa dell’iPod Nano (finito in terra), aveva sorriso dicendo «Non si rompe. Lo hanno testato lanciandolo da un’automobile in corsa a 50 miglia all'ora».
(fonte: corriere.it)
Siete degli utenti Microsoft Office 2003? è uscito il Sp2!!!
Office 2003 SP2 ed altri pacchi
Microsoft ha rilasciato diversi aggiornamenti per le applicazioni della propria suite Office System, tra cui i service pack 2 per Office 2003, Visio, OneNote e altri componenti della suite. Disponibile anche Data Protection Manager
Nella tarda serata di martedì Microsoft ha pubblicato in sordina un'impressionante serie di service pack e altri aggiornamenti, quasi tutti dedicati alle applicazioni che fanno parte della piattaforma Office System.
Office 2003 Service Pack 2 contiene tutte le correzioni rilasciate fino ad oggi per i componenti cardine della celebre suite per l'ufficio di Microsoft, tra cui Word, Excel, PowerPoint e Outlook. L'update promette di migliorare funzionalità, sicurezza e stabilità, e questo anche grazie ai suggerimenti forniti dagli utenti nel sito Web Microsoft Online Crash Analysis e al feedback fornito tramite il servizio Microsoft Product Support.
Tra le novità più in vista di questo secondo service pack per Office 2003 c'è una funzionalità anti-phishing per Outlook che si va ad integrare al preesistente filtro anti-spam. La nuova protezione viene attivata in automatico e ha il compito di avvertire gli utenti quando una e-mail contiene elementi sospetti o proviene da indirizzi di noti spammer. Perché il sistema anti-phishing sia efficace, Microsoft suggerisce agli utenti di scaricare regolarmente gli aggiornamenti al filtro per la posta indesiderata di Outlook 2003: l'ultimo update può essere prelevato da qui.
Il big di Redmond ha rilasciato un service pack 2 anche per diversi altri componenti di Office System, tra cui Project 2003, Visio 2003, OneNote 2003, Project Server 2003, Outlook Live 2003, Windows SharePoint Services, Strumenti di correzione.
Tra gli altri update si citano PowerPoint 2003 Add-in: Template Creation Wizard, Windows Base Operating System Management Pack for MOM 2005 e Microsoft Availability Reporting Management Pack for Microsoft Operations Manager 2005.
Si presti attenzione al fatto che di alcuni aggiornamenti non esiste ancora la localizzazione italiana: per il loro download e installazione si suggerisce pertanto di utilizzare il servizio Office Update, che propone all'utente solo gli update realmente necessari e compatibili con i propri prodotti.
Lo scorso martedì Microsoft ha poi lanciato sul mercato il preannunciato Data Protection Manager (DPM), la sua prima soluzione integrata per la protezione dei dati. Il gigante di Redmond propone il suo nuovo software come un'alternativa a basso costo delle tradizionali soluzioni per il back-up dei dati su nastro. Tra le società del settore ad aver già promesso supporto a DPM vi sono AMD, Computer Associates, Dell, Fujitsu e Intel.
Il servizio DPM viene venduto a 950 dollari, e nel costo è inclusa una licenza per DPM Server e tre per la protezione di tre file server.
(fonte: punto-informatico.it)
Quale futuro per l'adsl?? (speriamo bene)
I progetti futuri di Telecom Italia: ADSL a 20 Mega

L'amministratore delegato di Telecom Italia, Riccardo Ruggiero, in un intervista rilasciata qualche giorno fa, ha annunciato l'avvento imminente della super televisione. "Fra non molto si passerà dai 4 mega attuali a una banda larga il doppio, 8 mega; ma è solo l'antipasto: il sistema infatti è in grado di decollare nel giro di un anno o poco più addirittura verso i 20 mega, una volta sistemate tutte le procedure per le autorizzazioni e le tariffe. E, a quel punto (forse nel 2007, in Italia) la IP TV cambierà di nuovo faccia perché diventerà una tv a alta definizione". Ma quanto ci costerà tutto questo? Ruggiero, per il momento, non si pronuncia perché sono ancora in corso i contatti con le Authority. Ma sembra di capire che, una volta a regime, e cioè escluse le promozioni, i lanci, ecc. si potranno avere i tre servizi base (navigazione in Internet senza limiti di tempo, la IP TV e le telefonate urbane e interurbane senza limiti) per una cifra che dovrebbe essere inferiore ai 50 euro al mese. "Noi siamo pronti. E partiamo subito in una ventina delle maggiori città italiane. Nel giro di un anno o poco più dovremmo arrivare a 100 città, e a quel punto avremo raggiunto la maggior parte della popolazione". Nell'intervista, come segnalato da più lettori a NewsMobile (un grazie particolare va a Pierluigi Di Bartolomeo, Vicepresidente Ass Anti Digital Divide), non si fa alcuna menzione alla possibilità o meno di coprire ulteriormente il territorio italiano per raggiungere i 10 milioni di potenziali clienti che risultano a tutt'oggi impossibilitati ad utilizzare il servizio. Inoltre, analizzando bene l'offerta e facendo un paragone con l'annuncio fatto dalla stessa Telecom Italia in Francia, si nota che gli utenti transalpini hanno già da qualche settimana a disposizione l'offerta "Alice Box" che comprende:
- ADSL 20 Mbit/s
- Telefonate nazionali illimitate
- Tariffe vantaggiose per le chiamate internazionali e verso i cellulari
- Decine di servizi gratuiti, che naturalmente in Italia sono a pagamento
- Abbonamento telefonico incluso, con portabilità del numero gratuita e quindi la possibilità di avere un solo operatore
- Modem Wi-fi, USB/Ethernet compatibile con ADSL2+ e TV
- Televisione via Internet
- Servizio clienti, spese di attivazione ed eventuale annullamento, gratuite
...il tutto a 29,95 euro, con due mesi di abbonamento gratis! In Italia invece, con una cifra che dovrebbe essere inferiore a 50 euro si avrebbe una navigazione Internet senza limiti di tempo a 4 forse 8 mbit/s, la IP TV e le telefonate urbane e interurbane senza limiti, quindi molto probabilmente al prezzo andranno sommati anche i 15 euro di canone telefonico, a cui non si fa riferimento nell'offerta. Inoltre in Italia si dovrà aspettare “solo” fino al 2007 per avere un offerta simile a quella che Telecom già oggi offre sul mercato francese.
Il gap, già mal digerito dagli utenti, invece di ridursi aumenterebbe; speriamo che l'autorità garante prenda in considerazione tutti i parametri prima di esprimersi sull'offerta....
(fonte: newsmobile.it)
Notizia, sinonimo di una dipendenza cui non possiamo fare a meno (ed in futuro sempre di più) a discapito della nostra stessa libertà... il telefonino
30 dollari per un telefonino,
100 per un computer
Motorola si è aggiudicata un contratto dell'Associazione GSM per la vendita di telefonini low-cost nei paesi in via di sviluppo. A partire dal gennaio 2006, l'azienda americana venderà 6 milioni di cellulari a trenta dollari l'uno, in 17 paesi tra cui India, Nigeria, Bangladesh, Yemen e Kenya, all'interno del programma Emerging Market Handset. I modelli distribuiti saranno il nuovo C113a e il precedente C113, con il quale Motorola si era già assicurata anche la prima fase del progetto EMH.
L'iniziativa rientra in quel graduale percorso di abbattimento del digital divide che sembra essere finalmente decollato negli ultimi mesi. Per avvicinare i paesi più poveri alle nuove tecnologie si tende a offrire loro dei dispositivi speciali, realizzati a basso costo, nei quali vengono abilitate solo le funzioni base. In pole position, ci sono proprio i telefonini.
Secondo una recente ricerca di Vodafone, l'impatto dei cellulari nei paesi in via di sviluppo potrebbe essere doppio rispetto a quello - già notevole - avuto nel mondo occidentale. In molte aree del pianeta, non esistono ancora linee a terra e la telefonia mobile è destinata a diventare il primo e principale canale di comunicazione, utilizzabile anche per le connessioni a Internet.
La battaglia contro il digital divide, comunque, coinvolge anche il mondo dei computer. Dopo averlo presentato lo scorso febbraio, Nicholas Negroponte è tornato di recente a parlare del progetto dei laptop a 100 dollari per i paesi più poveri. Dotati di uno schermo a cristalli liquidi, connettività Wi-Fi ed equipaggiati con Linux, i primi modelli dei computer low-cost saranno pronti a metà 2006 e secondo Negroponte dovranno essere distribuiti direttamente dai ministeri dell'educazione ai bambini, assieme ai libri di scuola.
Tra i primi governi che si sono dimostrati interessati al progetto c'è quello brasiliano, con il quale sono aperte delle trattative per la produzione stessa dei pc. Proprio il paese sudamericano, la scorsa primavera è stato protagonista di una serie di schermaglie con Microsoft per la gestione del programma Pc Conectado, studiato per fornire hardware e accessibilità alle fasce più povere della popolazione. Alla fine, il governo Lula ha deciso di adottare il sistema operativo Linux.
(fonte: lastampa.it)
E veniamo ad un argomento che sembra fantascienza (ma per esperienza) non lo è!!! i virus per cellulari che seppur non ancora dannosi son molto fastidiosi! per rimuoverli consiglio di cercare il nome del virus su google (magari puntanto nel sito symantec che fornisce sempre una dettagliata soluzione su come rimuoverli... a mano)
CELLULARI, SCOPERTO IL PRIMO VIRUS CHE INFETTA SYMBIAN 60
Per le società informatiche si tratta di un worm estremamente pericoloso
Se nell'ultimo anno è stata dedicata molta attenzione al malware di tipo mobile, le sue limitate capacità di propagazione non lo hanno fatto considerare seriamente da parte dei più.
Da tempo gli esperti richiamano l'attenzione sul fatto che gli autori di malware preferiscono utilizzare tecnologie nuove ed emergenti, e che pertanto questa tendenza è destinata a condurre a un attacco in piena regola contro gli ambienti mobili. I ricercatori della società specializzata in antivirus e sicurezza dei contenuti Trend Micro hanno scoperto una minaccia mobile di questo genere confermando l'esistenza di sforzi dedicati da parte degli autori di malware.
SYMBOS_CARDTRP.A nasce all'interno dei dispositivi Symbian Series 60 ma ha la possibilità di diffondersi anche sui PC dotati di sistemi operativi Microsoft Windows. Il dispositivo mobile può essere infettato in due modi:
1) ricevendo il malware manualmente tramite Bluetooth o MMS
2) scaricando e installando il malware dal Web
Come funziona SYMBOS_CARDTRP.A
Come molti suoi predecessori, SYMBOS_CARDTRP.A si propaga via Bluetooth (entro un raggio di 10 metri); l'infezione risiede nella memory card del dispositivo mobile.
Questo malware sovrascrive le normali applicazioni installate sul dispositivo colpito sostituendole con copie non funzionanti, portando a un blocco operativo del sistema.
Il malware possiede inoltre la capacità di infettare i PC Windows dal telefono. Se l'utente inserisce la memory card infetta all'interno del relativo slot del PC, il codice può propagarsi al personal computer e da qui tentare di colpire altri PC. SYMBOS_CARDTRP.A deposita i seguenti quattro file all'interno della directory E: (comunemente usata dalla memory card):
"fsb.exe, rilevato da Trend Micro come BKDR_BERBEW.Q, tenta di colpire le macchine e sottrarre informazioni relative alle password
"buburuz.ICO, che si maschera da icona associata alla memory card
"autorun.inf, che tenta di lanciare automaticamente in esecuzione fsb.exe
"SYSTEM.exe, rilevato da Trend Micro come WORM_WUKILL.B
Quando la memory card viene inserita in un computer Windows, il file autorun.inf tenta di lanciare fsb.exe. Inoltre, poiché il file SYSTEM.exe non contiene una routine di startup automatica, presenta l'aspetto di una normale icona di cartella nel tentativo di spingere l'utente a lanciarlo in esecuzione.
Se eseguito con successo, il malware lancia quindi WORM_WUKILL.B per tentare la diffusione dell'infezione su altri PC.
Sebbene il livello potenziale di infezione di SYMBOS_CARDTRP.A sia ancora allo stadio iniziale, Raimund Genes, Chief Technologist for Malware Trend Micro, raccomanda a tutti gli utenti di restare attenti. "Questo attacco è una prova concettuale che può indicare l'approssimarsi di una nuova tipologia di minaccia a tecnica mista", ha dichiarato Genes. "Con l'ulteriore evoluzione delle minacce mobili è possibile che emergano nuovi attacchi come questo, dotati però di tecniche di propagazione più robuste e quindi di un superiore potenziale infettivo".
Le misure per difendersi
Gli esperti in sicurezza di Trend Micro consigliano agli utenti di intraprendere le seguenti misure per proteggersi contro questo e altri tipi di attacco:
1) Non accettare alcuna applicazione o SMS non richiesti provenienti da sconosciuti, in particolare se giungono del tutto inaspettatamente.
2) Scaricare applicazioni solamente da siti di fiducia, e anche in tale caso verificare che l'applicazione scaricata sia effettivamente quella desiderata.
Per ottenere un modulo di prova gratuito di protezione contro questa minaccia è possibile visitare l'indirizzo www.trendmicro.com/mobilesecurity. Per ulteriori informazioni su SYMBOS_CARDTRP.A è possibile consultare la Trend Micro Virus Encyclopaedia all'indirizzo http://www.trendmicro.com/vinfo/virusencyclo/default5.asp?VName=SYMBOS%5FCARDTRP%2EA&VSect=T.
(fonte: itnews.it)
Sarò vero?
Berkeley, un algoritmo capisce quello che si scrive dal rumore dei tasti
Allarme dei ricercatori: basta un microfono per rubare password e dati
Internet, dal suono delle tastiere
l'ultimo pericolo per la sicurezza
ROMA - Quando scrivete al computer cose che non volete si sappiano in giro, fate attenzione a orecchie indiscrete. Sì, orecchie, avete capito bene. Secondo un gruppo di scienziati americani, infatti, il suono dei pulsanti premuti sulla tastiera è sufficiente per capire cosa si scrive. L'allarme viene dalla University of California, Berkeley, dove un gruppo di ricercatori guidati dal professor Doug Tygar ha messo a punto un algoritmo in grado di analizzare i suoni prodotti dai tasti di un computer e di riconoscere il 96 per cento dei caratteri dattilografati. Secondo gli scienziati americani, il sistema non è disturbato dai rumori di fondo (musica o suonerie di cellulari). Quel che è più stupefacente è che l'algoritmo fa il suo dovere indipendentemente dal modello di tastiera e da chi la usa. A rischio non sono tanto gli impiegati fannulloni che passano il loro tempo in ufficio a scambiarsi messaggi ed e-mail con gli amici. La tecnica messa a punto a Berkeley potrebbe essere usata da malintenzionati per impossessarsi delle password e dei dati sensibili di ignari navigatori. Un'evoluzione dei programmi (i cosiddetti keylogger) che si installano nei pc e prendono nota delle lettere premute sulla tastiera. "Non stiamo parlando di un attacco esoterico", ha spiegato il professor Tygar. "Basta qualche conoscenza informatica. Con un microfono parabolico si possono carpire i segreti anche fuori dalla stanza, ma sono sufficienti componenti comuni: per il nostro esperimento abbiamo usato un microfono da 10 dollari". L'algoritmo dei ricercatori americani si basa sul fatto che ogni tasto fa un rumore diverso, che può essere isolato facilmente dal momento che un utente medio non riesce a dattilografare più di trecento caratteri al minuto. Inoltre, il sistema agisce su una logica probabilistica, ed è tarato sulla lingua inglese. In questo modo, gli errori originari vengono corretti con controlli successivi, basati ad esempio su correttori grammaticali e ortografici.(fonte: repubblica.it)
P2P, il ritorno di WinMX
Gli utenti del celeberrimo programma danno vita ad un originale sforzo collaborativo e il software torna in vita grazie ad un file che può essere facilmente scaricato ed installato. Per la RIAA ora la strada è di nuovo in salita
Roma - L'improvviso stop del sito ufficiale del celebre sistema di sharing WinMX e di molti server di riferimento ha sì provocato sconforto in milioni di utilizzatori ma ha anche spinto alcuni di loro a rimboccarsi le maniche. Ed ora, a pochissimi giorni di distanza, stanno già circolando patch per sistemare WinMX e consentire agli utenti di usarlo esattamente come prima.
La soluzione più gettonata in queste ore è quella messa a punto da The Source Group e p2pzone.net: si tratta in sostanza di un indice di server al quale possono appoggiarsi gli utenti rimasti "senza guida" dopo la chiusura di winmx.com, il sito di riferimento del software di scambio.
Per riuscire, occorre sostituire il file "hosts" di Windows con un file che P2PZone distribuisce qui. In questo modo, scrive "Il Pastore", "WinMx non tenta più una ricerca dei DNS per la connessione alla Peer Cache ma ha un IP al quale connettersi istantaneamente". Si tratta di una soluzione che lo stesso autore definisce "provvisoria e sperimentale". Alla distribuzione partecipa anche WinMXItalia.
Ben diversa invece la proposta pubblicata da WinMX Software, sito che sostiene di disporre del "WinMX 2005 Originale", una versione del software che con questo nome non è mai stata rilasciata dagli autori originali: chi proprio vuole provarlo non ha che da pagare...
In realtà in queste ore soluzioni analoghe (e gratuite) a quella distribuita da P2PZone vengono diffuse da diversi siti e smanettoni. Su WinMXWorld.com si suggerisce la sostituzione del file "hosts" e il tutto è completato anche da un installer automatico che può aiutare chi ne sa di meno ma vuole comunque continuare ad utilizzare WinMX. Anche un altro celebre sito di settore, Vladd44.com, ha annunciato
Sebbene non ci siano conferme ufficiali, si ritiene, come noto, che l'improvvisa cessazione delle attività di WinMX.com e i problemi causati al network di scambio siano una diretta conseguenza delle recentissime diffide inviate dai discografici della RIAA alle società che sviluppano e distribuiscono software peer-to-peer. Ad ogni modo, la "rinascita" di WinMX e lo sforzo collaborativo che c'è dietro, indicano alla RIAA e più in generale a coloro che stanno lavorando per contenere lo scambio di file protetti sulle reti di scambio che una diffida, evidentemente, non basta più. un file "hosts" per far ripartire il programma, aggiungendo: "Credo che l'industria musicale troverà che la comunità WinMX è più resistente e più tenace di quanto avesse previsto".
(fonte: punto-informatico.it)
Si torna sul classico, sto rivedendo nuovamente la veste grafica del blog e son passato momentaneamente a quella vecchia :)
Ma veniamo a quei bastardi di yahoo.....
Polemiche dopo la vicenda del dissidente cinese condannato
a dieci anni. In Italia le proteste più dure, ma Amnesty frena
Privacy, il caso Yahoo!
divide i "guardiani" dei diritti
Boicottare Yahoo!, il "volenteroso carnefice" dei censori di Pechino? Dopo che il grande portale internet ha consegnato su un piatto d'argento un giornalista dissidente alle autorità cinesi che poi l'hanno condannato a dieci anni di carcere, i gruppi di difesa dei diritti umani si dividono sul da farsi. La condanna è unanime, è chiaro. Ma la reazione sembra più flebile che in passato. Al che qualcuno, come Reporters sans frontières, denuncia un doppio standard: "Si tende a credere che le compagnie della new economy siano più "simpatiche" ed etiche delle altre, ma non è così". Un'accusa che sia Amnesty International che Human Rights Watch smentiscono: "Il caso del cronista Shi Tao ha per noi una priorità assoluta. Forse dobbiamo solo cominciare a pubblicizzare meglio la nostra attività". L'opinione pubblica più arrabbiata sembra essere quella italiana, con i membri di Magistratura Democratica che daranno l'esempio non servendosi più delle mailing list di Yahoo! mentre l'associazione Peacelink chiede ai dipendenti italiani del provider di dissociarsi e offre una casella di posta elettronica gratuita in sostituzione di quella della compagnia californiana. Nel resto del mondo lo sdegno resta, per lo più, teorico. "Le associazioni tradizionali - ammette da Parigi Julien Pain, responsabile internet di Rsf -, abituate a compagnie ree di sfruttamento di bambini o di danno ambientale tendono a non attivarsi quando si tratta di dot. com, con la loro aura di giovanilismo e pulizia". Anche se il loro scopo è identico alle altre: fare soldi. Un obiettivo che, nella Cina in turbo-crescita con solo l'8% della popolazione online ma dove entro il 2009 è atteso il sorpasso sugli internauti statunitensi, sul web è particolarmente realistico. Rsf ha scelto quindi di usare proprio la leva economica: spingere sugli azionisti, i grossi fondi di investimento, perché "insegnino" a Yahoo! una maggior sensibilità.
Che le aziende internettiane continuino a godere di una migliore reputazione sui diritti umani non fa fatica ad ammetterlo neppure Abbie Wright, specialista di Asia del Committe for protecting journalists, che pure resta ottimista: "Internet è incensurabile. L'arresto di Shi Tao non ha rallentato gli scambi di materiali proibiti. Proprio ieri, tuttavia, abbiamo appreso di un'altra condanna a 7 anni per il giornalista Zheng Jichun". Non vale la pena alzare la voce? "Questo di Yahoo! è un caso nuovo per il ruolo centrale che la compagnia sembra aver avuto, dobbiamo ancora capire come affrontarlo". In verità la lista si allunga, e le pene diventano sempre più pesanti. "Nessun trattamento preferenziale perché si tratta di un'impresa americana - assicura da New York Mickey Spiegel, specialista di Cina per Human Rights Watch - già tre anni fa, quando Yahoo! firmò l'accordo con Pechino, scrivemmo al suo amministratore delegato esprimendo tutta la nostra preoccupazione. Chiedemmo alle compagnie straniere di coalizzarsi contro quel tipo di richieste, invano. Abbiamo fatto molte cose, ma forse è il caso di comunicarle meglio". Nel boicottaggio non credono: meglio una Yahoo! imperfetta che lasciare il monopolio di internet ai provider cinesi, di certo più occhiuti. Una strada che neppure Amnesty sembra considerare: "La responsabilità di Yahoo! sembra molto grave ma va ancora accertata pienamente - dice da Londra Corinna-Barbara Francis -. Il nostro stile è raccogliere informazioni e renderle pubbliche. Ciò non toglie che potrebbe essere più che legittimo che altri scelgano modalità più combattive e militanti". Come hanno fatto i magistrati e i pacifisti italiani.(fonte: repubblica.it)
Winmx addio? Si chiude un'altra era del p2p?
Addio WinMX? Vince la RIAA? Sembra di si
Potrebbe essere la fine di un'era. La rete P2P di WinMX non è più accessibile.
I server della Peer Cache come pure il sito web della compagnia non sono più raggiungibili. La notte scorsa i server sono stati chiusi e gli utenti non sono più in grado di collegarsi alla rete. Sarebbe una grande perdita per la community P2P, ma in qualche modo le cose si aggiusterebbero. Gli utenti di WinMX potrebbero migrare verso altre reti e ce ne sono molte in grado di assorbire il carico.
La FrontCode aveva nei giorni scorsi ricevuto una lettera di 'cessa e desisti' dalla RIAA che forte della sentenza Grokster minacciava gli sviluppatori del software di adire le vie legali se non avessero fermato il loro servizio P2P che secondo loro non era conforme alle direttive della Corte Suprema.
Secondo altre indiscrezioni e voci di corridoio sembrerebbe che qualcosa si sia mosso invisibilmente durante questo tempo di inattività del team di sviluppo.
Proprio quando iniziò il beta testing della versione 3.5x del software il whois sul dominio winmx.com informava che il proprietario era la FrontCode e che il sito era localizzato in Canada.
Oggi invece il whois mostra che winmx.com è localizzato in Port Vila, Vanatu una piccola isola nel sud del Pacifico. Non è + registrato alla FrontCode ma ad un certo WinMX Technologies.
> Potrebbe allora trattarsi di un trasloco per proteggere le loro operazioni dalle controversie legali.
> Potrebbero prepararsi a lanciare un nuovo WinMX che sostituirà quello attuale con un nuovo protocollo.
Quello però che è sicuro è che al momento la WinMX Peer Network è morta.
Vedremo nei prossimi giorni come evolverà la cosa e se la notizia della fine di WinMX sarà definitivamente confermata oppure se assisteremo ad una sua rinascita.
Notevole la preoccupazione in tutto il mondo.
(fonte: p2pforum.it)