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sabato, ottobre 22, 2005

Quando la fantascienza si unisce alla realtà

Le laser a colori stampano sul foglio dei caratteri invisibili
che possono anche condurre all'identificazione dell'autore
Il Grande fratello nelle stampanti?
Codice nascosto scatena la polemica

Sono coinvolti tutti i maggiori produttori di stampanti
Che si difendono: "Serve per smascherare le contraffazioni"

Foto articolo

ROMA - Se possedete una stampante laser molto probabilmente tutti i documenti che avete stampato sinora portano la vostra firma. Non una scritta visibile ad occhio nudo, ma una sorta di codice che può emergere dal foglio solo attraverso una particolare illuminazione e una lente d'ingrandimento.

Sono le tracce che quasi tutte le stampanti laser a colori in commercio inseriscono silenziosamente in ogni pagina. Riportano il numero seriale della stampante e la data di stampa della pagina. Se il numero seriale è stato registrato dall'acquirente, come spesso accade, ogni singola pagina rivela di fatto il nome di chi l'ha scritta, accessibile a chiunque abbia accesso al codice di interpretazione.

Solo da pochi giorni si conoscono i motivi e i dettagli di quella che molti additano come una violazione delle elementari regole di riservatezza. I tecnici della Electronic Frontier Foundation (EFF), la storica organizzazione californiana che dal 1990 difende le libertà civili nel contesto tecnologico, hanno infatti decifrato parte del codice di marchiatura di una stampante Xerox. Utilizzando un fascio di luce blu e un microscopio, hanno scoperto che ogni pagina viene marchiata con microscopici puntini gialli, organizzati in un rettangolo la cui altezza misura poco più di un centimetro. La combinazione dei puntini è in grado di rilevare, oltre il codice seriale della stampante, anche la data e l'ora di stampa.

Secondo la EFF l'impatto di questa tecnologia sulla libertà di espressione è devastante: "Uno strumento di comunicazione che viene usato tutti i giorni può diventare uno strumento di sorveglianza governativa". A spaventare è la possibilità che pamphlet, documenti politici, pagine di informazione non allineata possano essere tracciati e registrati per qualsiasi finalità. Fatti del genere, continua il comunicato della fondazione, mostrano "come i governi e le industrie private scendono ad oscuri patti per indebolire la nostra privacy manomettendo strumenti quotidiani come le stampanti".

Se fino a ieri i codici erano accessibili solamente ai loro creatori e alle agenzie governative che ne avessero fatto richiesta, oggi possono essere letti e interpretati da tutti. La EFF ha rilasciato anche una piccola applicazione che è in grado di decifrare la griglia dei puntini di una stampante Xerox e sta lavorando per decifrare le tracce di altre.

I produttori di stampanti fanno sapere che l'identificazione viene utilizzata solamente per prevenire la contraffazione di documenti o banconote. Un portavoce di Xerox ha dichiarato al Washington Post che la tecnologia è stata messa a punto anni fa in cooperazione con agenzie governative e banche. Non si conoscono quando e in che modo sia stato usato il sistema, ma sembra che il governo olandese abbia già utilizzato la tecnologia per smantellare un'organizzazione di falsari di biglietti ferroviari.

Non sono mancate anche prese di posizione ufficiali. Un legale della Electronic Frontier Foundation ha inviato al servizio segreto americano, il corpo speciale che si occupa, tra l'altro, di falsificazioni e reati informatici, una "Freedom of Information Request", un atto formale che consente ai cittadini di richiedere documentazione conservata negli archivi delle diverse agenzie governative Usa. La richiesta reclama una semplice risposta ad un altrettanto semplice domanda: quanti sono i dispositivi tecnologici che possono spiare le nostre abitudini di tutti i giorni?

(fonte : repubblica.it)

sull'argomento, inoltre, cosiglio questi  link

http://punto-informatico.it/p.asp?i=55697&r=PI
http://punto-informatico.it/p.asp?i=54379
http://www.eff.org/Privacy/printers/docucolor/

Postato da: niknet alle 18:42 | link | commenti (1) |

venerdì, ottobre 07, 2005

Nuove sorprese dal mondo Apple?

Ipod, dopo quello nano arriva 'un'altra cosa'

Avvolto dal massimo riserbo, come è nello stile della Apple, è in arrivo il nuovo gioiello. Che potrebbe arricchirsi della modalità video

Ipod, dopo quello nano arriva 'un'altra cosa'

 

Conto alla rovescia per la nuova 'sorpresa' Apple. La societa' californiana di computer ha inviato un'altra mail ai giornalisti in vista di incontro programmato per il 12 ottobre.

 

Sull'invito c'e' scritto semplicemente: 'Un'altra cosa...'. Poche e sintetiche parole, in linea con il massimo riserbo che la compagnia di Steve Jobs riserva alle nuove iniziative, ma sufficienti a scatenare tra gli appassionati le ipotesi piu' variegate.

 

Ad esempio, AppleInsider, uno dei siti piu' vicini al gruppo di Cupertino, rilancia l'idea dell'iPod con la modalita' video, di cui si parla da tempo. Oppure l'iPod nella versione da 60 gb tradizionale con macchina fotografica incorporata, ma molto piu' sottile di quello attualmente disponibile.

 

Appena agli inizi di settembre, la Apple ha lanciato sui mercati mondiali il suo iPod nano, spesso pochi millimetri e capace di contenere fino a un massimo di 1.000 canzoni, per sostituire l'iPod mini, il modello di player digitale finora piu' diffuso.

 

Il prodotto di punta della Apple, quello capace di gonfiare gli utili in bilancio, e' stato venduto in oltre 6 milioni di pezzi soltanto nell'ultimo trimestre per una quota di mercato nel settore dei riproduttori digitali stimata al 75%.

 

Nella foto, Steve Jobs alla presentazione di iPod nano ai primi di settembre

(fonte: rainews.it)

 

 

Postato da: niknet alle 12:32 | link | commenti (2) |

mercoledì, ottobre 05, 2005

Il wi-fi, finalmente sbarcherà degnamente anche in Italia?

Presentato il decreto che liberalizza l'uso del wi-fi pubblico
Landolfi: "Così la banda larga raggiungerà anche i piccoli centri"
Internet senza fili
Si muove anche l'Italia

Soddisfazione dei provider. E in Europa c'è chi immagina
reti senza fili gratuite per città come Parigi e Londra


A pochi giorni dall'annuncio di Google, che ha proposto la fornitura di un servizio wi-fi gratuito sul territorio di San Francisco, anche in Italia qualcosa si muove verso l'apertura del mercato dell'internet senza fili. E già c'è chi pensa di importare in alcune capitali europee l'idea del motore di ricerca americano.

Il ministero delle Comunicazioni ha presentato un decreto legge per estendere l'adozione del wi-fi, eliminando i vincoli che ne limitavano l'uso ai locali aperti al pubblico e alle aree pubbliche confinate. Un provvedimento chiesto a gran voce dagli operatori internet da almeno due anni: se diventerà legge, permetterà di estendere l'uso della banda larga a persone e luoghi che finora ne erano esclusi.

Il wi-fi, acronimo di wireless fidelity, è una tecnologia che permette la trasmissione di dati ad alta velocità attraverso l'etere. Nel wi-fi gli operatori del settore vedono uno strumento fondamentale per portare l'internet ad alta velocità anche in zone normalmente non raggiunte dal broadband, come i piccoli centri o le zone geograficamente problematiche (come isole e aree montuose). Il wi-fi attira anche le amministrazioni pubbliche, interessate a fornire ai cittadini in qualunque momento e in ogni luogo informazioni di varia utilità, burocratiche o turistiche.

Ampiamente sperimentato all'interno di ambienti chiusi o circoscritti (modalità indoor), il wi-fi non ha potuto finora svilupparsi organicamente in Italia come servizio pubblico, soprattutto per la presenza dei paletti fissati dal piano nazionale di ripartizione delle frequenze. Il decreto presentato oggi dal ministro Mario Landolfi elimina qualunque limitazione riguardante la copertura territoriale e prevede il libero uso delle frequenze non protette (il wi-fi lavora sui 2,4 GHz) senza costi di licenza per l'utente e per l'operatore. Dovranno essere garantite la sicurezza delle reti contro gli accessi non autorizzati e le prestazioni a fini di giustizia. E' prevista la possibilità di accordi di roaming tra i vari operatori, così come avviene per la telefonia mobile.
"Gli italiani che vivono nei piccoli comuni", ha detto Landolfi presentando il decreto, "sono circa 11 milioni: molti di loro non hanno l'accesso a Internet a banda larga perché l'investimento per le grandi aziende sarebbe antieconomico. Con questo provvedimento, invece, consentiamo a tutti gli operatori che lo vogliano di raggiungere utenti altrimenti esclusi". Aiip e Assoprovider, le principali associazioni italiane dei fornitori di servizi internet, hanno espresso soddisfazione per il provvedimento e hanno auspicato una rapida conversione.

Quando il decreto sarà legge, la palla per l'effettiva fornitura di servizi wi-fi al pubblico passerà ai provider. Negli altri paesi europei, sull'esempio degli Stati Uniti, già qualcosa si muove per la creazione di reti senza fili gratuite nelle grandi città. Il provider francese Free-hotspot.com ha appena espresso l'intenzione di imitare Google e di proporre l'installazione di network wireless a banda larga a Parigi e Londra.

(fonte: repubblica.it)

Postato da: niknet alle 11:09 | link | commenti |

lunedì, ottobre 03, 2005

In Italia si chiama uotpia

Il motore di ricerca presenta un piano per il wi-fi nella Bay Area
E' il primo passo della compagnia nella connettività a banda larga
Una città su internet senza fili
Il regalo di Google a San Francisco

Il servizio, gratuito, si finanzierà con la pubblicità

L'immagine “http://www.repubblica.it/2005/f/sezioni/scienza_e_tecnologia/google2/wgoogle/ap_6866752_16181.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

Un'intera città su internet senza fili. E gratis. E' la proposta di Google per il comune di San Francisco. Proposta generosa ma non disinteressata, quella del motore di ricerca: se il progetto avrà successo, Google metterà platealmente piede in un altro settore, quello della connettività a banda larga, allargando ulteriormente i suoi già smisurati interessi.

In un plico di cento pagine, Google ha messo nero su bianco la sua idea per la Bay Area, il grande agglomerato urbano che comprende, oltre a San Francisco, le città di Oakland e Berkeley. La proposta è all'esame del sindaco Gavin Newsom, che ha indetto una gara per la fornitura di accesso gratuito all'internet senza fili in città. Oltre a Google, un'altra dozzina di compagnie competono per aggiudicarsi l'appalto.

Il documento presentato da Google mette fine a settimane di speculazioni su un prossimo ingresso della compagnia di Mountain View nel settore del wi-fi, la tecnologia che permette di collegarsi senza fili ad una rete locale e, attraverso questa, ad internet. Negli scorsi mesi, Google ha sperimentato il wi-fi tramite alcuni punti di accesso (hot-spot) a San Francisco e New York. "Portare San Francisco nell'internet senza fili è un modo per sostenere la nostra community nella Bay Area", ha dichiarato Nate Tyler, portavoce del motore di ricerca. La compagnia ha negato comunque l'intenzione di estendere la propria rete wi-fi al di fuori della città californiana.

A quanto si apprende, Google prevede di sostenere il servizio attraverso i proventi pubblicitari. Certo alla compagnia, reduce da una recente quotazione di successo in Borsa, non mancano i soldi né le risorse per tentare un'impresa del genere. Soltanto con l'ingresso al Nasdaq, il mercato tecnologico della Borsa di New York, Google ha guadagnato 4,17 miliardi di dollari liquidi.

Lo sviluppo di reti wi-fi è un obiettivo perseguito non solo dall'industria della rete, ma anche da numerose amministrazioni pubbliche in tutto il mondo: garantendo l'accesso alla rete da qualunque luogo, il wi-fi permette la fornitura di servizi informativi o turistici, semplificando la vita dei cittadini. Recentemente, Roma ha introdotto un limitato servizio sperimentale di internet senza fili nei parchi pubblici.

(fonte: repubblica.it)

Postato da: niknet alle 19:14 | link | commenti |

domenica, ottobre 02, 2005

Skype, disponibile la versione 1.4

Skype 1.4Da qualche giorno è disponibile per il download una nuova versione per Windows di Skype, la 1.4. Tra le novità si segnalano l'inoltro di chiamata e la personalizzazione di alcune funzioni. Per aumentare la spesa degli utenti, Skype introduce nuovi servizi, anche riprendendo idee dalla concorrenza di Jajah. Una prima novità è il trasferimento di chiamata quando non si è online.

Chiunque abbia acquistato un credito con SkypeOut può impostare dalle opzioni di Skype uno o più numeri (fino a 3) ai quali inoltrare la chiamata. Il costo della connessione è lo stesso che si pagherebbe se si chiamasse lo stesso numero via Skype: per l'Italia circa 2 centesimi di euro per un numero di rete fissa e circa 25 per un cellulare.

Seguendo il successo di sfondi e suonerie per cellulari, riprendendo l'idea di Jajah (che permette anche di cambiare immagine all'interfaccia del programma), Skype apre una sezione del sito per la personalizzazione a pagamento del programma. Ora è infatti possibile acquistare suoni per lo squillo di Skype (1 euro l'uno!) diversi da quello standard, insieme ad immagini e ad icone aggiuntive per animare il nostro profilo Skype. Tra le novità introdotte ci sono 21 nuove faccine (emoticon) animate e un miglioramento nella funzione d'importazione dei contatti dalla rubrica di Microsoft Outlook ed Outlook Express.

Entro il 2005 gli utenti di Skype potranno godere di ulteriori servizi, come anticipato in una conferenza del settore negli Stati Uniti d'America. La prossima versione, in attesa entro la fine di ottobre, prevede l'introduzione della tanto attesa videochiamata. Prima della versione 1.7 di fine anno Skype promette inoltre un miglioramento della funzione di ricerca, nuove importazioni di contatti facilitate, l'integrazione di un PIM (Personal Information Manager), l'introduzione del PTT (Push To Talk) fino ad arrivare agli SMS. Nel futuro di Skype potrebbe esserci anche la distribuzione di contenuti video. Saul Klein, VicePresidente Marketing di Skype, ha detto al Times che la prossima mossa sarà la proposta di trasmissioni video, probabilmente prodotte appositamente per Skype da canali televisivi internazionali.

(fonte: jugo.it)

Postato da: niknet alle 12:37 | link | commenti |
software utili

sabato, ottobre 01, 2005

Speciale p2p, cosa sta succedendo nel mondo?
Oggi il blog è dedicato alla chiusura del programma edonkey (ma non la relativa rete) che segue di pochi giorni quella del celebre Winmx!

Chiude eDonkey. Tornerà, ma a pagamento

Tolleranza zero contro il P2P: la sentenza Grokster spinge i responsabili della popolarissima rete eDonkey a gettare la spugna e pensare a servizi a pagamento. Ma i figli dell'Asino assicurano la sopravvivenza della specie

Roma - Lutto nel mondo del file sharing: dopo la chiusura di WinMX, anche il celeberrimo eDonkeymajor continua a fare vittime e getta molte ombre sul futuro della tecnologia di condivisione P2P. Morte e risurrezione: l'"asino elettronico" sarà convertito in un servizio per la vendita di contenuti multimediali.

Il presidente dell'azienda del popolare network eDonkey, Metamachine, dichiara di esser stato costretto a questa improvvisa decisione per far fronte alle diffide della RIAA, che si fa forte della recente sentenza Grokster pronunciata dalla Corte Suprema statunitense.


La rete eD2K è il pilastro su cui poggia anche eMule, il un diffuso client alternativo open source, ma quanto sta accadendo difficilmente procurerà seri problemi all'immensa comunità di utenti che eMule si è guadagnato negli anni: il "mulo" rimarrà comunque in gioco, grazie ai network Kad e FileExchange.

Sam Yagan ha gettato la spugna nel corso di un'udienza presso la Commissione Giudiziariasentenza Grokster. "Lo voglio dire forte e chiaro", testimonia Yagan, "perché abbiamo intenzione di trasformare al più presto eDonkey2000 ed i suoi utenti in una piattaforma a pagamento, in modo da venire incontro alle esigenze di RIAA". Le decisioni della Corte Costituzionale a conclusione del caso MGM-Grokster sono una spada di Damocle che mette alle corde "tutte le piccole aziende che producono software per lo scambio di file", sostiene Yagan.

Il presidente dell'azienda, produttrice di un software utilizzato da milioni di utenti in tutto il mondo, si è dichiarato sfinito dall'infinita battaglia legale che vede muro contro muro l'industria multimediale e le società informatiche. Uno scontro che a suo dire indebolisce l'innovazione, in grado di spostare il baricentro della sperimentazione dagli Stati Uniti verso altri paesi. Come esempio di questa tendenza, Yagan ha citato il caso di Skype.

"Non vorrei che tutti i produttori di tecnologie P2P fossero costretti a passare all'open source oppure ad aprire sedi all'estero, perché sarebbe un colpo davvero duro per l'economia nazionale", incalza Yagan: i veri vincitori di questa infuocata caccia alle streghe antiP2P sarebbero "i furbi che emigrano o si nascondono nell'underground", senza dover sottostare alle leggi degli Stati Uniti. Una battuta che a molti ha fatto pensare a quanto sta avvenendo proprio con WinMX, "avvistato" in un'isoletta offshore del Pacifico.

Le sorti dei sistemi P2P sono segnate? Sempre più membri dell'entourage politico statunitense stanno battendo le lance sugli scudi, pronti a reclamare norme più rigide. Dianne Feinsten, senatore della California, è convinta che Washington debba fare qualcosa per fermare alla svelta tutti i sistemi P2P: "Di questo passo, se non interveniamo, l'industria basata sulla proprietà intellettuale è destinata a morire". Una dichiarazione che echeggia le previsioni della rockstar David Bowie, che già anni fa avvertì i propri colleghi di "prepararsi", perché il diritto d'autore sarebbe, appunto, prossimo al capolinea.

Altri, ben più disposti al dialogo, propongono una riforma completa delle leggi sul diritto d'autore, considerate antiquate e inadatte. Marty Beth Peters, dello US Copyright Office, pensa che la soluzione migliore sia un "cambiamento graduale, a partire dalla revisione delle licenze discografiche".

Ma, nonostante il clima incandescente, il fenomeno del filesharing continua a prendere piede. Una ricerca Gartner G2, aggiornata allo scorso agosto, registra un incredibile incremento degli utenti P2P all'interno degli Stati Uniti. Dal 2003 al 2005 il numero di computer connessi ai maggiori servizi P2P è triplicato, passando da 3,8 a 9,6 milioni di singoli indirizzi IP. Una crescita ammessa dalle stesse major.

(fonte: punto-informatico.it)

Postato da: niknet alle 12:00 | link | commenti |

Ed ecco un'altra notizia sulla chiusura di edonkey2000

Oggi, la Commissione Giudiziaria del Senato Americano terrà un'udienza nella quale sarà ascoltato Sam Yagan, il presidente di MetaMachine. L'udienza, "Proteggere Copyright ed Innovazione in un mondo Dopo-Grokster", si concentrerà su problematiche di proprietà intellettuale nel caso in cui l'intera community P2P disinstalli Grokster o ogni altro client per il file sharing.

Tuttavia Sam Yagan, presidente di MetaMachine farà poche concessioni all'udienza di oggi. No, MetaMachine non sta per chiudere, tuttavia lo specialista in matematiche applicate e laureato alle università di Harvard e Stanford asseconderà le richieste della RIAA.

La RIAA, una organizzazione che rappresenta oltre il 90% di tutte le etichette discografiche e tutte e quattro le etichette principali ha avviato una campagna di invio di lettere il 13 di questo mese. Nella lettera, che è stata inviata alla maggior parte degli sviluppatori P2P, la RIAA ha chiesto di cessare immediatamente ad incoraggiare violazioni di copyright oppure di prepararsi ad affrontare problemi legali.

"Chiediamo che cessiate e desistiate immediatamente dal permettere ed indurre la violazione delle registrazioni sonore dei membri RIAA. Se volete discutere in via amichevole quanto vi contestiamo contattateci immediatamente"

Si sospetta che queste lettere di 'cessa e desisti' siano state inviate a MetaMachine, BearShare, WinMX, LimeWire e Ares Galaxy. Gli sviluppatori hanno reagito in modo diverso a questa faccenda, tuttavia nessuno ha pubblicamente detto come si sarebbe comportato. Questo fino a Sam Yagan di MetaMachine.

Nelle dichiarazioni di Sam rilasciate oggi, il Sig Yagan introduce la sua testimonianza annunciando la risposta della sua compagnia alle richieste della RIAA.

"Vorrei che fosse chiaro per la Commissione che abbiamo risposto alla lettera RIAA ed ho personalmente assicurato al Sig Sherman - cosa che ripeto oggi - che ci stiamo muovendo per soddisfare la loro richiesta."

La decisione della Corte Suprema del 26 Giugno ha incoraggiato l'industria del copyright a fare maggiore pressione sugli sviluppatori P2P affinché si adattassero alla loro visione della legge sulla proprietà intellettuale. Giusto o sbagliato che sia, la maggior parte delle aziende commerciali per il file sharing non ha le risorse per combattere contro l'industria discografica e cinematografica che di risorse finaziarie ne ha quasi illimitate.

".. Non sono qui come partecipante attivo nel futuro del P2P, bensi come uno che ha gettato la spugna e non ha interesse a ripetere errori passati.."

Sam commenta diversi punti del caso Grokster, compreso il rilevante aspetto dell'intento. Secondo la Corte Suprema, ogni potenziale sviluppatore che mostra l'intento ad istigare violazioni di copyright può essere ritenuto responsabile.

"Gli standard del caso Grokster richiedono capacità di veggenti per capire qual'è l'intento di un'azienda, la decisione è stata essenzialmente una chiamata ad andare in tribunale. Questa è una situazione critica poiché la maggior parte delle nuove aziende non ha abbastanza soldi. Mentre avrei potuto pagare per una sbrigativa udienza di giustizia sotto la decisine Betamax, non potrei affrontare un lungo processo necessario per vincere in tribunale sotto la sentenza Grokster. Senza questa possibilità finanziaria, uscire dal business era la nostra unica possibilità nonostante la mia consapevolezza che mai abbiamo istigato a violare la legge e che avremmo vinto anche alla luce della sentenza Grokster"

Oltre agli altri argomenti, Sam si è soffermato anche su altri importanti punti come il soffocamento dell'innovazione ed il trasferimento della tecnologia oltre oceano. Inoltre il tentativo della RIAA e della MPAA di annientare gli sviluppatori di P2P commerciale potrebbe alla fine rivelarsi un'arma a doppio taglio poiché le loro azioni possono essere rese irrilevanti dalle reti e dai client open source o con base all'estero.

Segue la testimonianza di Sam Yagan

Grazie per avermi invitato a testimoniare questa mattina su un problema che avrà senza dubbio ampie e durevoli ramificazioni sia per l'industria tecnologica che per quella dei contenuti.

Negli ultimi tre anni, ho servito come presidente MetaMachine, che sviluppa e distribuisce l'applicazione peer-to-peer per il file sharing eDonkey. Dalla mia posizione privilegiata sono stato disponibile ed ho partecipato sulle linee di frontiera del confronto tra la tecnologia ed il contenuto. Spero che la mia esperienza sulla rama del rasoio sia di aiuto alla Commissione.

Potreste essere curiosi chiedendovi che tipo di persone gestiscono un'azienda peer-to-peer, per cui vorrei parlarvi un pò del mio passato. Prima di unirmi a MetaMachine avevo fondato ed ero stato amministratore di una azienda di editoria didattica chiamata SparkNotes. In quel ruolo ero io ad essere un detentore di diritti ed il mio lavoro era di vendere contenti fisici - un obiettivo non molto dissimile da quello delle etichette discografiche e degli studios. Vi dico questo per farvi capire che non sono un anarchico e non ho nulla di personale contro la proprietà intellettuale. Ho conseguito una laurea in matematica applicata presso l'università di Harvard ed una in Economia presso quella di Stanford.

Prima di andare al cuore del discorso, mi piacerebbe chiarire alla Commissione che abbiamo risposto alla lettera 'cessa e desisti' RIAA ed ho personalmente assicurato al Sig Sherman - cosa che ripeto oggi - che ci stiamo muovendo per soddisfare le loro richieste.

Perciò non sono qui come un partecipante attivo nel futuro del P2P, bensì come uno che ha gettato la spugna e non ha interesse a ripetere errori passati. Spero che come risultato del mio imminente ritiro dall'industria del P2P, riesca a parlare con maggiore imparzialità e che accoglierete questa testimonianza non come un tentativo di servire i miei interessi ma semplicemente come la volontà di condividere con voi il mio punto di vista in questo mondo Dopo-Grokster.

Vorrei commentare tre elementi del caso Grokster che trovo di massima importanza.

Primo: Gli standard del caso Grokster richiedono capacità di veggenti per capire qual'è l'intento di un'azienda, la decisione è stata essenzialmente una chiamata ad andare in tribunale. Questa è una situazione critica poiché la maggior parte delle nuove aziende non ha abbastanza soldi. Mentre avrei potuto pagare per una sbrigativa udienza di giustizia sotto la decisine betamax, non potrei affrontare un lungo processo necessario per vincere in tribunale sotto la sentenza Grokster. Senza quella possibilità finanziaria, uscire dal business era la nostra unica possibilità nonostante la mia consapevolezza che mai abbiamo istigato a violare la legge e che avremmo vinto anche alla luce della sentenza Grokster

Secondo: La corte cita nello specifico che l'azione di marketing di Grokster rivolta ' a precedenti utenti di Napster indica un principale se non esclusivo intento a spingere alla violazione". Siamo sicuri che questo sia una prova sufficiente dell'intento a sobillare la violazione di copyright? Questo significa che ogni azienda che ha fatto pubblicità nel software eDonkey ha lo stesso intento? Oso sperare di no, perché l'estate scorsa le campagne sia del Presidente Bush che del Senatore Kerry sono state caratterizzate anche da pubblicità su eDonkey. Stavano davvero entrambe cercando di attirare voti basandosi su un invito a violare le leggi oppure avranno avuto qualche altro 'intento'?

Penso che Grokster ed i suoi standard sull'istigazione non possono servire a raggiungere un equilibrio sul lungo termine. Immaginate se dalla nascita di eDonkey non solo non avessimo fatto nessuna dichiarazione che avrebbe potuto spingere a violare il copyright - ma non avessimo fatto proprio nessuna dichiarazione - ed avessimo solo creato un sito web con scritto "eDonkey è un'applicazione peer-to-peer per il file sharing". Mi sembra che questa non si sarebbe qualificata come attività di 'istigazione affermativa ed attiva a violare il copyright' Se non avessimo mai fatto altre dichiarazioni al di fuori di quella le cose sarebbero molto più semplici ora? Se è così nasceranno inevitabilmente nuove applicazioni P2P che immediatamente soddisferanno la sentenza Grokster da questo punto di vista. Se invece le cose non stanno così allora gli effetti della sentenza Grokster si spingeranno ben oltre il rallentamento dell'innovazione - quasi sicuramente la paralizzeranno del tutto.

Vorrei riepilogare facendo umilmente un piccolo salto oltre l'area delle mie competenze e presentando quattro osservazioni che potrebbe essere utili:

Primo, incoraggiare una soluzione di mercato. Penso che nessuno al momento conosca quale specifica soluzione sia la migliore da adottare, ma ho una grande fiducia nella possibilità per il nostro sistema di mercato libero di generare numerosi nuovi modelli di business per trarre vantaggio delle decine di milioni di Americani che usano il P2P per soddisfare la loro sete di contenuti e di dati. Immaginate se negli ultimi 10 anni fossimo stati capaci di convertire solo l'1% delle decine di miliardi di download di file condivisi in download a pagamento. C'è una soluzione di mercato da trovare - può benissimo essere una che si adatta al modello di business dell'industria dell'intrattenimento, ma può anche non esserlo. Nessuno in questa stanza può deciderlo; può farlo solo il mercato.

Secondo, su questa faccenda occorre essere particolarmente attenti alle conseguenze inattese. Con le tante applicazioni P2P estere o con quelle semplicemente open source, le entità che alla fine saranno maggiormente devastate dalla sentenza Grokster saranno quelle - come noi - che hanno messo su il proprio business negli stati Uniti, sotto le leggi Americane, pagano le tasse e, almeno per quanto riguarda eDonkey, hanno cercato di acquisire una licenza sul contenuto dell'industria dell'intrattenimento. Temo che i vincitori della sentenza Grokster non saranno le etichette e gli studios ma l'underground, i P2p esteri e gli sviluppatori P2P vagabondi che avranno perso una dozzina dei maggiori protagonisti della concorrenza.

Terzo, chiarire la decisione della Corte del caso Grokster. Cos' com'è, molte aziende ed aspiranti imprenditori non possono semplicemente capire come si posizioneranno di fronte alla legge. Come sapete ultimamente eBay ha acquistato l'azienda P2P di Skype per più di due miliardi di dollari. Da notare che Skype è stato fondato all'estero; sarebbe una vera tragedia per la nostra economia se tutti gli imprenditori tecnologici portassero le loro innovazioni all'estero.

Ed infine, ho avviato diverse aziende nella mia carriera e se ho una grande passione è proprio quella per l'imprenditoria - la forza trainante della nostra economia. Vi esorto vivamente a cercare di mettervi nei panni degli impreditori che cercano di realizzare innovazione in nuove industrie. Spero facciate tutto quello che è nelle vostre possibilità per incoraggiare gli imprenditori ed inserirli in un ambiente legale nel quale possano affrontare le mille sfide che una nuova azienda pone senza l'ulteriore aggravio di dover indovinare come un giudice molti anni dopo giudicherà ogni loro email, ogni telefonata, e anche ogni loro pensiero.


Traduzione libera a cura di VedoVa_NeRa per www.p2pforum.it
Originale inglese a cura di Slyck.com
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Postato da: niknet alle 11:56 | link | commenti |


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Sono le tracce che quasi tutte le stampanti laser a colori in commercio inseriscono silenziosamente in ogni pagina. Riportano il numero seriale della stampante e la data di stampa della pagina. Se il numero seriale è stato registrato dall'acquirente, come spesso accade, ogni singola pagina rivela di fatto il nome di chi l'ha scritta, accessibile a chiunque abbia accesso al codice di interpretazione.

Solo da pochi giorni si conoscono i motivi e i dettagli di quella che molti additano come una violazione delle elementari regole di riservatezza. I tecnici della Electronic Frontier Foundation (EFF), la storica organizzazione californiana che dal 1990 difende le libertà civili nel contesto tecnologico, hanno infatti decifrato parte del codice di marchiatura di una stampante Xerox. Utilizzando un fascio di luce blu e un microscopio, hanno scoperto che ogni pagina viene marchiata con microscopici puntini gialli, organizzati in un rettangolo la cui altezza misura poco più di un centimetro. La combinazione dei puntini è in grado di rilevare, oltre il codice seriale della stampante, anche la data e l'ora di stampa.

Secondo la EFF l'impatto di questa tecnologia sulla libertà di espressione è devastante: "Uno strumento di comunicazione che viene usato tutti i giorni può diventare uno strumento di sorveglianza governativa". A spaventare è la possibilità che pamphlet, documenti politici, pagine di informazione non allineata possano essere tracciati e registrati per qualsiasi finalità. Fatti del genere, continua il comunicato della fondazione, mostrano "come i governi e le industrie private scendono ad oscuri patti per indebolire la nostra privacy manomettendo strumenti quotidiani come le stampanti".

Se fino a ieri i codici erano accessibili solamente ai loro creatori e alle agenzie governative che ne avessero fatto richiesta, oggi possono essere letti e interpretati da tutti. La EFF ha rilasciato anche una piccola applicazione che è in grado di decifrare la griglia dei puntini di una stampante Xerox e sta lavorando per decifrare le tracce di altre.

I produttori di stampanti fanno sapere che l'identificazione viene utilizzata solamente per prevenire la contraffazione di documenti o banconote. Un portavoce di Xerox ha dichiarato al Washington Post che la tecnologia è stata messa a punto anni fa in cooperazione con agenzie governative e banche. Non si conoscono quando e in che modo sia stato usato il sistema, ma sembra che il governo olandese abbia già utilizzato la tecnologia per smantellare un'organizzazione di falsari di biglietti ferroviari.

Non sono mancate anche prese di posizione ufficiali. Un legale della Electronic Frontier Foundation ha inviato al servizio segreto americano, il corpo speciale che si occupa, tra l'altro, di falsificazioni e reati informatici, una "Freedom of Information Request", un atto formale che consente ai cittadini di richiedere documentazione conservata negli archivi delle diverse agenzie governative Usa. La richiesta reclama una semplice risposta ad un altrettanto semplice domanda: quanti sono i dispositivi tecnologici che possono spiare le nostre abitudini di tutti i giorni?

(fonte : repubblica.it)

sull'argomento, inoltre, cosiglio questi  link

http://punto-informatico.it/p.asp?i=55697&r=PI
http://punto-informatico.it/p.asp?i=54379
http://www.eff.org/Privacy/printers/docucolor/

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venerdì, ottobre 07, 2005

Nuove sorprese dal mondo Apple?

Ipod, dopo quello nano arriva 'un'altra cosa'

Avvolto dal massimo riserbo, come è nello stile della Apple, è in arrivo il nuovo gioiello. Che potrebbe arricchirsi della modalità video

Ipod, dopo quello nano arriva 'un'altra cosa'

 

Conto alla rovescia per la nuova 'sorpresa' Apple. La societa' californiana di computer ha inviato un'altra mail ai giornalisti in vista di incontro programmato per il 12 ottobre.

 

Sull'invito c'e' scritto semplicemente: 'Un'altra cosa...'. Poche e sintetiche parole, in linea con il massimo riserbo che la compagnia di Steve Jobs riserva alle nuove iniziative, ma sufficienti a scatenare tra gli appassionati le ipotesi piu' variegate.

 

Ad esempio, AppleInsider, uno dei siti piu' vicini al gruppo di Cupertino, rilancia l'idea dell'iPod con la modalita' video, di cui si parla da tempo. Oppure l'iPod nella versione da 60 gb tradizionale con macchina fotografica incorporata, ma molto piu' sottile di quello attualmente disponibile.

 

Appena agli inizi di settembre, la Apple ha lanciato sui mercati mondiali il suo iPod nano, spesso pochi millimetri e capace di contenere fino a un massimo di 1.000 canzoni, per sostituire l'iPod mini, il modello di player digitale finora piu' diffuso.

 

Il prodotto di punta della Apple, quello capace di gonfiare gli utili in bilancio, e' stato venduto in oltre 6 milioni di pezzi soltanto nell'ultimo trimestre per una quota di mercato nel settore dei riproduttori digitali stimata al 75%.

 

Nella foto, Steve Jobs alla presentazione di iPod nano ai primi di settembre

(fonte: rainews.it)

 

 

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mercoledì, ottobre 05, 2005

Il wi-fi, finalmente sbarcherà degnamente anche in Italia?

Presentato il decreto che liberalizza l'uso del wi-fi pubblico
Landolfi: "Così la banda larga raggiungerà anche i piccoli centri"
Internet senza fili
Si muove anche l'Italia

Soddisfazione dei provider. E in Europa c'è chi immagina
reti senza fili gratuite per città come Parigi e Londra


A pochi giorni dall'annuncio di Google, che ha proposto la fornitura di un servizio wi-fi gratuito sul territorio di San Francisco, anche in Italia qualcosa si muove verso l'apertura del mercato dell'internet senza fili. E già c'è chi pensa di importare in alcune capitali europee l'idea del motore di ricerca americano.

Il ministero delle Comunicazioni ha presentato un decreto legge per estendere l'adozione del wi-fi, eliminando i vincoli che ne limitavano l'uso ai locali aperti al pubblico e alle aree pubbliche confinate. Un provvedimento chiesto a gran voce dagli operatori internet da almeno due anni: se diventerà legge, permetterà di estendere l'uso della banda larga a persone e luoghi che finora ne erano esclusi.

Il wi-fi, acronimo di wireless fidelity, è una tecnologia che permette la trasmissione di dati ad alta velocità attraverso l'etere. Nel wi-fi gli operatori del settore vedono uno strumento fondamentale per portare l'internet ad alta velocità anche in zone normalmente non raggiunte dal broadband, come i piccoli centri o le zone geograficamente problematiche (come isole e aree montuose). Il wi-fi attira anche le amministrazioni pubbliche, interessate a fornire ai cittadini in qualunque momento e in ogni luogo informazioni di varia utilità, burocratiche o turistiche.

Ampiamente sperimentato all'interno di ambienti chiusi o circoscritti (modalità indoor), il wi-fi non ha potuto finora svilupparsi organicamente in Italia come servizio pubblico, soprattutto per la presenza dei paletti fissati dal piano nazionale di ripartizione delle frequenze. Il decreto presentato oggi dal ministro Mario Landolfi elimina qualunque limitazione riguardante la copertura territoriale e prevede il libero uso delle frequenze non protette (il wi-fi lavora sui 2,4 GHz) senza costi di licenza per l'utente e per l'operatore. Dovranno essere garantite la sicurezza delle reti contro gli accessi non autorizzati e le prestazioni a fini di giustizia. E' prevista la possibilità di accordi di roaming tra i vari operatori, così come avviene per la telefonia mobile.
"Gli italiani che vivono nei piccoli comuni", ha detto Landolfi presentando il decreto, "sono circa 11 milioni: molti di loro non hanno l'accesso a Internet a banda larga perché l'investimento per le grandi aziende sarebbe antieconomico. Con questo provvedimento, invece, consentiamo a tutti gli operatori che lo vogliano di raggiungere utenti altrimenti esclusi". Aiip e Assoprovider, le principali associazioni italiane dei fornitori di servizi internet, hanno espresso soddisfazione per il provvedimento e hanno auspicato una rapida conversione.

Quando il decreto sarà legge, la palla per l'effettiva fornitura di servizi wi-fi al pubblico passerà ai provider. Negli altri paesi europei, sull'esempio degli Stati Uniti, già qualcosa si muove per la creazione di reti senza fili gratuite nelle grandi città. Il provider francese Free-hotspot.com ha appena espresso l'intenzione di imitare Google e di proporre l'installazione di network wireless a banda larga a Parigi e Londra.

(fonte: repubblica.it)

Postato da: niknet a 11:09 | link | commenti |

lunedì, ottobre 03, 2005

In Italia si chiama uotpia

Il motore di ricerca presenta un piano per il wi-fi nella Bay Area
E' il primo passo della compagnia nella connettività a banda larga
Una città su internet senza fili
Il regalo di Google a San Francisco

Il servizio, gratuito, si finanzierà con la pubblicità

L'immagine “http://www.repubblica.it/2005/f/sezioni/scienza_e_tecnologia/google2/wgoogle/ap_6866752_16181.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

Un'intera città su internet senza fili. E gratis. E' la proposta di Google per il comune di San Francisco. Proposta generosa ma non disinteressata, quella del motore di ricerca: se il progetto avrà successo, Google metterà platealmente piede in un altro settore, quello della connettività a banda larga, allargando ulteriormente i suoi già smisurati interessi.

In un plico di cento pagine, Google ha messo nero su bianco la sua idea per la Bay Area, il grande agglomerato urbano che comprende, oltre a San Francisco, le città di Oakland e Berkeley. La proposta è all'esame del sindaco Gavin Newsom, che ha indetto una gara per la fornitura di accesso gratuito all'internet senza fili in città. Oltre a Google, un'altra dozzina di compagnie competono per aggiudicarsi l'appalto.

Il documento presentato da Google mette fine a settimane di speculazioni su un prossimo ingresso della compagnia di Mountain View nel settore del wi-fi, la tecnologia che permette di collegarsi senza fili ad una rete locale e, attraverso questa, ad internet. Negli scorsi mesi, Google ha sperimentato il wi-fi tramite alcuni punti di accesso (hot-spot) a San Francisco e New York. "Portare San Francisco nell'internet senza fili è un modo per sostenere la nostra community nella Bay Area", ha dichiarato Nate Tyler, portavoce del motore di ricerca. La compagnia ha negato comunque l'intenzione di estendere la propria rete wi-fi al di fuori della città californiana.

A quanto si apprende, Google prevede di sostenere il servizio attraverso i proventi pubblicitari. Certo alla compagnia, reduce da una recente quotazione di successo in Borsa, non mancano i soldi né le risorse per tentare un'impresa del genere. Soltanto con l'ingresso al Nasdaq, il mercato tecnologico della Borsa di New York, Google ha guadagnato 4,17 miliardi di dollari liquidi.

Lo sviluppo di reti wi-fi è un obiettivo perseguito non solo dall'industria della rete, ma anche da numerose amministrazioni pubbliche in tutto il mondo: garantendo l'accesso alla rete da qualunque luogo, il wi-fi permette la fornitura di servizi informativi o turistici, semplificando la vita dei cittadini. Recentemente, Roma ha introdotto un limitato servizio sperimentale di internet senza fili nei parchi pubblici.

(fonte: repubblica.it)

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domenica, ottobre 02, 2005

Skype, disponibile la versione 1.4

Skype 1.4Da qualche giorno è disponibile per il download una nuova versione per Windows di Skype, la 1.4. Tra le novità si segnalano l'inoltro di chiamata e la personalizzazione di alcune funzioni. Per aumentare la spesa degli utenti, Skype introduce nuovi servizi, anche riprendendo idee dalla concorrenza di Jajah. Una prima novità è il trasferimento di chiamata quando non si è online.

Chiunque abbia acquistato un credito con SkypeOut può impostare dalle opzioni di Skype uno o più numeri (fino a 3) ai quali inoltrare la chiamata. Il costo della connessione è lo stesso che si pagherebbe se si chiamasse lo stesso numero via Skype: per l'Italia circa 2 centesimi di euro per un numero di rete fissa e circa 25 per un cellulare.

Seguendo il successo di sfondi e suonerie per cellulari, riprendendo l'idea di Jajah (che permette anche di cambiare immagine all'interfaccia del programma), Skype apre una sezione del sito per la personalizzazione a pagamento del programma. Ora è infatti possibile acquistare suoni per lo squillo di Skype (1 euro l'uno!) diversi da quello standard, insieme ad immagini e ad icone aggiuntive per animare il nostro profilo Skype. Tra le novità introdotte ci sono 21 nuove faccine (emoticon) animate e un miglioramento nella funzione d'importazione dei contatti dalla rubrica di Microsoft Outlook ed Outlook Express.

Entro il 2005 gli utenti di Skype potranno godere di ulteriori servizi, come anticipato in una conferenza del settore negli Stati Uniti d'America. La prossima versione, in attesa entro la fine di ottobre, prevede l'introduzione della tanto attesa videochiamata. Prima della versione 1.7 di fine anno Skype promette inoltre un miglioramento della funzione di ricerca, nuove importazioni di contatti facilitate, l'integrazione di un PIM (Personal Information Manager), l'introduzione del PTT (Push To Talk) fino ad arrivare agli SMS. Nel futuro di Skype potrebbe esserci anche la distribuzione di contenuti video. Saul Klein, VicePresidente Marketing di Skype, ha detto al Times che la prossima mossa sarà la proposta di trasmissioni video, probabilmente prodotte appositamente per Skype da canali televisivi internazionali.

(fonte: jugo.it)

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software utili

sabato, ottobre 01, 2005

Speciale p2p, cosa sta succedendo nel mondo?
Oggi il blog è dedicato alla chiusura del programma edonkey (ma non la relativa rete) che segue di pochi giorni quella del celebre Winmx!

Chiude eDonkey. Tornerà, ma a pagamento

Tolleranza zero contro il P2P: la sentenza Grokster spinge i responsabili della popolarissima rete eDonkey a gettare la spugna e pensare a servizi a pagamento. Ma i figli dell'Asino assicurano la sopravvivenza della specie

Roma - Lutto nel mondo del file sharing: dopo la chiusura di WinMX, anche il celeberrimo eDonkeymajor continua a fare vittime e getta molte ombre sul futuro della tecnologia di condivisione P2P. Morte e risurrezione: l'"asino elettronico" sarà convertito in un servizio per la vendita di contenuti multimediali.

Il presidente dell'azienda del popolare network eDonkey, Metamachine, dichiara di esser stato costretto a questa improvvisa decisione per far fronte alle diffide della RIAA, che si fa forte della recente sentenza Grokster pronunciata dalla Corte Suprema statunitense.


La rete eD2K è il pilastro su cui poggia anche eMule, il un diffuso client alternativo open source, ma quanto sta accadendo difficilmente procurerà seri problemi all'immensa comunità di utenti che eMule si è guadagnato negli anni: il "mulo" rimarrà comunque in gioco, grazie ai network Kad e FileExchange.

Sam Yagan ha gettato la spugna nel corso di un'udienza presso la Commissione Giudiziariasentenza Grokster. "Lo voglio dire forte e chiaro", testimonia Yagan, "perché abbiamo intenzione di trasformare al più presto eDonkey2000 ed i suoi utenti in una piattaforma a pagamento, in modo da venire incontro alle esigenze di RIAA". Le decisioni della Corte Costituzionale a conclusione del caso MGM-Grokster sono una spada di Damocle che mette alle corde "tutte le piccole aziende che producono software per lo scambio di file", sostiene Yagan.

Il presidente dell'azienda, produttrice di un software utilizzato da milioni di utenti in tutto il mondo, si è dichiarato sfinito dall'infinita battaglia legale che vede muro contro muro l'industria multimediale e le società informatiche. Uno scontro che a suo dire indebolisce l'innovazione, in grado di spostare il baricentro della sperimentazione dagli Stati Uniti verso altri paesi. Come esempio di questa tendenza, Yagan ha citato il caso di Skype.

"Non vorrei che tutti i produttori di tecnologie P2P fossero costretti a passare all'open source oppure ad aprire sedi all'estero, perché sarebbe un colpo davvero duro per l'economia nazionale", incalza Yagan: i veri vincitori di questa infuocata caccia alle streghe antiP2P sarebbero "i furbi che emigrano o si nascondono nell'underground", senza dover sottostare alle leggi degli Stati Uniti. Una battuta che a molti ha fatto pensare a quanto sta avvenendo proprio con WinMX, "avvistato" in un'isoletta offshore del Pacifico.

Le sorti dei sistemi P2P sono segnate? Sempre più membri dell'entourage politico statunitense stanno battendo le lance sugli scudi, pronti a reclamare norme più rigide. Dianne Feinsten, senatore della California, è convinta che Washington debba fare qualcosa per fermare alla svelta tutti i sistemi P2P: "Di questo passo, se non interveniamo, l'industria basata sulla proprietà intellettuale è destinata a morire". Una dichiarazione che echeggia le previsioni della rockstar David Bowie, che già anni fa avvertì i propri colleghi di "prepararsi", perché il diritto d'autore sarebbe, appunto, prossimo al capolinea.

Altri, ben più disposti al dialogo, propongono una riforma completa delle leggi sul diritto d'autore, considerate antiquate e inadatte. Marty Beth Peters, dello US Copyright Office, pensa che la soluzione migliore sia un "cambiamento graduale, a partire dalla revisione delle licenze discografiche".

Ma, nonostante il clima incandescente, il fenomeno del filesharing continua a prendere piede. Una ricerca Gartner G2, aggiornata allo scorso agosto, registra un incredibile incremento degli utenti P2P all'interno degli Stati Uniti. Dal 2003 al 2005 il numero di computer connessi ai maggiori servizi P2P è triplicato, passando da 3,8 a 9,6 milioni di singoli indirizzi IP. Una crescita ammessa dalle stesse major.

(fonte: punto-informatico.it)

Postato da: niknet a 12:00 | link | commenti |

Ed ecco un'altra notizia sulla chiusura di edonkey2000

Oggi, la Commissione Giudiziaria del Senato Americano terrà un'udienza nella quale sarà ascoltato Sam Yagan, il presidente di MetaMachine. L'udienza, "Proteggere Copyright ed Innovazione in un mondo Dopo-Grokster", si concentrerà su problematiche di proprietà intellettuale nel caso in cui l'intera community P2P disinstalli Grokster o ogni altro client per il file sharing.

Tuttavia Sam Yagan, presidente di MetaMachine farà poche concessioni all'udienza di oggi. No, MetaMachine non sta per chiudere, tuttavia lo specialista in matematiche applicate e laureato alle università di Harvard e Stanford asseconderà le richieste della RIAA.

La RIAA, una organizzazione che rappresenta oltre il 90% di tutte le etichette discografiche e tutte e quattro le etichette principali ha avviato una campagna di invio di lettere il 13 di questo mese. Nella lettera, che è stata inviata alla maggior parte degli sviluppatori P2P, la RIAA ha chiesto di cessare immediatamente ad incoraggiare violazioni di copyright oppure di prepararsi ad affrontare problemi legali.

"Chiediamo che cessiate e desistiate immediatamente dal permettere ed indurre la violazione delle registrazioni sonore dei membri RIAA. Se volete discutere in via amichevole quanto vi contestiamo contattateci immediatamente"

Si sospetta che queste lettere di 'cessa e desisti' siano state inviate a MetaMachine, BearShare, WinMX, LimeWire e Ares Galaxy. Gli sviluppatori hanno reagito in modo diverso a questa faccenda, tuttavia nessuno ha pubblicamente detto come si sarebbe comportato. Questo fino a Sam Yagan di MetaMachine.

Nelle dichiarazioni di Sam rilasciate oggi, il Sig Yagan introduce la sua testimonianza annunciando la risposta della sua compagnia alle richieste della RIAA.

"Vorrei che fosse chiaro per la Commissione che abbiamo risposto alla lettera RIAA ed ho personalmente assicurato al Sig Sherman - cosa che ripeto oggi - che ci stiamo muovendo per soddisfare la loro richiesta."

La decisione della Corte Suprema del 26 Giugno ha incoraggiato l'industria del copyright a fare maggiore pressione sugli sviluppatori P2P affinché si adattassero alla loro visione della legge sulla proprietà intellettuale. Giusto o sbagliato che sia, la maggior parte delle aziende commerciali per il file sharing non ha le risorse per combattere contro l'industria discografica e cinematografica che di risorse finaziarie ne ha quasi illimitate.

".. Non sono qui come partecipante attivo nel futuro del P2P, bensi come uno che ha gettato la spugna e non ha interesse a ripetere errori passati.."

Sam commenta diversi punti del caso Grokster, compreso il rilevante aspetto dell'intento. Secondo la Corte Suprema, ogni potenziale sviluppatore che mostra l'intento ad istigare violazioni di copyright può essere ritenuto responsabile.

"Gli standard del caso Grokster richiedono capacità di veggenti per capire qual'è l'intento di un'azienda, la decisione è stata essenzialmente una chiamata ad andare in tribunale. Questa è una situazione critica poiché la maggior parte delle nuove aziende non ha abbastanza soldi. Mentre avrei potuto pagare per una sbrigativa udienza di giustizia sotto la decisine Betamax, non potrei affrontare un lungo processo necessario per vincere in tribunale sotto la sentenza Grokster. Senza questa possibilità finanziaria, uscire dal business era la nostra unica possibilità nonostante la mia consapevolezza che mai abbiamo istigato a violare la legge e che avremmo vinto anche alla luce della sentenza Grokster"

Oltre agli altri argomenti, Sam si è soffermato anche su altri importanti punti come il soffocamento dell'innovazione ed il trasferimento della tecnologia oltre oceano. Inoltre il tentativo della RIAA e della MPAA di annientare gli sviluppatori di P2P commerciale potrebbe alla fine rivelarsi un'arma a doppio taglio poiché le loro azioni possono essere rese irrilevanti dalle reti e dai client open source o con base all'estero.

Segue la testimonianza di Sam Yagan

Grazie per avermi invitato a testimoniare questa mattina su un problema che avrà senza dubbio ampie e durevoli ramificazioni sia per l'industria tecnologica che per quella dei contenuti.

Negli ultimi tre anni, ho servito come presidente MetaMachine, che sviluppa e distribuisce l'applicazione peer-to-peer per il file sharing eDonkey. Dalla mia posizione privilegiata sono stato disponibile ed ho partecipato sulle linee di frontiera del confronto tra la tecnologia ed il contenuto. Spero che la mia esperienza sulla rama del rasoio sia di aiuto alla Commissione.

Potreste essere curiosi chiedendovi che tipo di persone gestiscono un'azienda peer-to-peer, per cui vorrei parlarvi un pò del mio passato. Prima di unirmi a MetaMachine avevo fondato ed ero stato amministratore di una azienda di editoria didattica chiamata SparkNotes. In quel ruolo ero io ad essere un detentore di diritti ed il mio lavoro era di vendere contenti fisici - un obiettivo non molto dissimile da quello delle etichette discografiche e degli studios. Vi dico questo per farvi capire che non sono un anarchico e non ho nulla di personale contro la proprietà intellettuale. Ho conseguito una laurea in matematica applicata presso l'università di Harvard ed una in Economia presso quella di Stanford.

Prima di andare al cuore del discorso, mi piacerebbe chiarire alla Commissione che abbiamo risposto alla lettera 'cessa e desisti' RIAA ed ho personalmente assicurato al Sig Sherman - cosa che ripeto oggi - che ci stiamo muovendo per soddisfare le loro richieste.

Perciò non sono qui come un partecipante attivo nel futuro del P2P, bensì come uno che ha gettato la spugna e non ha interesse a ripetere errori passati. Spero che come risultato del mio imminente ritiro dall'industria del P2P, riesca a parlare con maggiore imparzialità e che accoglierete questa testimonianza non come un tentativo di servire i miei interessi ma semplicemente come la volontà di condividere con voi il mio punto di vista in questo mondo Dopo-Grokster.

Vorrei commentare tre elementi del caso Grokster che trovo di massima importanza.

Primo: Gli standard del caso Grokster richiedono capacità di veggenti per capire qual'è l'intento di un'azienda, la decisione è stata essenzialmente una chiamata ad andare in tribunale. Questa è una situazione critica poiché la maggior parte delle nuove aziende non ha abbastanza soldi. Mentre avrei potuto pagare per una sbrigativa udienza di giustizia sotto la decisine betamax, non potrei affrontare un lungo processo necessario per vincere in tribunale sotto la sentenza Grokster. Senza quella possibilità finanziaria, uscire dal business era la nostra unica possibilità nonostante la mia consapevolezza che mai abbiamo istigato a violare la legge e che avremmo vinto anche alla luce della sentenza Grokster

Secondo: La corte cita nello specifico che l'azione di marketing di Grokster rivolta ' a precedenti utenti di Napster indica un principale se non esclusivo intento a spingere alla violazione". Siamo sicuri che questo sia una prova sufficiente dell'intento a sobillare la violazione di copyright? Questo significa che ogni azienda che ha fatto pubblicità nel software eDonkey ha lo stesso intento? Oso sperare di no, perché l'estate scorsa le campagne sia del Presidente Bush che del Senatore Kerry sono state caratterizzate anche da pubblicità su eDonkey. Stavano davvero entrambe cercando di attirare voti basandosi su un invito a violare le leggi oppure avranno avuto qualche altro 'intento'?

Penso che Grokster ed i suoi standard sull'istigazione non possono servire a raggiungere un equilibrio sul lungo termine. Immaginate se dalla nascita di eDonkey non solo non avessimo fatto nessuna dichiarazione che avrebbe potuto spingere a violare il copyright - ma non avessimo fatto proprio nessuna dichiarazione - ed avessimo solo creato un sito web con scritto "eDonkey è un'applicazione peer-to-peer per il file sharing". Mi sembra che questa non si sarebbe qualificata come attività di 'istigazione affermativa ed attiva a violare il copyright' Se non avessimo mai fatto altre dichiarazioni al di fuori di quella le cose sarebbero molto più semplici ora? Se è così nasceranno inevitabilmente nuove applicazioni P2P che immediatamente soddisferanno la sentenza Grokster da questo punto di vista. Se invece le cose non stanno così allora gli effetti della sentenza Grokster si spingeranno ben oltre il rallentamento dell'innovazione - quasi sicuramente la paralizzeranno del tutto.

Vorrei riepilogare facendo umilmente un piccolo salto oltre l'area delle mie competenze e presentando quattro osservazioni che potrebbe essere utili:

Primo, incoraggiare una soluzione di mercato. Penso che nessuno al momento conosca quale specifica soluzione sia la migliore da adottare, ma ho una grande fiducia nella possibilità per il nostro sistema di mercato libero di generare numerosi nuovi modelli di business per trarre vantaggio delle decine di milioni di Americani che usano il P2P per soddisfare la loro sete di contenuti e di dati. Immaginate se negli ultimi 10 anni fossimo stati capaci di convertire solo l'1% delle decine di miliardi di download di file condivisi in download a pagamento. C'è una soluzione di mercato da trovare - può benissimo essere una che si adatta al modello di business dell'industria dell'intrattenimento, ma può anche non esserlo. Nessuno in questa stanza può deciderlo; può farlo solo il mercato.

Secondo, su questa faccenda occorre essere particolarmente attenti alle conseguenze inattese. Con le tante applicazioni P2P estere o con quelle semplicemente open source, le entità che alla fine saranno maggiormente devastate dalla sentenza Grokster saranno quelle - come noi - che hanno messo su il proprio business negli stati Uniti, sotto le leggi Americane, pagano le tasse e, almeno per quanto riguarda eDonkey, hanno cercato di acquisire una licenza sul contenuto dell'industria dell'intrattenimento. Temo che i vincitori della sentenza Grokster non saranno le etichette e gli studios ma l'underground, i P2p esteri e gli sviluppatori P2P vagabondi che avranno perso una dozzina dei maggiori protagonisti della concorrenza.

Terzo, chiarire la decisione della Corte del caso Grokster. Cos' com'è, molte aziende ed aspiranti imprenditori non possono semplicemente capire come si posizioneranno di fronte alla legge. Come sapete ultimamente eBay ha acquistato l'azienda P2P di Skype per più di due miliardi di dollari. Da notare che Skype è stato fondato all'estero; sarebbe una vera tragedia per la nostra economia se tutti gli imprenditori tecnologici portassero le loro innovazioni all'estero.

Ed infine, ho avviato diverse aziende nella mia carriera e se ho una grande passione è proprio quella per l'imprenditoria - la forza trainante della nostra economia. Vi esorto vivamente a cercare di mettervi nei panni degli impreditori che cercano di realizzare innovazione in nuove industrie. Spero facciate tutto quello che è nelle vostre possibilità per incoraggiare gli imprenditori ed inserirli in un ambiente legale nel quale possano affrontare le mille sfide che una nuova azienda pone senza l'ulteriore aggravio di dover indovinare come un giudice molti anni dopo giudicherà ogni loro email, ogni telefonata, e anche ogni loro pensiero.


Traduzione libera a cura di VedoVa_NeRa per www.p2pforum.it
Originale inglese a cura di Slyck.com
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