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domenica, febbraio 05, 2006

Oggi nasce ufficialmente niknet-news.

Finalmente una nuova avventura inizia. Correte numerosi!!!

http://www.niknet-news.com

Postato da: niknet alle 05:08 | link | commenti |
giochi, guide utili, software utili, telefonia, link interessanti

martedì, gennaio 31, 2006

Carissimi utenti,
niknet internet e tecnologia va in pensione e dalla sue ceneri nasce il sito nuvo di zecca

http://www.niknet-news.com/portale/

Venite numerosi ed iscrivetevi!!


Grazie a tutti i visitatori del mio blog!

Postato da: niknet alle 03:37 | link | commenti |
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mercoledì, settembre 28, 2005

Notizia, sinonimo di una dipendenza cui non possiamo fare a meno (ed in futuro sempre di più) a discapito della nostra stessa libertà... il telefonino

30 dollari per un telefonino,

100 per un computer

Motorola si è aggiudicata un contratto dell'Associazione GSM per la vendita di telefonini low-cost nei paesi in via di sviluppo. A partire dal gennaio 2006, l'azienda americana venderà 6 milioni di cellulari a trenta dollari l'uno, in 17 paesi tra cui India, Nigeria, Bangladesh, Yemen e Kenya, all'interno del programma Emerging Market Handset. I modelli distribuiti saranno il nuovo C113a e il precedente C113, con il quale Motorola si era già assicurata anche la prima fase del progetto EMH.

L'iniziativa rientra in quel graduale percorso di abbattimento del digital divide che sembra essere finalmente decollato negli ultimi mesi. Per avvicinare i paesi più poveri alle nuove tecnologie si tende a offrire loro dei dispositivi speciali, realizzati a basso costo, nei quali vengono abilitate solo le funzioni base. In pole position, ci sono proprio i telefonini.

Secondo una recente
ricerca di Vodafone, l'impatto dei cellulari nei paesi in via di sviluppo potrebbe essere doppio rispetto a quello - già notevole - avuto nel mondo occidentale. In molte aree del pianeta, non esistono ancora linee a terra e la telefonia mobile è destinata a diventare il primo e principale canale di comunicazione, utilizzabile anche per le connessioni a Internet.

La battaglia contro il digital divide, comunque, coinvolge anche il mondo dei computer. Dopo averlo presentato lo scorso febbraio, Nicholas
Negroponte è tornato di recente a parlare del progetto dei laptop a 100 dollari per i paesi più poveri. Dotati di uno schermo a cristalli liquidi, connettività Wi-Fi ed equipaggiati con Linux, i primi modelli dei computer low-cost saranno pronti a metà 2006 e secondo Negroponte dovranno essere distribuiti direttamente dai ministeri dell'educazione ai bambini, assieme ai libri di scuola.

Tra i primi governi che si sono dimostrati interessati al progetto c'è quello brasiliano, con il quale sono aperte delle trattative per la produzione stessa dei pc. Proprio il paese sudamericano, la scorsa primavera è stato protagonista di una serie di schermaglie con Microsoft per la gestione del programma Pc Conectado, studiato per fornire hardware e accessibilità alle fasce più povere della popolazione. Alla fine, il
governo Lula ha deciso di adottare il sistema operativo Linux.

(fonte: lastampa.it)

Postato da: niknet alle 18:21 | link | commenti |
telefonia

E veniamo ad un argomento che sembra fantascienza (ma per esperienza) non lo è!!! i virus per cellulari che seppur non ancora dannosi son molto fastidiosi! per rimuoverli consiglio di cercare il nome del virus su google (magari puntanto nel sito symantec che fornisce sempre una dettagliata soluzione su come rimuoverli... a mano)

CELLULARI, SCOPERTO IL PRIMO VIRUS CHE INFETTA SYMBIAN 60

Per le società informatiche si tratta di un worm estremamente pericoloso


Se nell'ultimo anno è stata dedicata molta attenzione al malware di tipo mobile, le sue limitate capacità di propagazione non lo hanno fatto considerare seriamente da parte dei più.

Da tempo gli esperti richiamano l'attenzione sul fatto che gli autori di malware preferiscono utilizzare tecnologie nuove ed emergenti, e che pertanto questa tendenza è destinata a condurre a un attacco in piena regola contro gli ambienti mobili. I ricercatori della società specializzata in antivirus e sicurezza dei contenuti Trend Micro hanno scoperto una minaccia mobile di questo genere confermando l'esistenza di sforzi dedicati da parte degli autori di malware.

SYMBOS_CARDTRP.A nasce all'interno dei dispositivi Symbian Series 60 ma ha la possibilità di diffondersi anche sui PC dotati di sistemi operativi Microsoft Windows. Il dispositivo mobile può essere infettato in due modi:

1) ricevendo il malware manualmente tramite Bluetooth o MMS
2) scaricando e installando il malware dal Web

Come funziona SYMBOS_CARDTRP.A
Come molti suoi predecessori, SYMBOS_CARDTRP.A si propaga via Bluetooth (entro un raggio di 10 metri); l'infezione risiede nella memory card del dispositivo mobile.

Questo malware sovrascrive le normali applicazioni installate sul dispositivo colpito sostituendole con copie non funzionanti, portando a un blocco operativo del sistema.

Il malware possiede inoltre la capacità di infettare i PC Windows dal telefono. Se l'utente inserisce la memory card infetta all'interno del relativo slot del PC, il codice può propagarsi al personal computer e da qui tentare di colpire altri PC. SYMBOS_CARDTRP.A deposita i seguenti quattro file all'interno della directory E: (comunemente usata dalla memory card):

"fsb.exe, rilevato da Trend Micro come BKDR_BERBEW.Q, tenta di colpire le macchine e sottrarre informazioni relative alle password
"buburuz.ICO, che si maschera da icona associata alla memory card
"autorun.inf, che tenta di lanciare automaticamente in esecuzione fsb.exe
"SYSTEM.exe, rilevato da Trend Micro come WORM_WUKILL.B

Quando la memory card viene inserita in un computer Windows, il file autorun.inf tenta di lanciare fsb.exe. Inoltre, poiché il file SYSTEM.exe non contiene una routine di startup automatica, presenta l'aspetto di una normale icona di cartella nel tentativo di spingere l'utente a lanciarlo in esecuzione.

Se eseguito con successo, il malware lancia quindi WORM_WUKILL.B per tentare la diffusione dell'infezione su altri PC.

Sebbene il livello potenziale di infezione di SYMBOS_CARDTRP.A sia ancora allo stadio iniziale, Raimund Genes, Chief Technologist for Malware Trend Micro, raccomanda a tutti gli utenti di restare attenti. "Questo attacco è una prova concettuale che può indicare l'approssimarsi di una nuova tipologia di minaccia a tecnica mista", ha dichiarato Genes. "Con l'ulteriore evoluzione delle minacce mobili è possibile che emergano nuovi attacchi come questo, dotati però di tecniche di propagazione più robuste e quindi di un superiore potenziale infettivo".

Le misure per difendersi
Gli esperti in sicurezza di Trend Micro consigliano agli utenti di intraprendere le seguenti misure per proteggersi contro questo e altri tipi di attacco:

1) Non accettare alcuna applicazione o SMS non richiesti provenienti da sconosciuti, in particolare se giungono del tutto inaspettatamente.
2) Scaricare applicazioni solamente da siti di fiducia, e anche in tale caso verificare che l'applicazione scaricata sia effettivamente quella desiderata.

Per ottenere un modulo di prova gratuito di protezione contro questa minaccia è possibile visitare l'indirizzo www.trendmicro.com/mobilesecurity. Per ulteriori informazioni su SYMBOS_CARDTRP.A è possibile consultare la Trend Micro Virus Encyclopaedia all'indirizzo http://www.trendmicro.com/vinfo/virusencyclo/default5.asp?VName=SYMBOS%5FCARDTRP%2EA&VSect=T.

(fonte: itnews.it)

Postato da: niknet alle 03:00 | link | commenti |
telefonia

martedì, agosto 23, 2005

La grande G si lancia nel business degli instant messenger??

Secondo indiscrezioni, il motore di ricerca lancerà domani un programma
per dialogare su internet. Si chiamerà Google Talk e funzionerà anche a voce
Ecco l'instant messenger di Google
Permetterà anche di telefonare?




SAN FRANCISCO -
Icq, Yahoo! Im e Msn Messenger hanno un nuovo concorrente: Google, il motore di ricerca più famoso del mondo sta per lanciarsi nel settore della messaggistica online. Secondo indiscrezioni riportate dal Los Angeles Times, la società di Mountain View annuncerà domani Google Talk un nome dietro il quale dovrebbe celarsi un software per dialogare su internet in tempo reale per iscritto, e non solo.

Stando a quanto riportato dal quotidiano californiano, Google Talk permetterà ai suoi utenti di comunicare anche a voce, utilizzando le cuffie e il microfono del computer. Un servizio già presente in altri programmi analoghi. Ma, visto che il motore di ricerca americano è abituato a fare le cose in grande e per bene, c'è chi vede in questa "espansione" del servizio un primo passo nella telefonia online "Voip". In altri termini, Google potrebbe seguire un percorso simile a quello di Skype, la compagnia che prima ha lanciato un software per dialogare da computer a computer, e ora è leader nel settore delle telefonate tramite protocollo Ip.

In ogni caso, Google Talk è una nuova tappa nel percorso che sta trasformando il motore di ricerca in un marchio omnicomprensivo. I servizi di Google spaziano ormai dalla posta elettronica alle mappe satellitari, e lo pongono in diretta competizione con giganti come Yahoo!, Microsoft e America Online. Solo ieri, Google ha rilasciato una nuova versione del servizio Desktop, che permette di ricercare file nel computer ma anche di avere sempre a portata di mano notizie e informazioni personalizzate, veicolate direttamente dal motore di ricerca.

(fonte : repubblica.it )

Postato da: niknet alle 18:55 | link | commenti |
software utili, telefonia

lunedì, agosto 22, 2005

Avete ricevuto strani sms dalla tim?? Ebbene si, non è una bufala!

Autentici gli sms antiterrorismo TIM

Aggiornamento degli archivi, questa la motivazione alla base dell'iniziativa in applicazione alle misure pensate per contrastare criminalità e terrorismo


Roma - Tra miriadi di bufale via mail o via sms anche la comunicazione con cui TIM ha invitato alcuni propri clienti a fornire i propri dati anagrafici sarebbe potuta apparire come un'azione di phishing.

A fare la differenza è stato però l'invito a presentarsi nei punti vendita TIM, piuttosto che a compilare qualche modulo online su improbabili indirizzi Internet, come avviene per i tentativi di truffa.

Il testo del messaggio è il seguente: "Per misure antiterrorismo è urgente comunicare i dati anagrafici della tua SIM card. Recati subito ad un negozio Tim: eviterai blocchi alla tua carta e avrai un bonus di 10 euro".

TIM ha specificato che l'invito è già stato comunicato in passato e fa parte della politica di aggiornamento periodico degli archivi. Questa volta però l'operatore aggiunge un "premio" sotto forma di bonus da 10 euro per chi adempirà alla richiesta.

Il fatto che solo TIM abbia intrapreso un "aggiornamento" dei propri archivi lascia aperti molti interrogativi, soprattutto perché gli altri operatori (Vodafone, Wind e TRE) hanno assicurato che è impossibile che le SIM dei propri clienti siano anonime, perché l'attivazione delle schede sarebbe sempre stata condizionata dalla presentazione dei documenti di identità, opportunamente registrati.

(fonte: punto-informatico.it)

Postato da: niknet alle 13:03 | link | commenti |
telefonia

lunedì, agosto 15, 2005

Buon  ferragosto a tutti

LG punta al 10% del mercato della telefonia mobile

SINGAPORE (Reuters) - LG Electronics ha intenzione di aumentare la propria quota del mercato della telefonia mobile dal 6,4% attuale al 10% entro il 2006 grazie al lancio di una nuova gamma di prodotti.

E' quanto dichiarato oggi da un dirigente della società.

LG, che l'anno scorso ha superato Siemens diventando così il quarto produttore al mondo di cellulari, rispetto al secondo trimestre si aspetta una crescita delle vendite e dei prezzi medi dei cellulari durante il trimestre che si concluderà a fine settembre.

Jae Bae, vice presidente dell'unità strategica di LG, ha riferito a Reuters che nonostante ciò, nel lungo termine la società valuterà la possibilità di tagliare i prezzi per poter competere con i leader del settore, Nokia e Motorola.

"Abbiamo intenzione di crescere più del mercato e di porre a noi stessi il 10% del mercato come obbiettivo per il prossimo anno", ha dichiarato Bae in un'intervista telefonica da Jakarta, dove si è recato per il lancio di un nuovo negozio e centro servizi LG.

(fonte: reuters.it)


Postato da: niknet alle 13:57 | link | commenti (1) |
telefonia

lunedì, agosto 01, 2005

Occhio alle tariffe per i telefonini, gli operatori, infatti spesso ci fregano

Inchiesta. Le denunce delle associazioni consumatori
e le condanne dall'Autorità antitrust. Coinvolti tutti gli operatori
Telefonini, chi bara con le offerte
quello che la pubblicità non dice

Le clausole scritte in piccolo o non riportate affatto. L'uso
improprio del termine gratis o gratuito. Ecco come difendersi


Foto articolo

ROMA - Estate, tempo di saldi, di offerte promozionali e di pubblicità ingannevole. L'allarme scatta nel mondo dei cellulari: gli spot Tv in questi giorni sono un campo minato di offerte troppo belle per essere vere. E infatti spesso non lo sono. Lo dimostra la mole di denunce presentate dai consumatori e di condanne pronunciate, negli ultimi mesi, dall'autorità Antitrust. Non si salva nessun operatore di rete mobile; le condanne a loro carico, per pubblicità ingannevole, cadono a ritmo di una volta al mese. È un fenomeno che cresce e che preoccupa, in Italia come in altri Paesi. "Anche se il totale delle denunce pervenute in materia pubblicità ingannevole e comparativa è diminuito, dalle 1.000 del 2003 alle 850 del 2004, quelle relative ad alcuni settori, tra cui quello delle telecomunicazioni, sono aumentate in numero", dicono, a Repubblica.it, dall'Antitrust. "È uno dei settori per i quali si sente il bisogno che gli operatori siano più corretti nel comunicare le proprie offerte". Sono sul piede di guerra i consumatori: le associazioni Cittadinanza attiva e Movimento a difesa del cittadino hanno denunciato a luglio la pubblicità di Vodafone che promette 600 euro di chiamate gratis. Due settimane fa, è partita anche la denuncia a Tre da parte di Adusbef e Federconsumatori, riguardo alla pubblicità dell'offerta Super Ricarica 9000.

È un fenomeno noto anche dall'altra parte dell'oceano. Nei giorni scorsi è arrivato a un punto di rottura negli Stati Uniti: il Dipartimento degli Affari dei Consumatori della città di New York ha annunciato di aver fatto causa ai principali provider di telefonia mobile Usa, Sprint, T-Mobile Usa e Nextel Communications. L'accusa di aver raggirato gli utenti con pubblicità ingannevoli, perché alcuni costi extra dei servizi apparivano in scritte troppo piccole e fuggevoli.

Messaggi scritti in piccolo
Ogni mondo è paese, insomma, perché quello delle scritte in piccolo che corrono come giaguari nella landa televisiva è un flagello anche dalle nostre parti. Sono celate lì informazioni preziose, per nulla secondarie; le sequenze dello spot si limitano invece a dare un'idea di massima dell'offerta e hanno soprattutto lo scopo di stupire e colpire lo spettatore. È così che a giugno è stata definita ingannevole la pubblicità Maxxi Ricarica di Tim, dal Giurì di Iap (Istituto dell'autodisciplina pubblicitaria), il quale ha ordinato che fosse sospesa. Il bonus di cui parla la pubblicità ha limiti descritti troppo in fretta e con caratteri minuscoli, durante lo spot. Tim spiega il caso dicendo che si trattava di un errore dell'agenzia che ha confezionato la pubblicità e di averla sostituita già dalla settimana successiva con una versione che "riportava una nota in scorrimento perfettamente leggibile". Tim difende il ricorso a scritte in sovrimpressione, che come tale non è una pratica censurata dall'Autorità. "È inevitabile utilizzarle quando si tratta di servizi telefonici, che hanno caratteristiche articolate e complesse. È ovvio che, per la natura e la breve durata dello spot televisivo, queste informazioni difficilmente possano essere rappresentate con immagini o mediante il parlato". Secondo la tesi di Tim, "uno spot di 30 o 40 secondi non può contenere in maniera incontestabilmente chiara tutti gli elementi utili a fornire una informazione completa ed esauriente. Tali elementi possono essere riportati in modo esplicito ed esaustivo sul web, in una pagina di giornale o ancora in un volantino. Questi mezzi servono proprio ad implementare la campagna Tv".

Quello che la pubblicità non dice
Ci sono casi, invece, in cui la pubblicità manca di informazioni essenziali, che quindi non sono nemmeno esposte in piccolo. Per tale motivo è stata definita ingannevole, il 6 luglio, dal Garante Antitrust la pubblicità di Vodafone Infinity: spot tv e cartelloni tacevano sul fatto che la l'offerta permetteva solo per cinque mesi (e non per sempre), di parlare gratis dopo il primo minuto. La pubblicità rinviava al sito di Vodafone per complementare le informazioni; là l'utente avrebbe appreso del limite temporale. Ma l'Autorità scrive che il rinvio al sito "non risulta sufficiente a compensare la predetta carenza informativa, in quanto tutte le informazioni che attenuano la portata dell'offerta pubblicizzata devono essere contestualmente fornite".

"Un consumatore che abbia maturato un errato presupposto sulla base di un messaggio pubblicitario, infatti, non necessariamente consulterà un'altra fonte informativa, permanendo, per tale motivo, nell'erroneo convincimento indotto dal messaggio". È una risposta che potrebbe confutare anche la tesi di Tim a difesa degli spot pubblicitari troppo parchi di informazioni essenziali.

Il 6 luglio l'Antitrust ha bastonato anche Wind: ingannevole la pubblicità di Noi 2, esposta in Tv, su carta e in Internet: conteneva un "per sempre" che poteva trarre in inganno i consumatori. Ce n'è anche per Tre: a marzo è stata definita ingannevole, dall'Antitrust, la pubblicità del Videotelefono Nec e616V, diffusa tramite cartoncino pieghevole: tra le caratteristiche del cellulare era elencato il supporto Bluetooth (connessione wireless); ma non si specificava che l'operatore aveva limitato questa funzione, per impedire agli utenti di scambiarsi file.

Attenti alla parola gratis
Un altro caso sono le pubblicità che fanno un uso "improprio e censurabile, dei termini 'gratis' o 'gratuito'". Per esempio, una pubblicità diceva: chiamate gratis fino a 300 euro a chi aderisce a una certa offerta, "mentre in realtà, si trattava del rimborso del traffico telefonico fatto nell'arco di un mese, fino a 300 euro. Per l'Autorità i concetti di gratuità e di rimborso non possono essere considerati equivalenti". Sembra una sottigliezza, ma la differenza è enorme: la possibilità di avere un rimborso impegna l'utente a comprare nuovo credito per la propria scheda prepagata; le ricariche hanno costi di commissione che non fanno parte del credito disponibile e che quindi non sono rimborsabili dall'offerta. È spesso con queste astuzie, con omissioni studiate ad arte, che la pubblicità attira e inganna l'utente di rete mobile.

Strategie di difesa
Da questi casi si può trarre una lezione: non affidarsi solo alla pubblicità per decidere se comprare un prodotto o sottoscrivere un'offerta. Consultare altre fonti: almeno il sito dell'operatore in questione e testate giornalistiche specializzate. Basta per esempio scrivere il nome dell'offerta su Google News per trovare articoli che ne descrivano i punti deboli. Oppure, consultare i newsgroup per trovare i pareri di altri utenti, che abbiano già provato quell'offerta o prodotto.

C'è poi una speranza: che nei prossimi mesi i casi di pubblicità ingannevole diminuiscano, in virtù degli effetti della legge Giulietti, varata il 29 aprile 2005. Prima di questa data, l'Antitrust poteva solo ordinare che le pubblicità fossero sospese, se giudicate ingannevoli. La nuova legge invece gli permette di multare l'azienda, fino a 100.000 euro, "rendendo così più efficaci i rimedi dell'Autorità e accrescendo, a vantaggio dei consumatori, la capacità deterrente della legge", dice l'Antitrust. "In questa scia si inserisce anche la recentissima decisione dell'Autorità di costituire una direzione dedicata esclusivamente ai casi di pubblicità ingannevole e comparativa".

Le cause del fenomeno
L'Antitrust spiega a Repubblica.it anche i motivi per cui questo fenomeno colpisce così tanto la telefonia mobile, più di altri settori. Primo, "è un mercato sicuramente caratterizzato da una accentuata pluralità di offerte commerciali che si rinnovano
frequentemente"; secondo, "La 'number portability' (la possibilità di cambiare operatore conservando il proprio numero di cellulare) ha dato un ulteriore scossa accendendo la 'creatività' degli operatori nel contendersi la clientela esistente". Da questi due fattori derivano pubblicità a raffica e molto aggressive, che si sforzano a ogni costo di apparire più attraenti di quelle dei concorrenti. Tanto da risultare, in certi casi, ingannevoli. Un terzo fattore è che sono gli stessi operatori a sollecitare la frequenza delle condanne. Per colmo di aggressività, si denunciano a vicenda, all'Antitrust o allo Iap, per ostacolare le campagne pubblicitarie della concorrenza.

(fonte : repubblica.it)

Postato da: niknet alle 18:37 | link | commenti |
telefonia

domenica, maggio 22, 2005

Mi spiace non aver aggiornato il blog spesso in questi giorni, ma causa problemi personali non ce l'ho fatta :)

Sbloccavano i telefonini Tre, denunciati

Sono in 30 le persone finite sotto inchiesta perché dedite ad un'operazione diffusissima su tutto il territorio nazionale: abilitare i telefonini UMTS di Tre per l'uso con altre SIM

Lo chiamano "sblocco del cellulare" ed è un'attività che qualcuno pubblicizza persino su giornali e riviste, attività che però ha condotto all'intervento della magistratura con l'identificazione e la denuncia di 30 persone in diverse regioni d'Italia.

Agli indagati si contesta un'operazione peraltro assai diffusa su tutto il territorio nazionale, ovvero l'abilitazione dei cellulari distribuiti da Tre per l'uso con altre SIM: come noto l'operatore vende sul mercato cellulari UMTS a buon prezzo per acquisire nuovi clienti che li devono utilizzare con le sole SIM fornite da Tre. Da qui il ricorso di moltissimi allo "sblocco", affinché con quegli stessi cellulari sia possibile utilizzare i servizi UMTS degli altri operatori, generalmente più economici.

Questo il quadro nel quale Tre ha deciso di sporgere denuncia contro gli "sbloccatori". In realtà, viste le nuove normative in materia, ad essere interessati dal provvedimento non sono soltanto coloro che hanno provveduto a rimuovere il lock sulla SIM ma anche chi, pagando 25 o 30 euro, ha chiesto e ottenuto lo sblocco: per loro si ipotizza il reato di ricettazione, come appunto previsto dalle leggi antipirateria.

In particolare, ha spiegato ieri la Polizia Postale che si è incaricata delle indagini, le denunce riguardano accesso abusivo a sistemi informatici nonché detenzione e diffusione abusiva di codici per accedere a tali sistemi,

Nella sua denuncia, Tre aveva segnalato - spiega una nota della PolPost - come "l'illecita rimozione dell'operator lock" possa "essere espletata in vari modi, a seconda della marca e del modello del telefono" e, in particolare: inserimento di un codice mediante tastiera del videofonino; collegamento del videofonino, mediante apposito cavo USB ad un personal computer collegato ad internet con cui "scaricare" l'apposito software; collegamento del videofonino ad una clip con istallato il software di sblocco.

"Di fatto, quindi - continua la nota - come espressamente dichiarato dalla parte lesa, tali servizi e/o dispositivi operano attraverso cd "tool" software e/o dispositivi hardware che, mediante connessioni ai terminali (via cavo e/o via internet), modificano il codice di controllo del meccanismo dell'operator lock, alterandolo o disattivandolo definitivamente, andando, pertanto ad incidere sul sistema telematico costituito dai terminali (videofonini) - da una parte - e dalla rete UMTS di 3 - dall'altra, attraverso la manipolazione e l'alterazione del cosiddetto "flex file" del terminale".

Alle denunce sono seguite perquisizioni domiciliari per i 30 indagati in Abruzzo, Campania, Lazio, Lombardia, Toscana, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e Veneto.

(fonte : punto-informatico.it)

Postato da: niknet alle 14:58 | link | commenti |
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lunedì, novembre 01, 2004

E' roseo il futuro del mobile gaming

Video game e operatori di telefonia mobile andranno a braccetto quest'anno, facendo lievitare il mercato del gaming mobile fino ad oltre 1 miliardo di dollari. Lo sostiene una ricerca della società londinese di consulenza Screen Digest, secondo la quale i videogame via cellulare cresceranno più di sei volte tanto tra il 2004 e la fine della decade per arrivare a toccare quota 6,4 miliardi di dollari. Per ora i mercati più sviluppati sono quelli di Corea e Giappone.

(fonte: telconews.it)


Postato da: niknet alle 14:07 | link | commenti |
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30 dollari per un telefonino,

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Motorola si è aggiudicata un contratto dell'Associazione GSM per la vendita di telefonini low-cost nei paesi in via di sviluppo. A partire dal gennaio 2006, l'azienda americana venderà 6 milioni di cellulari a trenta dollari l'uno, in 17 paesi tra cui India, Nigeria, Bangladesh, Yemen e Kenya, all'interno del programma Emerging Market Handset. I modelli distribuiti saranno il nuovo C113a e il precedente C113, con il quale Motorola si era già assicurata anche la prima fase del progetto EMH.

L'iniziativa rientra in quel graduale percorso di abbattimento del digital divide che sembra essere finalmente decollato negli ultimi mesi. Per avvicinare i paesi più poveri alle nuove tecnologie si tende a offrire loro dei dispositivi speciali, realizzati a basso costo, nei quali vengono abilitate solo le funzioni base. In pole position, ci sono proprio i telefonini.

Secondo una recente
ricerca di Vodafone, l'impatto dei cellulari nei paesi in via di sviluppo potrebbe essere doppio rispetto a quello - già notevole - avuto nel mondo occidentale. In molte aree del pianeta, non esistono ancora linee a terra e la telefonia mobile è destinata a diventare il primo e principale canale di comunicazione, utilizzabile anche per le connessioni a Internet.

La battaglia contro il digital divide, comunque, coinvolge anche il mondo dei computer. Dopo averlo presentato lo scorso febbraio, Nicholas
Negroponte è tornato di recente a parlare del progetto dei laptop a 100 dollari per i paesi più poveri. Dotati di uno schermo a cristalli liquidi, connettività Wi-Fi ed equipaggiati con Linux, i primi modelli dei computer low-cost saranno pronti a metà 2006 e secondo Negroponte dovranno essere distribuiti direttamente dai ministeri dell'educazione ai bambini, assieme ai libri di scuola.

Tra i primi governi che si sono dimostrati interessati al progetto c'è quello brasiliano, con il quale sono aperte delle trattative per la produzione stessa dei pc. Proprio il paese sudamericano, la scorsa primavera è stato protagonista di una serie di schermaglie con Microsoft per la gestione del programma Pc Conectado, studiato per fornire hardware e accessibilità alle fasce più povere della popolazione. Alla fine, il
governo Lula ha deciso di adottare il sistema operativo Linux.

(fonte: lastampa.it)

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CELLULARI, SCOPERTO IL PRIMO VIRUS CHE INFETTA SYMBIAN 60

Per le società informatiche si tratta di un worm estremamente pericoloso


Se nell'ultimo anno è stata dedicata molta attenzione al malware di tipo mobile, le sue limitate capacità di propagazione non lo hanno fatto considerare seriamente da parte dei più.

Da tempo gli esperti richiamano l'attenzione sul fatto che gli autori di malware preferiscono utilizzare tecnologie nuove ed emergenti, e che pertanto questa tendenza è destinata a condurre a un attacco in piena regola contro gli ambienti mobili. I ricercatori della società specializzata in antivirus e sicurezza dei contenuti Trend Micro hanno scoperto una minaccia mobile di questo genere confermando l'esistenza di sforzi dedicati da parte degli autori di malware.

SYMBOS_CARDTRP.A nasce all'interno dei dispositivi Symbian Series 60 ma ha la possibilità di diffondersi anche sui PC dotati di sistemi operativi Microsoft Windows. Il dispositivo mobile può essere infettato in due modi:

1) ricevendo il malware manualmente tramite Bluetooth o MMS
2) scaricando e installando il malware dal Web

Come funziona SYMBOS_CARDTRP.A
Come molti suoi predecessori, SYMBOS_CARDTRP.A si propaga via Bluetooth (entro un raggio di 10 metri); l'infezione risiede nella memory card del dispositivo mobile.

Questo malware sovrascrive le normali applicazioni installate sul dispositivo colpito sostituendole con copie non funzionanti, portando a un blocco operativo del sistema.

Il malware possiede inoltre la capacità di infettare i PC Windows dal telefono. Se l'utente inserisce la memory card infetta all'interno del relativo slot del PC, il codice può propagarsi al personal computer e da qui tentare di colpire altri PC. SYMBOS_CARDTRP.A deposita i seguenti quattro file all'interno della directory E: (comunemente usata dalla memory card):

"fsb.exe, rilevato da Trend Micro come BKDR_BERBEW.Q, tenta di colpire le macchine e sottrarre informazioni relative alle password
"buburuz.ICO, che si maschera da icona associata alla memory card
"autorun.inf, che tenta di lanciare automaticamente in esecuzione fsb.exe
"SYSTEM.exe, rilevato da Trend Micro come WORM_WUKILL.B

Quando la memory card viene inserita in un computer Windows, il file autorun.inf tenta di lanciare fsb.exe. Inoltre, poiché il file SYSTEM.exe non contiene una routine di startup automatica, presenta l'aspetto di una normale icona di cartella nel tentativo di spingere l'utente a lanciarlo in esecuzione.

Se eseguito con successo, il malware lancia quindi WORM_WUKILL.B per tentare la diffusione dell'infezione su altri PC.

Sebbene il livello potenziale di infezione di SYMBOS_CARDTRP.A sia ancora allo stadio iniziale, Raimund Genes, Chief Technologist for Malware Trend Micro, raccomanda a tutti gli utenti di restare attenti. "Questo attacco è una prova concettuale che può indicare l'approssimarsi di una nuova tipologia di minaccia a tecnica mista", ha dichiarato Genes. "Con l'ulteriore evoluzione delle minacce mobili è possibile che emergano nuovi attacchi come questo, dotati però di tecniche di propagazione più robuste e quindi di un superiore potenziale infettivo".

Le misure per difendersi
Gli esperti in sicurezza di Trend Micro consigliano agli utenti di intraprendere le seguenti misure per proteggersi contro questo e altri tipi di attacco:

1) Non accettare alcuna applicazione o SMS non richiesti provenienti da sconosciuti, in particolare se giungono del tutto inaspettatamente.
2) Scaricare applicazioni solamente da siti di fiducia, e anche in tale caso verificare che l'applicazione scaricata sia effettivamente quella desiderata.

Per ottenere un modulo di prova gratuito di protezione contro questa minaccia è possibile visitare l'indirizzo www.trendmicro.com/mobilesecurity. Per ulteriori informazioni su SYMBOS_CARDTRP.A è possibile consultare la Trend Micro Virus Encyclopaedia all'indirizzo http://www.trendmicro.com/vinfo/virusencyclo/default5.asp?VName=SYMBOS%5FCARDTRP%2EA&VSect=T.

(fonte: itnews.it)

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telefonia

martedì, agosto 23, 2005

La grande G si lancia nel business degli instant messenger??

Secondo indiscrezioni, il motore di ricerca lancerà domani un programma
per dialogare su internet. Si chiamerà Google Talk e funzionerà anche a voce
Ecco l'instant messenger di Google
Permetterà anche di telefonare?




SAN FRANCISCO -
Icq, Yahoo! Im e Msn Messenger hanno un nuovo concorrente: Google, il motore di ricerca più famoso del mondo sta per lanciarsi nel settore della messaggistica online. Secondo indiscrezioni riportate dal Los Angeles Times, la società di Mountain View annuncerà domani Google Talk un nome dietro il quale dovrebbe celarsi un software per dialogare su internet in tempo reale per iscritto, e non solo.

Stando a quanto riportato dal quotidiano californiano, Google Talk permetterà ai suoi utenti di comunicare anche a voce, utilizzando le cuffie e il microfono del computer. Un servizio già presente in altri programmi analoghi. Ma, visto che il motore di ricerca americano è abituato a fare le cose in grande e per bene, c'è chi vede in questa "espansione" del servizio un primo passo nella telefonia online "Voip". In altri termini, Google potrebbe seguire un percorso simile a quello di Skype, la compagnia che prima ha lanciato un software per dialogare da computer a computer, e ora è leader nel settore delle telefonate tramite protocollo Ip.

In ogni caso, Google Talk è una nuova tappa nel percorso che sta trasformando il motore di ricerca in un marchio omnicomprensivo. I servizi di Google spaziano ormai dalla posta elettronica alle mappe satellitari, e lo pongono in diretta competizione con giganti come Yahoo!, Microsoft e America Online. Solo ieri, Google ha rilasciato una nuova versione del servizio Desktop, che permette di ricercare file nel computer ma anche di avere sempre a portata di mano notizie e informazioni personalizzate, veicolate direttamente dal motore di ricerca.

(fonte : repubblica.it )

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software utili, telefonia

lunedì, agosto 22, 2005

Avete ricevuto strani sms dalla tim?? Ebbene si, non è una bufala!

Autentici gli sms antiterrorismo TIM

Aggiornamento degli archivi, questa la motivazione alla base dell'iniziativa in applicazione alle misure pensate per contrastare criminalità e terrorismo


Roma - Tra miriadi di bufale via mail o via sms anche la comunicazione con cui TIM ha invitato alcuni propri clienti a fornire i propri dati anagrafici sarebbe potuta apparire come un'azione di phishing.

A fare la differenza è stato però l'invito a presentarsi nei punti vendita TIM, piuttosto che a compilare qualche modulo online su improbabili indirizzi Internet, come avviene per i tentativi di truffa.

Il testo del messaggio è il seguente: "Per misure antiterrorismo è urgente comunicare i dati anagrafici della tua SIM card. Recati subito ad un negozio Tim: eviterai blocchi alla tua carta e avrai un bonus di 10 euro".

TIM ha specificato che l'invito è già stato comunicato in passato e fa parte della politica di aggiornamento periodico degli archivi. Questa volta però l'operatore aggiunge un "premio" sotto forma di bonus da 10 euro per chi adempirà alla richiesta.

Il fatto che solo TIM abbia intrapreso un "aggiornamento" dei propri archivi lascia aperti molti interrogativi, soprattutto perché gli altri operatori (Vodafone, Wind e TRE) hanno assicurato che è impossibile che le SIM dei propri clienti siano anonime, perché l'attivazione delle schede sarebbe sempre stata condizionata dalla presentazione dei documenti di identità, opportunamente registrati.

(fonte: punto-informatico.it)

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lunedì, agosto 15, 2005

Buon  ferragosto a tutti

LG punta al 10% del mercato della telefonia mobile

SINGAPORE (Reuters) - LG Electronics ha intenzione di aumentare la propria quota del mercato della telefonia mobile dal 6,4% attuale al 10% entro il 2006 grazie al lancio di una nuova gamma di prodotti.

E' quanto dichiarato oggi da un dirigente della società.

LG, che l'anno scorso ha superato Siemens diventando così il quarto produttore al mondo di cellulari, rispetto al secondo trimestre si aspetta una crescita delle vendite e dei prezzi medi dei cellulari durante il trimestre che si concluderà a fine settembre.

Jae Bae, vice presidente dell'unità strategica di LG, ha riferito a Reuters che nonostante ciò, nel lungo termine la società valuterà la possibilità di tagliare i prezzi per poter competere con i leader del settore, Nokia e Motorola.

"Abbiamo intenzione di crescere più del mercato e di porre a noi stessi il 10% del mercato come obbiettivo per il prossimo anno", ha dichiarato Bae in un'intervista telefonica da Jakarta, dove si è recato per il lancio di un nuovo negozio e centro servizi LG.

(fonte: reuters.it)


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telefonia

lunedì, agosto 01, 2005

Occhio alle tariffe per i telefonini, gli operatori, infatti spesso ci fregano

Inchiesta. Le denunce delle associazioni consumatori
e le condanne dall'Autorità antitrust. Coinvolti tutti gli operatori
Telefonini, chi bara con le offerte
quello che la pubblicità non dice

Le clausole scritte in piccolo o non riportate affatto. L'uso
improprio del termine gratis o gratuito. Ecco come difendersi


Foto articolo

ROMA - Estate, tempo di saldi, di offerte promozionali e di pubblicità ingannevole. L'allarme scatta nel mondo dei cellulari: gli spot Tv in questi giorni sono un campo minato di offerte troppo belle per essere vere. E infatti spesso non lo sono. Lo dimostra la mole di denunce presentate dai consumatori e di condanne pronunciate, negli ultimi mesi, dall'autorità Antitrust. Non si salva nessun operatore di rete mobile; le condanne a loro carico, per pubblicità ingannevole, cadono a ritmo di una volta al mese. È un fenomeno che cresce e che preoccupa, in Italia come in altri Paesi. "Anche se il totale delle denunce pervenute in materia pubblicità ingannevole e comparativa è diminuito, dalle 1.000 del 2003 alle 850 del 2004, quelle relative ad alcuni settori, tra cui quello delle telecomunicazioni, sono aumentate in numero", dicono, a Repubblica.it, dall'Antitrust. "È uno dei settori per i quali si sente il bisogno che gli operatori siano più corretti nel comunicare le proprie offerte". Sono sul piede di guerra i consumatori: le associazioni Cittadinanza attiva e Movimento a difesa del cittadino hanno denunciato a luglio la pubblicità di Vodafone che promette 600 euro di chiamate gratis. Due settimane fa, è partita anche la denuncia a Tre da parte di Adusbef e Federconsumatori, riguardo alla pubblicità dell'offerta Super Ricarica 9000.

È un fenomeno noto anche dall'altra parte dell'oceano. Nei giorni scorsi è arrivato a un punto di rottura negli Stati Uniti: il Dipartimento degli Affari dei Consumatori della città di New York ha annunciato di aver fatto causa ai principali provider di telefonia mobile Usa, Sprint, T-Mobile Usa e Nextel Communications. L'accusa di aver raggirato gli utenti con pubblicità ingannevoli, perché alcuni costi extra dei servizi apparivano in scritte troppo piccole e fuggevoli.

Messaggi scritti in piccolo
Ogni mondo è paese, insomma, perché quello delle scritte in piccolo che corrono come giaguari nella landa televisiva è un flagello anche dalle nostre parti. Sono celate lì informazioni preziose, per nulla secondarie; le sequenze dello spot si limitano invece a dare un'idea di massima dell'offerta e hanno soprattutto lo scopo di stupire e colpire lo spettatore. È così che a giugno è stata definita ingannevole la pubblicità Maxxi Ricarica di Tim, dal Giurì di Iap (Istituto dell'autodisciplina pubblicitaria), il quale ha ordinato che fosse sospesa. Il bonus di cui parla la pubblicità ha limiti descritti troppo in fretta e con caratteri minuscoli, durante lo spot. Tim spiega il caso dicendo che si trattava di un errore dell'agenzia che ha confezionato la pubblicità e di averla sostituita già dalla settimana successiva con una versione che "riportava una nota in scorrimento perfettamente leggibile". Tim difende il ricorso a scritte in sovrimpressione, che come tale non è una pratica censurata dall'Autorità. "È inevitabile utilizzarle quando si tratta di servizi telefonici, che hanno caratteristiche articolate e complesse. È ovvio che, per la natura e la breve durata dello spot televisivo, queste informazioni difficilmente possano essere rappresentate con immagini o mediante il parlato". Secondo la tesi di Tim, "uno spot di 30 o 40 secondi non può contenere in maniera incontestabilmente chiara tutti gli elementi utili a fornire una informazione completa ed esauriente. Tali elementi possono essere riportati in modo esplicito ed esaustivo sul web, in una pagina di giornale o ancora in un volantino. Questi mezzi servono proprio ad implementare la campagna Tv".

Quello che la pubblicità non dice
Ci sono casi, invece, in cui la pubblicità manca di informazioni essenziali, che quindi non sono nemmeno esposte in piccolo. Per tale motivo è stata definita ingannevole, il 6 luglio, dal Garante Antitrust la pubblicità di Vodafone Infinity: spot tv e cartelloni tacevano sul fatto che la l'offerta permetteva solo per cinque mesi (e non per sempre), di parlare gratis dopo il primo minuto. La pubblicità rinviava al sito di Vodafone per complementare le informazioni; là l'utente avrebbe appreso del limite temporale. Ma l'Autorità scrive che il rinvio al sito "non risulta sufficiente a compensare la predetta carenza informativa, in quanto tutte le informazioni che attenuano la portata dell'offerta pubblicizzata devono essere contestualmente fornite".

"Un consumatore che abbia maturato un errato presupposto sulla base di un messaggio pubblicitario, infatti, non necessariamente consulterà un'altra fonte informativa, permanendo, per tale motivo, nell'erroneo convincimento indotto dal messaggio". È una risposta che potrebbe confutare anche la tesi di Tim a difesa degli spot pubblicitari troppo parchi di informazioni essenziali.

Il 6 luglio l'Antitrust ha bastonato anche Wind: ingannevole la pubblicità di Noi 2, esposta in Tv, su carta e in Internet: conteneva un "per sempre" che poteva trarre in inganno i consumatori. Ce n'è anche per Tre: a marzo è stata definita ingannevole, dall'Antitrust, la pubblicità del Videotelefono Nec e616V, diffusa tramite cartoncino pieghevole: tra le caratteristiche del cellulare era elencato il supporto Bluetooth (connessione wireless); ma non si specificava che l'operatore aveva limitato questa funzione, per impedire agli utenti di scambiarsi file.

Attenti alla parola gratis
Un altro caso sono le pubblicità che fanno un uso "improprio e censurabile, dei termini 'gratis' o 'gratuito'". Per esempio, una pubblicità diceva: chiamate gratis fino a 300 euro a chi aderisce a una certa offerta, "mentre in realtà, si trattava del rimborso del traffico telefonico fatto nell'arco di un mese, fino a 300 euro. Per l'Autorità i concetti di gratuità e di rimborso non possono essere considerati equivalenti". Sembra una sottigliezza, ma la differenza è enorme: la possibilità di avere un rimborso impegna l'utente a comprare nuovo credito per la propria scheda prepagata; le ricariche hanno costi di commissione che non fanno parte del credito disponibile e che quindi non sono rimborsabili dall'offerta. È spesso con queste astuzie, con omissioni studiate ad arte, che la pubblicità attira e inganna l'utente di rete mobile.

Strategie di difesa
Da questi casi si può trarre una lezione: non affidarsi solo alla pubblicità per decidere se comprare un prodotto o sottoscrivere un'offerta. Consultare altre fonti: almeno il sito dell'operatore in questione e testate giornalistiche specializzate. Basta per esempio scrivere il nome dell'offerta su Google News per trovare articoli che ne descrivano i punti deboli. Oppure, consultare i newsgroup per trovare i pareri di altri utenti, che abbiano già provato quell'offerta o prodotto.

C'è poi una speranza: che nei prossimi mesi i casi di pubblicità ingannevole diminuiscano, in virtù degli effetti della legge Giulietti, varata il 29 aprile 2005. Prima di questa data, l'Antitrust poteva solo ordinare che le pubblicità fossero sospese, se giudicate ingannevoli. La nuova legge invece gli permette di multare l'azienda, fino a 100.000 euro, "rendendo così più efficaci i rimedi dell'Autorità e accrescendo, a vantaggio dei consumatori, la capacità deterrente della legge", dice l'Antitrust. "In questa scia si inserisce anche la recentissima decisione dell'Autorità di costituire una direzione dedicata esclusivamente ai casi di pubblicità ingannevole e comparativa".

Le cause del fenomeno
L'Antitrust spiega a Repubblica.it anche i motivi per cui questo fenomeno colpisce così tanto la telefonia mobile, più di altri settori. Primo, "è un mercato sicuramente caratterizzato da una accentuata pluralità di offerte commerciali che si rinnovano
frequentemente"; secondo, "La 'number portability' (la possibilità di cambiare operatore conservando il proprio numero di cellulare) ha dato un ulteriore scossa accendendo la 'creatività' degli operatori nel contendersi la clientela esistente". Da questi due fattori derivano pubblicità a raffica e molto aggressive, che si sforzano a ogni costo di apparire più attraenti di quelle dei concorrenti. Tanto da risultare, in certi casi, ingannevoli. Un terzo fattore è che sono gli stessi operatori a sollecitare la frequenza delle condanne. Per colmo di aggressività, si denunciano a vicenda, all'Antitrust o allo Iap, per ostacolare le campagne pubblicitarie della concorrenza.

(fonte : repubblica.it)

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telefonia

domenica, maggio 22, 2005

Mi spiace non aver aggiornato il blog spesso in questi giorni, ma causa problemi personali non ce l'ho fatta :)

Sbloccavano i telefonini Tre, denunciati

Sono in 30 le persone finite sotto inchiesta perché dedite ad un'operazione diffusissima su tutto il territorio nazionale: abilitare i telefonini UMTS di Tre per l'uso con altre SIM

Lo chiamano "sblocco del cellulare" ed è un'attività che qualcuno pubblicizza persino su giornali e riviste, attività che però ha condotto all'intervento della magistratura con l'identificazione e la denuncia di 30 persone in diverse regioni d'Italia.

Agli indagati si contesta un'operazione peraltro assai diffusa su tutto il territorio nazionale, ovvero l'abilitazione dei cellulari distribuiti da Tre per l'uso con altre SIM: come noto l'operatore vende sul mercato cellulari UMTS a buon prezzo per acquisire nuovi clienti che li devono utilizzare con le sole SIM fornite da Tre. Da qui il ricorso di moltissimi allo "sblocco", affinché con quegli stessi cellulari sia possibile utilizzare i servizi UMTS degli altri operatori, generalmente più economici.

Questo il quadro nel quale Tre ha deciso di sporgere denuncia contro gli "sbloccatori". In realtà, viste le nuove normative in materia, ad essere interessati dal provvedimento non sono soltanto coloro che hanno provveduto a rimuovere il lock sulla SIM ma anche chi, pagando 25 o 30 euro, ha chiesto e ottenuto lo sblocco: per loro si ipotizza il reato di ricettazione, come appunto previsto dalle leggi antipirateria.

In particolare, ha spiegato ieri la Polizia Postale che si è incaricata delle indagini, le denunce riguardano accesso abusivo a sistemi informatici nonché detenzione e diffusione abusiva di codici per accedere a tali sistemi,

Nella sua denuncia, Tre aveva segnalato - spiega una nota della PolPost - come "l'illecita rimozione dell'operator lock" possa "essere espletata in vari modi, a seconda della marca e del modello del telefono" e, in particolare: inserimento di un codice mediante tastiera del videofonino; collegamento del videofonino, mediante apposito cavo USB ad un personal computer collegato ad internet con cui "scaricare" l'apposito software; collegamento del videofonino ad una clip con istallato il software di sblocco.

"Di fatto, quindi - continua la nota - come espressamente dichiarato dalla parte lesa, tali servizi e/o dispositivi operano attraverso cd "tool" software e/o dispositivi hardware che, mediante connessioni ai terminali (via cavo e/o via internet), modificano il codice di controllo del meccanismo dell'operator lock, alterandolo o disattivandolo definitivamente, andando, pertanto ad incidere sul sistema telematico costituito dai terminali (videofonini) - da una parte - e dalla rete UMTS di 3 - dall'altra, attraverso la manipolazione e l'alterazione del cosiddetto "flex file" del terminale".

Alle denunce sono seguite perquisizioni domiciliari per i 30 indagati in Abruzzo, Campania, Lazio, Lombardia, Toscana, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e Veneto.

(fonte : punto-informatico.it)

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lunedì, novembre 01, 2004

E' roseo il futuro del mobile gaming

Video game e operatori di telefonia mobile andranno a braccetto quest'anno, facendo lievitare il mercato del gaming mobile fino ad oltre 1 miliardo di dollari. Lo sostiene una ricerca della società londinese di consulenza Screen Digest, secondo la quale i videogame via cellulare cresceranno più di sei volte tanto tra il 2004 e la fine della decade per arrivare a toccare quota 6,4 miliardi di dollari. Per ora i mercati più sviluppati sono quelli di Corea e Giappone.

(fonte: telconews.it)


Postato da: niknet a 14:07 | link | commenti |
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